Schianto nei cieli della Valle d'Aosta, muore anche la Guida Alpina Frank Hennsler

Questa volta è francese l'aereo che ha causato la tragedia sui cieli italiani

27 gennaio 2019
Drammatico incidente nei cieli della Valle d’Aosta dove, per dinamiche ancora da appurare con esattezza, un piccolo aereo da turismo ed un elicottero si sono scontrati in volo in prossimità del ghiacciaio del Rutor. Tra le sette vittime, c’è anche la Guida Alpina Frank Hennsler, 49 anni, tedesco ma residente da anni in Valle, persona molto conosciuta e apprezzata nell’ambiente, e Maurizio Scarpelli, 53 anni, pilota di elicotteri che con Hennsler svolgeva servizio di eliski.

L’elicottero, della società valdostana GMH, si sarebbe alzato in volo da Courmayeur per portare alcuni clienti sul ghiacciaio. Stando alle prime ricostruzioni, il pilota dell’aereo sopravvissuto all’incidente, Philippe Michel, istruttore di volo di Mennecy, era seduto sul sedile posteriore del velivolo, lasciando il comando a due allievi, un belga di 51 anni e un francese di 59 anni, entrambi morti nell’impatto.

Durante l’interrogatorio che si è svolto in ospedale davanti ai pm e difeso dall’avvocato Jacques Fosson, Michel si è avvalso al momento della facoltà di non rispondere, dichiarando solo che avevano iniziato la manovra di atterraggio e che improvvisamente si sono trovati davanti l’elicottero. Al momento la Procura di Aosta ha fermato il pilota piantonato in ospedale con l’accusa di disastro aereo colposo aggravato e omicidio colposo plurimo aggravato. Se l'arresto sarà convalidato dal gip, Michel sarà trasferito presso il carcere a Brissogne. "Il provvedimento è stato preso alla luce degli elementi raccolti da carabinieri e guardia di finanza in sinergia" ha detto il procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna, all'uscita dal reparto di Rianimazione dove il pilota è ricoverato. Il fascicolo e' affidato al sostituto procuratore Carlo Introvigne.

I soccorsi sono stati chiamati da un altro escursionista della zona che ha assistito alla tragedia e che forse potrà fornire altri elementi per le indagini.

Non mancano le polemiche tuttavia sul fatto che pare che l’aereo non abbia comunicato il proprio piano di volo, sconfinando sul territorio italiano senza permesso o comunque senza rendere nota la propria posizione. Una mancanza insomma che se confermata, aggreverebbe ulteriormente la posizione del pilota.

Questo accadimento riporta alla memoria, anche se con dinamiche molto diverse, la strage del Cermis del 1998, quando un aereo militare americano Grumman EA-6B Prowler, volando a una quota minore a quanto concesso e in violazione dei regolamenti, tranciò il cavo della funivia del Cermis, facendo precipitare la cabina e provocando la morte dei venti occupanti di cui tre italiani.

news torino.repubblica.it/torino.corriere.it/valledaostaglocal.it

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