Boissenot, Gietl, Huber e Treppte rinunciano al Latok I

Troppa neve, condizioni difficili e pericolose

02 ottobre 2018
Yannick Boissenot, Simon Gietl, Thomas Huber e Rainer Treppte rinunciano al Latok I.

Il fortissimo team era partito per il Pakistan all’inizio di agosto con l’obiettivo di affrontare la famigerata parete nord del Latok I. Dopo aver scalato il Panmah Kangri (6048 m) come acclimatamento, tutto sembrava procedere per il meglio. La tappa successiva della preparazione prevedeva l’ascensione del Latok III per il pilastro meridionale. A quel punto però il tempo è cambiato e rimasto brutto. La squadra ha raggiunto il campo 1 del Latok III, ma un tentativo di salita era fuori questione: nevicava.

Huber, Gietl, Treppte e Boissenot hanno esplorato anche l’accesso per la parete nord del Latok I, obiettivo originale della spedizione. “La parete era coperta di neve come in inverno” afferma Huber. “I coreani e i russi che hanno tentato la parete nord in precedenza, quest’estate, sono stati travolti dalle valanghe. Ora capisco perché”.

“Abbiamo fatto quanto possibile e giustificabile dal punto di vista di un alpinista ragionevole” aggiunge Huber. “Non si poteva fare di più, dobbiamo semplicemente accettarlo. Di sicuro non sarà l’ultima volta che andremo nella valle del Choktoi. Mi è piaciuto stare laggiù, ci siamo divertiti e c’è stata un’ottima atmosfera nel team. Questo è ciò che porterò a casa con me”.

Fonte: Adventure Sport

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