"C'è poco da ridere" nuova via per Roberto Vigiani

Con Luisa Siliani sulla parete di Sasso Rosso in Appennino.

22 ottobre 2009           Roberto Vigiani: un nome (e uno stile) celebre nel mondo delle multipicth dure degli ultimi 10 anni, basti pensare a Hotel Supramonte in Sardegna o alla Vigiani/Larcher in Marmolada, o la più recente La Svizzera in Wendenstock.   Roberto è tornato all’apertura sulle “pareti di casa” con Luisa Siliani, dove l'8settembre ha salito in circa 7 ore una bella linea di fessure e diedri  che aveva adocchiato percorrendo un itinerario preesistente, sul Sasso Rosso in Appennino.   Il “Vigio”, che non è nuovo a scalate di questo genere - in Sardegna con Larcher e Oviglia ha inventato “Mercanti di chiacchere” altro splendido 7a trad - è riuscito a percorrere l’itinerario onsight e in stile pulito utilizzando solo qualche chiodo normale (tutti lasciati in posto) e protezioni veloci.   Le difficoltà non sono estreme, nel senso moderno del termine, ma l’obbligatorio di 6c+, la distanza in alcuni punti delle protezioni, magari non facili da piazzare, e la roccia che a volte richiede cautela hanno probabilmente suggerito a Roberto il nome della via.   Consigliata quindi agli amanti del genere trad e con un livello di almeno 7a a vista, altrimenti “C’è poco da ridere”.   ms.   Ecco il  report di Roberto Vigiani       Appennino Tosco Emiliano, Parete di Sasso Rosso Via "C'è poco da ridere" Roberto Vigiani, Luisa Siliani – 2009 Aperta dal basso in 7 ore e "onsight" l'08/09/2009 Sviluppo: 260 metri Difficoltà Max.: 7a, R3 Difficoltà obbligatoria: 6c+ Materiale utilizzato: - una serie di Camalot completa fino al 3 compresi i micro e i tricam piccoli - una serie di Stopper BD compresi i micro - tutti i chiodi utilizzati e  le soste sono stati lasciati C’E’ POCO DA RIDERE Qualcuno forse vedendo tante mie vie aperte a fix ravvicinati avrà esclamato “il Vigiani sta invecchiando”, in effetti l’età porta sempre saggezza e induce a rischiare sempre meno, specialmente quando si ha famiglia e ci si sente responsabili verso di loro. In realtà pensandoci bene sono sempre stato prudente anche in età giovanile ma una vena  esplorativa, innata e necessaria dentro di me, mi ha sempre portato a cacciarmi in situazioni pericolose dove ho dovuto tirar fuori tutta la mia esperienza e le mie capacità per venirne a capo. Questo è successo su alcune mie vie alpinistiche aperte sopratutto in Apuane dove l’uso di alcuni spit non ha che affievolito il rischio presente su quest’ultime. Su Apuanika>> al Monte Bardaiano, per esempio, ero partito con l’intenzione di non usare spit. Dopo che sui primi tre tiri ho già rischiato oltre i miei parametri limite sul quarto, prima di non raccontarla più, ho ceduto al compromesso di usarli almeno dove la roccia non riceveva nessun tipo di protezione alternativa. L’ideale  nello stile“ trad “ l’Ho raggiunto in Sardegna sulla Punta Cusidore nel 2004 dove con Larcher ed Oviglia abbiamo aperto “Mercanti di Chiacchere”, 700m saliti on sight di cui 200 di 7a, tutti protetti con friends e nuts e piantando pochi chiodi quasi esclusivamente alle soste. Trovare linee non ancora scalate cosi logiche e di roccia perfetta dalle nostre parti è quasi impossibile, però durante una delle mie ripetizioni con clienti della via dei Fiorentini al Sasso Rosso avevo notato sulla  sinistra un evidente sistema di fessure diedro che prometteva una bella arrampicata classica. Ho deciso così di andare a dare un’occhiata e nonostante fosse già presente un tentativo a spit e una vecchia via aperta non so da chi , sono riuscito a tirar fuori un itinerario logico e indipendente che segue una serie di fessure diedro collegate da alcune sezioni in placca abbastanza impegnative. "C'è poco da ridere" non raggiunge gradi olimpici e sugli ultimi due tiri siamo fuggiti un po’ a sinistra  sul facile perché era troppo tardi   (torneremo a completare l’opera!) ma l’impegno nel  piazzare le protezioni mobili e i numerosi blocchi instabili nella parte alta della via richiedono un livello di attenzione massimo. I chiodi usati sono tutti stati lasciati in parete e per il resto bastano friends e nuts. Nonostante questo le sezioni obbligatorie sono impegnative e delicate e richiedono al capo cordata di dominare il 7a a vista con protezioni lontane e in alcuni casi difficili da piazzare. In Futuro penso che tornerò a ripulire la via per renderla più sicura e raddrizzarla nella parte alta intanto se qualche impavido alpinista amante del trad e delle emozioni forti volesse avventurarsi a ripeterla ecco di seguito la relazione….to be continued! Roberto Vigiani   fonte: toscoclimb  relazione da toscoclimb
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