Una grande FA per Matteo Gambaro!

All'Erboristeria, Matteo libera la sua via più dura

21 ottobre 2020
Uno dei climber più forti e longevi d’Italia lascia l’ennesima firma in Val Pennavaire

 

Ci sono climber che non guardano il calendario e non si lasciano condizionare dagli anni di arrampicata che si accumulano l’uno sull’altro, continuando a scalare al top e soprattutto mostrando una passione e una creatività da bagnare il naso a molti ragazzi ben più giovani…

Matteo Gambaro è uno di questi esempi!

Ormai oltre i 40 anni, Matteo è un “senatore” dell’arrampicata italiana, un nome che da anni siamo abituati a sentire e che, anno dopo anno, sembra non conoscere tregua, mostrando un livello sempre in crescita!

Il 9a Matteo l’ha già raggiunto da diversi anni ma oltre a questo ad impressionare sono la quantità di vie di altissimo livello che ha liberato principalmente tra la provincia di Cuneo, di cui è originario, e la Liguria. Tutte queste realizzazioni sono la dimostrazione di come la completezza dell’arrampicata si manifesti in pieno non solo nell’aspetto sportivo/prestazionale, ma anche in quell’atto creativo che dovrebbe spingerci a concretizzare le nostre visioni personali in qualcosa di nuovo e prima inesistente.

La sua firma Gambaro l’ha lasciata moltissime volte, ma l’ultima è forse la più importante, perché lo porta anche al livello più alto della sua carriera!

Alla falesia dell'Erboristeria nel comune di Castelbianco, Matteo ha infatti chiuso un progetto che da tempo lo stava sfibrando e per il quale la stagione buona stava per terminare. Una linea ultrastrapiombante che è tutta una sua creatura e che libera proponendo una difficoltà di 9a/+: Narcissus.

Matteo ne parla nel suo ultimo post Instagram e lasciamo proprio alle sue parole la descrizione di cosa questa first ascent ha rappresentato:

“Ore 8.30 in falesia...poco tempo a disposizione, freddo umido, condizioni difficili meteorologiche e mentali, dopo essermi avvicinato tantissimo ed essere caduto 5 volte all'ultimo movimento, con un taglio ormai cronico decido di provarci ancora prima del maltempo. Riscaldamento sulla solita procedura di vie ormai rodate, veloce ricognizione, nastratura e cerotto liquido..scaldino nel sacchetto e via a fuoco..
legnoso e impreciso raggiungo il primo riposo. Parto per la prima parte di questa mia pazza creazione arrancando ma miracolosamente rimango sulle prese e supero il primo duro step..il buon riposo in tetto scotta, so che è l’ultima volta dell'anno che lo toccherò. Parto per la seconda parte infinita in tetto e sebbene con più fatica delle altre volte arrivo alla decontrazione finale..ora so che non posso più fallire..esco finalmente indenne dall'ultima sezione e mi ritrovo in catena.
Non urlo, non esulto.Come sempre ascolto il corpo e la mente sapendo che forse una linea così non la troverò più.
Ore 10.30..fine. Elena mi guarda, sorride e mi dice...e ora?
Grazie Amore...non ci speravo quasi più...ora andiamo...!

Fonte: Instagram

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