Rogora-Tesio: intervista doppia post World Cup

A tu per tu con del finaliste di coppa del mondo

29 agosto 2020
Giorgia Tesio e Laura Rogora sono le atlete che hanno portato il tricolore in finale a Briancon. 

Laura poi ha voluto strafare, vincendo la prima (e probabilmente unica) tappa di Coppa del Mondo Lead 2020. In un anno difficile si sono fatte trovare pronte al momento della verità e si sono conquistate una cosa che fa sognare qualsiasi garista: una finale nella coppa del mondo. 

A tu per tu con Giorgia e Laura! 

 

Giorgia

Come è stata la prima World Cup del 2020?

La prima Coppa del mondo è stata differente, strana, ma sicuramente anche molto emozionante. Era da parecchio tempo che non partecipavo a una gara internazionale e già di per sè, solo per questo motivo, la “Coppa del mondo” di Briançon era già speciale per me; se si aggiunge che probabilmente sarà l’unica della stagione e le modalità diverse causa le dovute precauzioni per il corona-virus, è stata sicuramente una gara unica e memorabile, nel bene e nel male, anche per gli altri. Stare per la prima volta di fronte e non tra un pubblico, che per quanto limitato, contava 5000 persone mi ha lasciato veramente senza parole, scaldarci è stato ancora meglio! Questo risultato è di sicuro uno dei migliori nella mia carriera, il migliore da quando sono entrata nel mondo dei “grandi”, ma soprattutto mi ha dato una grande motivazione e mi ha tranquillizzato anche per il mio rientro dopo l’infortunio; la mia paura più grande era di essere rimasta indietro irrimediabilmente, invece ora so che c’è ancora molto da lavorare, ma che sono sulla buona strada. Per noi italiani questa gara acquisisce un valore aggiunto se penso che per me è stata la prima e inaspettata finale in una coppa del mondo, ma sopratutto per Laura è stato il primo podio e prima vittoria!


Come è stata la gara di Laura?

La gara di Laura è stata in una parola: perfetta. Non che la vittoria sia stata una sorpresa sconvolgente se si pensa che poche settimane fa ha chiuso il secondo 9b femminile, scrivendo parte della storia dell’arrampicata, ma sicuramente sono stata molto contenta per lei, poichè una vittoria, per quanto forte tu sia, non è mai garantita. Ha guidato la classifica dalle qualifiche alle finali, e sopratutto nelle semifinali, che le hanno garantito la vittoria, ha dimostrato di essere veramente superiore. Le finali sono state emozionanti, eravamo tutti in apprensione: sapevamo che poteva vincere, ma doveva fare Top. Ciò che più mi ha colpito però è stata la capacità di chiudere la via non tanto per la forza o la resistenza, ma perché è partita con la consapevolezza che Janja aveva già fatto Top, consapevolezza che mette non poca pressione. Sono molto felice per lei perchè immagino che con le Olimpiadi che sono state rimandate, mantenere la motivazione per allenarsi per un appuntamento così importante non sia facile, e questo risultato sommato ai numerosi sulla roccia sono sicuramente delle belle soddisfazioni in attesa del grande evento.


Come vedi il futuro prossimo, tra gare, appuntamenti e progetti? 

Le Olimpiadi non sono le uniche gare che non si sono tenute in questa stagione; come ho scritto all’inizio quella di Briançon potrebbe essere l’unica gara, le altre date sono o incerte o cancellate. Nei mesi scorsi durante il lockdown, come per molti atleti, la mia motivazione non è stata ai sui massimi livelli diciamo, ma se non altro la prospettiva di questa gara, di un ritorno alla normalità e la riapertura progressiva delle palestre mi hanno dato una spinta a dare il meglio di me in allenamento e fuori. Mi sono divertita come non mai ad allenarmi e ho riscoperto il piacere di scalare anche su roccia e per il futuro voglio continuare così. Ora in programma ci sono il Campionato italiano di lead e di Boulder rispettivamente a Brunico e a Roma. Dopo di che spero di poter andare a scalare fuori ad Arco e dintorni e magari di riuscire ad organizzare un piccolo viaggio durante le vacanze di Natale; tuttavia vista la situazione incerta sarà meglio non fare progetti a lungo termine, ma passo passo vedere come si evolverà e adattandosi ad essa vivere il presente al meglio.

 

Laura

Come è stata la prima World Cup del 2020?

Direi che non poteva andare meglio! Ero abbastanza tesa prima della gara, sapevo di essere in forma ma  non avevo idea di come potesse andare essendo la prima dell'anno. Sulla prima via ho arrampicato male, ma poi piano piano mi sono sciolta e a ogni turno di gara mi sentivo meglio. In finale ero nello stato mentale perfetto, sapevo di dover fare top per vincere e dalla ricognizione la via mi sembrava fattibile ma sono riuscita a gestire bene la pressione, ho affrontato la via come fosse un tiro su roccia concentrandomi solo sulla mia salita. Quando sono arrivata in cima e ho realizzato cosa stava succedendo non ci potevo credere!

Come è stata la gara di Giorgia?

Come ritorno alle gare dopo quasi due anni direi che è andata benissimo! E non era neanche la sua specialità... Purtroppo l'ho vista arrampicare solo in qualifica, so che in finale ha fatto qualche errore quindi forse poteva andare anche meglio ma la finale è comunque un gran risultato! 

Come vedi il futuro prossimo, tra gare, appuntamenti e progetti?  

Non ho tanti programmi per il futuro. Ancora non si sa se ci saranno altre gare per quest anno e ad altri progetti su roccia ancora non ho pensato. Per ora l 'obiettivo principale quindi e sempre Tokyo e mi allenerà per quello. 

AP

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