Una chiacchierata con gli Hermanos Pou!

La visione dell’arrampicata e dell’alpinismo di Iker e Eneko

22 novembre 2021
Un’intervista ai due leggendari fratelli spagnoli, da decenni sulla cresta dell’onda

 
Sono molti i casi di fratelli che hanno scritto la storia dell’arrampicata o dell’alpinismo. Basti pensare ai Le Menestrel, a Fred e Francois Nicole, agli Huber, i Bindhammer e da ultimo ai francesi Bassa e Mickael Mawem.

In questo elenco, una delle coppie di fratelli che più si è distinta regolarmente nell’ultimo paio di decenni è quella costituita da Iker e Eneko Pou, personaggi che tuttora rappresentano un riferimento inossidabile dell’arrampicata spagnola e internazionale.

Che dire ad esempio di Iker Pou? Nel 2000 fu lui ad aggiudicarsi la terza salita di Action Directe e negli anni successivi fu uno degli arrampicatori sportivi di riferimento, con molteplici vie di grado 9 e boulder fino all’8B+. Un livello che è sempre cresciuto negli anni, tanto che, con Artaburu nel 2018 e Guggen-hell quest’anno, è arrivato alle soglie del 9b a oltre 40 anni!

Tuttavia, parallelamente alla falesia, Iker e Eneko hanno creato una cordata eccezionale su alcune delle multipitch più dure al mondo, molte delle quali portano proprio la loro firma. Per non parlare delle tante spedizioni che li hanno visti girovagare per tutto il mondo in continua esplorazione, alla ricerca di vie e rocce che fossero in grado di soddisfare la loro immensa creatività!

Due personaggi che rappresentano davvero l’arrampicata e l’alpinismo nella loro essenziale componente fantasiosa, artistica oltre che di ricerca dell’estremo, e che per questo rappresentano anche un baluardo a fronte di quella componente competitiva che sempre di più dimostra tanta forza, ma ben poca anima.

Per questi motivi, abbiamo voluto fare qualche domanda ai fratelli Pou, per farci ispirare dalla tanta motivazione con cui, dopo decenni di attività ininterrotta, ancora portano avanti la loro sete di esplorazione verticale!

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Iker, Eneko, siete attivi da decenni sulla scena dell'arrampicata internazionale, compiendo grandi salite. Non vi siete stancati di arrampicare a questi livelli?

La verità è che non siamo stanchi, amiamo ciò che facciamo e finché le cose vengono fatte con passione e motivazione, possiamo sempre fare molta strada. È anche vero che è difficile rimanere sempre ad alto livello, ma come ho detto prima, la voglia di fare cose nuove e la motivazione possono superare tutto. Vi diciamo che oggi siamo più motivati ​​di quando eravamo giovani…jejeje

Ok, scherzi a parte: vi vediamo sempre in movimento, ad arrampicare su linee eccezionali, e soprattutto sempre con grande creatività e sconfinata voglia di esplorare, caratteristica ormai rara anche per i climber più giovani. Qual è la vostra visione dell'arrampicata? Cosa vi fa mantenere questo grande entusiasmo?

Ci è sempre piaciuto esplorare e scoprire cose nuove, siano esse montagne, pareti, valli, aprire nuove vie... l'importante è uscire dalla nostra comfort zone e scoprire nuovi posti. Oltre a tutto questo amiamo poter aprire nuovi itinerari e poter aggiungere il nostro granello di sabbia alla community. Abbiamo sempre pensato che un buon alpinista o scalatore sia uno che sa gestire tutti i tipi di terreno e tutti gli stili. A noi personalmente piace arrampicare su tutti i terreni e le catene montuose del pianeta. Abbiamo sempre apprezzato la varietà e la versatilità. L'andamento delle nuove generazioni in generale è totalmente diverso. La società è sempre più agiata e questo si riflette chiaramente nelle attività che si svolgono anche in montagna. Chiaramente la tendenza dei giovani è verso l'arrampicata sportiva, il boulder, la competizione... e meno verso l'alpinismo e l'avventura. La tendenza è in aumento verso la sportività dell'attività in montagna. Nell'alpinismo ci sono più rischi, si soffre un po' di più e questo non interessa ai giovani.

Cosa cercate, a livello personale, nell'alpinismo?

Nel nostro caso, l'attività deve emozionarci, motivarci e riempirci di entusiasmo. Ecco perché la continua ricerca di sfide e nuove aperture in tutto il mondo. L'arrampicata o l'alpinismo è più di qualche movimento in palestra, per noi è il motore e l'energia per affrontare la vita con sorriso ed entusiasmo.

Sembra che essere fratelli sia uno stimolo eccezionale quando si condivide la stessa passione per l'arrampicata! Ne siete un esempio, ma abbiamo anche Le Menestrel, Huber, Nicole, Bindhammer, Mawem… Come vivete il vostro rapporto di fratelli, in relazione all'arrampicata?

Siamo stati fortunati a conoscere la montagna dalla mano dei nostri genitori. Abbiamo praticamente iniziato ad arrampicare insieme (Eneko un anno prima) e senza dubbio questo ci ha sempre aiutato. Ci capiamo molto bene fuori e dentro il mondo della montagna, in questo modo è più facile realizzare qualsiasi progetto. C'è una complicità tra i due che direi difficile esistere in qualsiasi cordata in cui non si sia fratelli. Conosciamo i punti di forza e di debolezza di ognuno, questo significa che senza nemmeno parlarci, con un solo sguardo, decidiamo cosa fare in ogni momento. Nel nostro caso diremmo che tutto è stato a favore.

Iker, hai iniziato con l'arrampicata sportiva e poi sei progredito verso l'alpinismo. Per quanto riguarda Eneko, l'alpinismo è sempre stata la tua prima passione. Potete dirci i risultati di cui siete più orgogliosi nella vostra vita verticale?

Abbiamo iniziato nel mondo della montagna facendo alpinismo e vie classiche. Dopo alcuni anni Iker si è concentrato di più sull'arrampicata sportiva ed Eneko più sull'alpinismo, ma ogni anno facendo un po' di alpinismo insieme. Oggi la tendenza dei due è nettamente verso l'alpinismo. Ciò che ci coinvolge di più oggi e di cui siamo più orgogliosi sono tutte le spedizioni e i progetti a cui lavoriamo insieme. Ognuno di noi senza l'altro non sarebbe arrivato dov'è ora.

Parliamo dei vostri exploit più recenti. La vostra esplorazione in tutto il mondo vi ha portato sulle Ande, dove avete aperto e salito diverse vie. Quali sono le caratteristiche del Sud America che vi hanno attratto di più? Potete descrivere il vostro ultimo viaggio e le vie che avete aperto?

Negli ultimi anni abbiamo visitato diverse volte la Cordillera Blanca. Per noi è un vero paradiso che offre enormi possibilità. Se oltre a tutto questo aggiungiamo che la gente del posto e la comunità montana sono meravigliose, fanno delle Ande un luogo magico. Negli ultimi anni abbiamo aperto più di 10 nuove vie di tutti gli stili nella catena montuosa. Incredibili vie di arrampicata, soprattutto nella zona di San Marcos (interamente da esplorare al nostro arrivo), e alcune altre incredibili vie di alpinismo come Cashan Oeste e Huashmarraju (prime salite di queste pareti). Nei prossimi anni cercheremo di continuare l'esplorazione di questa affascinante catena montuosa.

Quali sono i vostri prossimi progetti e le destinazione esotiche di cui vorreste esplorare le possibilità arrampicatorie?

Come sempre abbiamo molti progetti in mente e poco tempo per dedicarci a tutti loro... jajaja. In linea di massima vogliamo portare a termine il progetto TNF 4 ELEMENTS che abbiamo iniziato e a causa della pandemia non siamo ancora riusciti a portare a termine. Quindi entro l'inizio del 2022 questa sarà la priorità. Abbiamo ancora l'elemento terra e per questo cerchiamo qualche luogo esotico e diverso, ma ancora indefinito. Vogliamo scalare qualcosa di bello. Ci piacerebbe anche andare in Patagonia, alpi, Himalaya...

La scena dell'arrampicata e dell'alpinismo sta cambiando a una velocità molto elevata. Ci sono molti buoni risultati, ma alcuni altri sono decisamente meno buoni. Quali sono gli aspetti futuri che meritano un approfondimento? Quali sono i valori che secondo voi dovrebbero essere tutelati in questo processo evolutivo?

Indubbiamente tutto sta evolvendo e cambiando molto velocemente negli ultimi tempi e non tutti i cambiamenti sono per il meglio. Sempre più competizione sta pervadendo la montagna: record, conometro, il più alto, il più difficile... mentre si vanno perdendo i valori più importanti come: l'amicizia, la compagnia e il sapersi godere l'attività. Tutti gli aspetti della montagna tendono a diventare sempre più competitivi, cercando di addomesticarla, perdendone tutta la sua essenza. A nostro avviso, la compagnia, l'esplorazione, i bei momenti, il rispetto per l'ambiente saranno la chiave per un mondo più solidale e migliore. Ognuno al suo livello e con le sue possibilità, ma non smetteremo mai di esplorare le meraviglie che la terra ci offre.

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Intervista di Alberto Milani

 

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