Angelika Rainer libera "A Line Above The Sky" D15

La regina del Dry colpisce nel segno

23 novembre 2017
Angelika Rainer libera 'A Line Above The Sky' D15 a “Tomorrow’s world”.

Doveva essere il progetto della stagione, dopo la veloce salita di "Je Ne Sais Quoi", D14+ anche questo di Tom Ballard, e invece la catena è arrivata prima del previsto.

Angelika aveva provato la linea di Ballard due anni fa, ed inutile dire quanto potessere sembrare dura questa linea di 40 metri che passa sul tetto della grotta di Tomorrow's World, in Dolomiti.

Proprio dopo la libera di Je Ne Sais Quoi, Angelika ci aveva svelato il suo sogno, di salire questa linea che oltre ad essere la più bella e più logica della grotta era anche un grado nuovo per lei.


"Quando sono arrivata per la prima volta nella falesia di Drytooling di Tomorrows World, situata a Malga Ciapela in Dolomiti, sono rimasta semplicemente impressionata. Una grotta imponente che si vede già dalla strada, ma che quando la raggiungi, e sei direttamente sotto, ti rendi conto di quanto veramente è grande, e di quanto il tetto strapiomba. Alzando gli occhi vedi una fila di rinvii che penzolano nel vuoto. Sulla via più dura, “A Line Above The Sky” sono ben 27 rinvii, tutti in strapiombo o completamente orizzontali.


Provando la via per la prima volta, devo dire che ho sofferto molto i passaggi lunghi; ce ne sono 5 in particolare, due di questi in laterale e tre da rovescio, che ero riuscita a malapena a risolvere come singoli. Ben distribuiti su un tetto di 40 metri, con poche possibilità di riposare, la prima impressione quindi era che la via fosse d’avvero estrema, ma non impossibile. Ho deciso quindi di avvicinarmi piano piano, cercando di fare le altre vie più facili, che sono tutte delle varianti, avendo o la partenza o l’uscita in comune e che poi si incrociano nel tetto. Il penultimo pezzo nel puzzle sono riuscita a metterlo 3 settimane fa con “Je Ne Sais Quoi”, D14+. Sapevo che ora mancava solo "A Line Above the Sky".
Ho deciso di provare la via come chiodata in origine, senza una presa che si era creata solo dopo la prima salita di Tom Ballard e la prima ripetizione di Gaetan Raymond. Questa presa rendeva molto più facile uno dei movimenti chiave, ed avendo avuto l’onore di provare la via insieme a Tom e Gaetan ed assistere alla salita di Gaetan, ho voluto fare la via nel modo originale. Nel Drytooling purtroppo capita che o con i ramponi, o con le piccozze, si migliorano dei buchi e le vie diventino più facili rispetto alla prima salita, come capita anche che dei buchi si consumino o si rompano e le vie diventino più difficili. Questo, secondo me è da tenere presente quando si ripetono delle vie di Dry.


Questa settimana, guardando le previsioni meteo, mi sono resa conto che nel fine settimana sarebbe arrivata neve nuova e settimana prossima le temperature al passo Fedaia si sarebbero assestate sotto lo zero. La grotta è esposta a Nord, quindi non prende mai il sole, ed è anche molto esposta ai venti. Scalare una via di 40 metri al mio limite, con dita fredde, è praticamente impossibile e quindi ho deciso di fare un tentativo ieri, dove le temperature erano di circa 3°C; tentativo che è andato a buon fine, è concluso un grande obiettivo!
Ringrazio particolarmente Tom Ballard, per avermi regalato un bellissimo progetto così vicino a casa e il mio compagno Marco per la sicura, il tifo ed i consigli di come allenarmi per questa via."

Angelika Rainer

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