Istruttori e falesia: di nuovo bufera

Scontro tra guide e istruttori promozionali

29 gennaio 2021
A colpi di lettere pubbliche, è di nuovo scontro tra le Guide Alpine e gli istruttori di arrampicata per le uscite in falesia.

Andiamo ad analizzare i fatti accaduti. Su gognablog, spazio web che offre punti di vista e spunti interessanti su temi più disparati, è emerso un interessante dibattito nato da un articolo di Giova Massari. Climber da innumerevoli anni, attivo promotore e laureato in scienze motorie, Giova si è sempre distinto per l’impegno nella promozione della scalata. Da anni, Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI si occupano di avviare gli scalatori neofiti all’attività su roccia. Unendo la possibilità data dalla legge al proprio sogno di creare una figura abilitata all’insegnamento dell’arrampicata su roccia, Massari ha ottenuto la qualifica di istruttore di arrampicata di III livello USACLI (Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI) e ha avuto mandato dalla sua stessa organizzazione sportiva di formare nuovi istruttori di scalata outdoor. La notizia di queste nuove figure non è stata digerita troppo bene dal Collegio delle Guide Alpine, uniche figure abilitate alla professione di accompagnamento in montagna, e che sono in costante conflitto con gli Enti e le Associazioni sportive riconosciute dal CONI che si muovono a livello non professionale. Sul blog di Gogna, è stata pubblicata la risposta a Massari stilata da Giulio Beuchod, presidente del Collegio Guide Piemontese. L’articolo scritto da Massari (disponibile a questo link) ci fa fare un tuffo in quelle che sono le realtà che si occupano di promuovere l’arrampicata, che da anni lavorano sul territorio in ottemperanza agli obblighi di legge. La risposta di Beuchod invece consente al pubblico di andare a capire cosa vuol essere guida alpina, con ampio spazio agli aspetti storici e ai particolari tecnici inerenti alla professione (qui il link). 

Alcune considerazioni di ampio respiro:

Al di là di quello che è lo scontro tra Collegio e Massari (che per inciso è solo quello oggi più esposto tra i tanti istruttori che operano in falesia) emergono due aspetti: c’è bisogno da una parte che le Guide Alpine digeriscano la figura (prevista dai vari Enti e dalla FASI) di istruttore non professionista che presta la sua opera all'associazione per l'attività in falesia, dall'altra che nasca una figura professionale che possa fare dell'accompagnamento alla scalata in falesia un lavoro remunerato, senza dover percorrere tutto l'iter per diventare Guida Alpina. Un anello di collegamento professionale tra la montagna e l'indoor.
La scalata dei nostri giorni è ormai lontana anni luce dalla scalata eroica di Maestri e compagni. Nel 2021, epoca di quest’ultima diatriba, l’arrampicata sui blocchi e su monotiro è uno sport, agonistico e dilettantistico. E non si può scindere dall'attività in falesia e nelle aree blocchi naturali. L'arrampicata sportiva su roccia ha a tutti gli effetti le caratteristiche sportive della scalata indoor, e si è distanziata alla velocità della luce dall'attività alpinistica, sia come gesto atletico che come parametri di sicurezza.
La fortuna e la croce dell'arrampicata sportiva è proprio quella di avere due anime, indoor ed outdoor, che coesistono all’interno della stessa entità. Per capire la problematica, basta pensare ai numeri: la disciplina più in crescita è il bouldering, attività che nella formazione delle Guide Alpine è presente da pochi anni e del tutto marginalmente. Quanti corsi dedicati al bouldering outdoor vengono tenuti da guide alpine? Quante Guide Alpine sono in grado di allenare un atleta da media fascia, che ha il 7c di blocco? Percentualmente pochissime, e se hanno la competenza è solo per ammirevole preparazione e cultura personale. Ricordiamolo: lo sport è competenza esclusiva del CONI, che da mandato operativo alle Federazioni e agli Enti di promozione sportiva.
Le implicazioni della scalata poi in tema sociale sono molteplici: se parliamo di attività senza fine di lucro con i disabili o con le fasce meno protette della società, non possiamo prescindere dal volontariato e dall'associazionismo. E' compito dell'istruttore FASI, USACLI, UISP e via dicendo colmare quell'importante vuoto sociale che vede innumerevoli implicazioni, e che non competono al professionista.
Se poi un giorno nascerà la figura professionale di istruttore (o Maestro che dir si voglia), verrà colmato un altro vuoto, permettendo ai tanti istruttori del no profit di realizzare il proprio sogno: fare della propria passione il proprio lavoro, con una partita iva, e sfruttare come una manna dal cielo la svolta sportiva che ha avuto l’arrampicata. E se vogliamo dirla tutta la svolta non è dovuta ne al cielo ne alle guide alpine, ma solo all'impegno del CONI e delle sue realità associative, che alla base hanno i loro istruttori. 

Gli ostacoli che vengono posti da decenni senza interruzione al mondo del volontariato da parte dalle Guida Alpine, non fa altro che procrastinare negli anni il passaggio dalla plastica alla roccia delle migliaia di nuovi praticanti, che dovrebbe fornire proprio a chi accompagna in Montagna (la maiuscola non è casuale) la solida base per poter lavorare.

Riassumendo, una volta dato il giusto spazio all'associazionismo legato al CONI, il mondo della scalata auspica la creazione anche di questa nuova figura di istruttore professionista di arrampicata in falesia.

Fonte articoli gognablog (invitiamo tutti i lettori a leggere attraverso i link forniti le lettere e documentazioni allegate al fine di capire al meglio le parti coinvolte).

AP

 

Up climbing quiz banner 2

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875