Addio Ueli Steck

Il fuoriclasse svizzero muore in Himalaya

30 aprile 2017

La notizia è di quelle che fa gelare il sangue, che porta smarrimento e vertigini. Ueli Steck, il fuoriclasse svizzero capace di salire di corsa, slegato, da solo, lungo alcune delle pareti più dure e pericolose delle Alpi o di sbriciolare i record campobase-vetta-campobase di alcune delle cime più difficili del pianeta, è morto.

A darne notizia prima di tutti è il sito nepalese Thehimalayantimes. Alcuni alpinisti pare, lo hanno proprio visto precipitare mentre stava salendo per un tratto ghiacciato del Nuptse. Il corpo è stato trovato in prossimità del Campo 1 dell'Everest e la salma trasportata a Kathmandu. Ueli si stava preparando per un’altra delle sue imprese, la traversata Everest-Lhotse.

Nato a Langnau in Emmental nel 1976, aveva vinto due volte il Piolet d’Or, nel 2009 con Simon Anthamatten per la nuova via sul Tengkangpoche e nel 2014, per la via salita sull’Annapurna con una pazzesca impresa di 28 ore.
Proverbiali però erano state le sue salite in velocità sulle sue Alpi, che gli valsero il famoso nome di Swiss Machine. Tra le altre, nel 2008 sale la Colton-Macintyre sul Grandes Jorasses in 2 ore e 21 minuti, nel 2009 il Cervino per la via Schmid in 1 ora e 56 minuti e nel 2015 l’Eiger per la Jeckmair in 2 ore e 22 minuti.

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