L'estate di Matteo

Della Bordella a tutto campo

31 agosto 2010     Matteo Della Bordella ha solo 25 anni ma un curriculum di eccezionale spessore, tanto da essere giustamente considerato uno dei migliori alpinisti italiani emergenti. Le sue esperienze vanno dalle vie nuove di grande ingaggio sulle pareti del Wendenstok, della Sardegna, della Groenlandia, del Messico a ripetizioni prestigiose e difficili un po’ ovunque. Per Matteo non è la location che fa la differenza, quello che importa è il livello della sfida.   Negli ultimi giorni d’agosto  è riuscito nella prima ripetizione di 2 spit alla fine alla Cima d'Auta (tra le Pale e la Marmolada - Dolomiti) , un itinerario con chiodatura expo aperto nel 2007 da Manolo con Omar Genuin e liberato successivamente dallo stesso Mago.  Matteo, che l’ha salita in libera tranne il primo tiro (8a+),  era accompagnato dal giovane fenomeno svizzero Luca Auguadri.    Ma questa non è l’unica perla dell’estate di Matteo; nell’ultimo periodo  si è dedicato alla risoluzione di alcuni problemi arrampicatori sul granito delle Alpi ticinesi (Svizzera). Con David Bacci ha messo a segno la prima libera di Nel dubbio Sali, via di 230 metri con un tiro di   8a aperta nel 2007/2008 da Luca Auguadri in Val Bavona.   In cordata con lo stesso Auguadri ha poi inventato (e liberato) Non è un paese per vecchi 430m, 7c+ max, 7b+/7c obbl., al Linescio Wall, nella valle che sale a Bosco Gurin (Val Maggia). Poco prima ha salito redpoint, con David Bacci, la via Mares 7c sulla parete sud est della’Aiguille della Brenva, al Monte Bianco.   Insieme al forte dolomitista Alessandro Baù, con il quale ha aperto un lungo itinerario in Messico, ha ripetuto quasi per intero Fantasia, il capolavoro trad di Maurizio Giordani sulla sud della Marmolada. Della Bordella parla di un tentativo non completato (causa un temporale) anche se le maggiori difficoltà erano state superate e mancavano pochi tiri al termine.    Fonte: Ragni di Lecco   News di Matteo della Bordella su Up-climbing:   Prima ripetizione di Coelophysis in Wendenstock   Groenlandia 2009   Mexico 2009   Video di Mares di David Bacci su Vimeo   PDF di Non è un paese per vecchi PDF di 2 spit alla fine       Ma ecco il report dettagliato che ci hanno inviato I Ragni di Lecco Estate di “fuoco”, come al solito, per Matteo Della Bordella, forse anche un po’ frustrato dalla mancata spedizione in Pakistan. Lo scorso 3 Agosto Matteo, in contemporanea con il giovane talento ticinese Luca Auguadri sale in stile RP, la via aperta insieme allo stesso Luca e chiamata “Non è un paese per vecchi”. Matteo ritiene che questa sia la via complessivamente più impegnativa da lui mai aperta per lo stile di scalata, la continuità delle difficoltà e la proteggibilità dell’itinerario, la difficoltà massima dichiarata è di 7c+, con altri 3 tiri di 7c e 4 di 7b/+, secondo gli apritori l’obbligato si attesta sul 7b+/c.   “E’ un via incredibile ed è stato un risultato inaspettato, pensavo che l’ottavo tiro, da me definito “old men killer” (ammazza vecchi), mi avrebbe respinto più e più volte e che non avrei trovato la concentrazione necessaria per caricare quel piccolo appoggio per il piede ed invece – dopo alcune esitazioni – sono riuscito a fare il vuoto nella mia mente e salire verso l’alto. Ma la nostra via non si riassume certo in questo tiro, quello che la caratterizza davvero è la sua continuità ed il fatto che fino alla fine non regala mai nulla, per Luca infatti il tiro “chiave” non è stato l’”old men killer” ma i due successivi, che invece dal canto mio ho trovato impegnativi ma più gestibili.”   Queste sono le parole di Matteo sulla via e questo il commento del socio ventiduenne Luca:   “Aperta dal basso, in 4 giorni, da me e Matteo della Bordella. Abbiamo cercato di proteggerci il più possibile con protezioni veloci, lasciando gli spit come ultima opzione! È nata così, a mio parere, una via sostenuta e sempre impegnativa. I futuri ripetitori si troveranno a scalare in condizioni simili a quelle di apertura e potranno così confrontarsi a fondo con i capricci della parete! ...l’ultimo tiro impegnativo (L10) supera un tetto di 4-5m, davvero unico nel suo genere, soprattutto su una multipitch”.   Il nome della via non è casuale e rappresenta a detta dei due ragazzi la voglia di mettersi in gioco e di osare nella ricerca della difficoltà in apertura, provocatoriamente i “vecchietti” abituati allo spit corto, alla tacca segnata ed alle futili discussioni sull’etica di arrampicata è meglio che si astengano dal ripeterla, questa è una via esigente per chi scala e non si guarda indietro.   E’ del 28 Luglio la prima libera della via *Nel dubbio sali: *Via “gioiello” della Val Bavona. Questa via è stata aperta nel 2007/2008 da un ragazzo di Chiasso, Luca Auguadri, a soli 18 anni ed alla sua prima esperienza di apertura (accompagnato da compagni di Liceo che lo assicuravano).   Dico a Luca - che adesso è uno dei miei migliori soci - che è stato un grande per questo biglietto da visita e non aggiungo altro, andate a verificare perchè ne vale la pena! Luca aveva già liberato tutta la via ad eccezione del secondo tiro, del quale aveva fatto tutti i movimenti ma non era riuscito a concatenarli a causa di un passaggio di coordinazione e decisione alla fine della sezione chiave.   Matteo ha prima ripetuto la via con Fabio Palma, poi il 28/7, in compagnia di David Bacci, è riuscito nella prima salita RP della via (6a+/8a/7b/7a/7c/7a/7a), liberando anche il secondo tiro che valutato 8a (giudizio concorde con la stima di Luca ed altri ripetitori). Dopo questo tiro molto tecnico su placca verticale la via assume un carattere decisamente più fisico e si sviluppa su diedri e lame, per poi tornare in placca negli ultimi 2 tiri finali. Matteo ritiene che questa possa essere una delle vie più belle del Canton Ticino per la varietà di scalata, la roccia, l’ambiente ed alcuni tiri veramente caratteristici come il quinto tiro di 7° definito “il changing corners dei poveri” o il fisico 7c dove c’è da “tirare come muli” (cit.)     A Luglio Matteo ha salito in libera altre vie, ecco un elenco delle principali salite da lui effettuate con vari compagni:   Jack Daniels: è una classica multipitch della Svizzera centrale, seppur poco conosciuta da noi italiani, si trova nella Goschenertal e l’accesso alla via è caratteristico perchè si effettua passando in una grotta (la grotta dei cristalli) che sbuca a metà parete. La via è composta da 5 tiri 7b+/7b+/7c/7b+/7c+. Offre un’arrampicata varia, prevalentemente tecnica con un primo tiro difficile su tacche ed un ultimo tiro un po’ più fisico su una prua svasata. Ha salito questa via RP il 4 luglio con Luca Auguadri.   Bikini Zone: *é una via recente aperta da Lukas Durr ed altri soci nel 2004 al Moor, la parete forse più bella come roccia ed esteticamente del gruppo dell’Alpstein. Anche qui si tratta di un posto poco conosciuto a noi italici, scoperto dalla rivista Stile Alpino nel numero 007, la via è molto bella e non ha nulla da invidiare a nomi più famosi di altre vie in Ratikon e Wenden. Tuttavia il primo tiro anche se solo 7° è veramente “lozzo”, ci sono infatti una trentina di metri di roccia brutta prima di raggiungere la fascia compatta. La via 7a/7b/6c+/7c/7c/7a/7c+/7a l’ha salita mercoledì scorso 21/7 con Fabio Palma, tutta in libera in giornata, tranne il primo tiro che dopo che mi si sono rotte due prese ed aver scalato sul fango mi sono rifiutato di rifare. Il 7c+ è un boulder fisico con piedi spalmati, i due 7c sono molto tecnici, nel complesso, appunto, è una via che consiglio.   Mares *é la via aperta da Alex Busca, Erman Tussidor e Massimo Farina nel 2002 sulla parete est dell’Aiguille de la Brenva – 340m 7c (6c obbl.) E’ una via ideale da fare in giornata anche quando la temperatura non è proprio altissima come domenica, la roccia è molto bella ed i primi 5 tiri sono i più interessanti; tuttavia vale la pena di farsi anche i noiosi quattro tiri di placca successivi perchè negli utlimi 2 tiri l’arrampicata ritorna ad essere entusiasmante. Ha percorso la via in stile RP in giornata, domenica 25/7 con David Bacci. A mio avviso il terzo tiro si aggira su una difficoltà di 7b+/c, non 7c+, mentre per il resto la relazione ed i gradi li ho trovati corretti. La chiodatura è in certi punti distanziata ma sempre sicura, soprattutto nei tratti più difficili alcuni fix avrebbero potuto essere evitati.   Con un piede in paradiso: è la via aperta da Domenico Soldarini con vari compagni al Qualido, dedicata dallo stesso Domenico, detto “Dodo” al papà. Matteo ha effettuato la seconda ripetizione assoluta della via insieme a Luca Auguadri in 2 giorni il 7 e 8 agosto. La via era ripetuta e liberata due anni fa da Simone Pedeferri, assicurato dallo stesso Dodo.   Matteo è riuscito a scalare in libera fino al 7c, rimangono sulla via ancora due tiri da liberare, che erano resistiti anche a Simone, stimati intorno all’8a. (Uno dei due presenta un boulder con un quarzino estremamente tagliente, dato che sia Simone che Matteo si sono tagliati lo stesso dito nel tentativo di libera!). La via è una big wall di 20 tiri che offre un’ arrampicata molto tecnica su muri verticali caratterizzati da piccolo quarzi, ecco la sequenza dei tiri della via: 7a/ 7a+/ 6c+/ 7b/ 6b/ 7c/ N.L. (8a?)/ 7c/ 7a+/ 6c+/ N.L. (8a?)/ 7a/ 6b/ 7b+/ 6c/ 7a/ 7a/ 6c+/ 6c/ 7b   Djin Fitz: Bella ed impegnativa via di Mussatto sulla Paroi d’Anterne, le difficoltà tecniche sono sempre molto elevate e la roccia è estremamente compatta e tagliente. La chiodatura è piuttosto ravvicinata, anche sui tiri più facili. La via 6a,7b+,7a,6c,7b,7b,5c,7c+,7c+,7c+,6b,7a+,6c l’ho salita a fine giugno con Nicola Vonarburg; i tre 7c+ non li ho saliti in libera.   Die Herbstzeitlose: Via abbastanza recente aperta da S. Siegrist ed Ines Papert al Signal, ottima alternativa ad inizio stagione quando il Wenden è ancora bagnato, difficoltà continue e scalata interessante. La via 4,6b,7b,7a,7b,7b,7b+,7c,6c l’ho salita a giugno con Fabio Palma, tutta in libera tranne il quinto tiro di 7b dove mi si è rotta una presa.   Cleopatra*: Celeberrima via di alta difficoltà sul Reissend Nollen, Wenden. Salita il 3 luglio con Luca Auguadri, purtroppo abbiamo preso il temporale una volta in cima, non appena stavamo iniziando a riprovare i tiri più duri per la libera, torneremo!   Prima ripetizione in questi giorni di fine agosto di “2 spit alla fine” alle Cima d’Auta (Gruppo delle Pale) per Matteo Della Bordella. La via estremamente expò era stata aperta da Manolo alcuni anni fà e non gradata ufficialmente.   Il report di Matteo è L1: 8a+ (micro prese, non salito in libera), L2: 7b, L3: 6c, L4: 7b/7b+ (il tiro più bello ma assolutamente vietato cadere, L5: 7a, L6: 6b, L7: 6c, L8: 7c (boulder finale). 7c obbligatorio.    Matteo ha salito a vista, tutta da capocordata, la famosa “Attraverso il Pesce” in Marmolada, a soli 20 anni. Ora di anni ne ha 26, e all’attivo ha oltre 200 vie estreme ripetute in Dolomiti, al Ratikon, sul Bianco, Piemonte Occidentale, Canton Ticino e in Wenden, nonchè alcune aperture fra le più importanti di questo decennio. Su tutte, “Portami Via” e “Coelophysis”, al Wenden, insieme al quasi inseparabile amico Palma. Ragno di Lecco dal 2006. Vincitore nel 2007 del premio Casimiro Ferrari come miglior giovane alpinista dell’area lecchese. Vincitore nel 2008 del Premio Cassin. Nel 2009, la splendida spedizione in Groenlandia, che lo ha visto aprire due nuove vie accompagnato dal fotografo Riki Felderer e un’altra insieme a Pedeferri, Lanfranchi e Felderer. Anche per queste salite Della Bordella. Ha vinto, ancora, il premio Cassin, nel 2009
740x195 climbingym

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875