Ghiaccio e misto al Monte Aga

Tre proposte recenti in Val Brembana

09 aprile 2016

Negli ultimi due anni il Monte Aga, cima piuttosto trascurata delle Alpi Orobie (Val Brembana, Lombardia), ha suscitato un crescente interesse nei locali appassionati di ghiaccio e misto. La sua bastionata occidentale, infatti, è solcata da numerosi canali stretti tra le rocce e interrotti da salti. Non ci sono linee di tipo classico: tutti i canali recentemente esplorati oppongono almeno una sezione di misto, dry o piolet traction.

Una delle prime vie di ghiaccio e misto rese note negli ultimi anni in questa zona è il Couloir dell'Ermellino (25 novembre 2012), che raggiunge un’elevazione quotata 2488 m a sud della cima meridionale dell'Aga.

Dopo una prima ricognizione lungo il canale nord ovest della cima meridionale dell'Aga, che si trova sul bordo destro della bastionata ovest, Valentino Cividini ha realizzato con Gabriele Merelli la Diretta Ovest (19 dicembre 2014). In seguito (28 febbraio 2015) ha completato, in compagnia di Paolo Zenoni, la salita del canale nord ovest, superando il tratto chiave con un passaggio in A0.

Poco tempo dopo (3 aprile 2015) la cordata di Yuri Parimbelli, Marco Tiraboschi ed Ennio Spiranelli ha aperto un'altra linea diretta alla vetta: Super Piter.

Tutte le vie presentate richiedono un'ottima stabilità del manto nevoso e condizioni favorevoli: le colate di ghiaccio che si formano su queste strutture sono estremamente effimere. Gli sci possono essere utili come mezzo di trasporto per l'avvicinamento, ma non bisogna aspettarsi una discesa sciisticamente interessante, perché si svolge in gran parte su strada.

Val Brembana, Alpi Orobie (Lombardia)
Monte Aga 2720 m – parete ovest
 
Diretta Ovest
Valentino Cividini, Gabriele Merelli, 19 dicembre 2014
600 m. D+, 80°

Accesso: da Carona in Val Brembana (BG) salire lungo la strada per il rifugio Calvi fino al Lago del Prato, quindi prendere la strada che sale al Rifugio Longo (necessarie condizioni sicure, pericolo di valanghe su tutto il percorso fino al rifugio). Giunti al rifugio proseguire fino alla diga del Lago del Diavolo, quindi aggirare il lago sulla sinistra (dir. Passo di Cigola) per poi salire verso destra alla base della parete.

Relazione: percorrere un terzo del canale nord ovest, quindi fare sosta alla base di un evidente canale-colatoio che si apre sulla sinistra. Scalare l'evidente colata di ghiaccio fra le rocce (80-85°) oppure aggirarla a sinistra, su terreno leggermente meno ripido, a seconda delle condizioni. Superare quindi un secondo tiro all'interno del canale colatoio. Alla fine delle difficoltà fare sosta sulle rocce laterali con chiodi o friend medio piccoli. Proseguire lungo l'evidente colatoio canale, che oppone altri due brevi tratti tecnici: il primo a 70°, il secondo a 80°. Entrare nel catino sommitale e proseguire dritti fino alla cima.

Discesa: lungo la via normale che ritorna al rifugio passando sui pendii meridionali del Pizzo di Cigola (pericolo di valanghe provenienti dai canaloni del Cigola su tutto il traverso fino a dove spiana prima della diga).

Note: via da percorrere con buone condizioni di ghiaccio e neve dura per la scarsa qualità della roccia.

 

Canale Nord Ovest
Valentino Cividini, Paolo Zenoni, 28 febbraio 2015

Accesso: come per la Diretta Ovest.

Relazione: salire lungo il canale fino al tratto chiave. Attrezzare una sosta e salire lungo la successiva colata di ghiaccio restando a destra, contro le rocce (75°-80° secondo le condizioni). Una placca rocciosa sbarra la strada: è stata superata sulla destra (chiodo) in artificiale. Con buone condizioni di ghiaccio è forse possibile superare lo sbarramento roccioso a sinistra, lungo un breve salto ghiacciato verticale. Dopo lo sbarramento proseguire lungo una stretta colata verso sinistra fino alla fine delle difficoltà (sosta da attrezzare). Continuare nel canale su neve, oppure lungo una bella colata di ghiaccio sulla sinistra (max. 75°), fino al colle d'uscita.

Discesa: traversare in quota fino al Passo Selletta, dal quale si scende alla diga con percorso logico. Oppure, scendere sul versante opposto nella valle della Baita Armentarga (necessarie condizioni sicure soprattutto nella parte alta del percorso).

 

Super Piter
Yuri Parimbelli, Marco Tiraboschi, Ennio Spiranelli, 3 aprile 2015
450 m (5 L). M6, AI 6+

Accesso: come per la Diretta Ovest.

Relazione:

L1: salire lungo l’evidente canale fino a quando si restringe a formare una grotta. Sostare all’interno. AI 4+, 50 m;
L2: scalare all’interno della grotta puntando al buco d’uscita, uscire e sostare sotto la successiva esile colata di ghiaccio. AI 4, M5, 45 m;
L3: seguire le due colate in verticale. AI 6+, M6, 50 m;
L4: spostarsi poco a dx su terreno misto, poi continuare dritti prima su roccia e poi su ghiaccio. AI 2, M5, 60 m;
L5: seguire un’evidente rampa/goulotte in obliquo verso sx. AI 2, 50 m;
L6: continuare verso sx fino ad un colletto. AI 2, 55 m;
L7: traversare a sx su neve per circa 30 m;
L8: salire direttamente su terreno misto e goulotte ripida. AI 3, M4, 55 m;
L9: continuare per rocce rotte e terreno misto. M3, 50 m;
L10: spostarsi leggermente a sx e poi dritti, M3, 50 m;

Proseguire per circa 50 m lungo la facile cresta che conduce in vetta.

Discesa: come per la Diretta Ovest.

 

Relazioni di Valentino Cividini e Ennio Spiranelli.

Foto di Valentino Cividini.

Ulteriori informazioni sulle salite di ghiaccio e misto nelle zone limitrofe si trovano su Ghiaccio delle Orobie (Valentino Cividini, Marco Romelli, ed. Versante Sud).

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