Cholatse parete nord: nuova via russa

Shamalo, Koval e Gukov in vetta Il 20 marzo

18 aprile 2010       Nel mese di marzo del 2010 un agguerrito team di russi composto da alpinisti del calibro di Valery Shamalo, Viktor Koval, Sasha Gukov, Galina Chibitok e Sergey Kondrashkin  raggiunge il Nepal e precisamente l’area del Khumbu. L’obiettivo del loro viaggio è il Cholatse, splendida montagna di 6440 metri, che con il contiguo Tawoche, 6501 metri è stata meta di alcune delle più brillanti realizzazioni degli ultimi anni.   Messo un po' in ombra dalla presenza dell’Everest che si trova di fronte, il Cholatse è stato salito per la prima volta solo nel 1982 dalla SW ridge dal fotografo Galen Rowell, Vern Clevenger, Bill O’Connor e John Roskelley. Sul versante settentrionale la prima via è del 1984, opera degli americani Todd Bibler, Catherine Freer, Renny Jackson e Sandy Stewart che ne vennero a capo nel corso di 7 giorni. Da allora ci sono state ripetizioni, nuove linee, prime invernali e la fantastica solitaria di Ueli Steck alla via dei francesi nel 2005.   Il team russo ha attaccato un pilastro roccioso inviolato nella zona destra della parete nord: nelle loro intenzioni c’era un itinerario che seguisse per intero il grande bastione di ripidissime e compatte placche che come una sorta scudo sospeso su orridi abissi ghiacciati, caratterizza questo versante.   Dopo alcuni giorni di scalata sono sopraggiunti seri problemi fisici a Galina Chibitok, ed hanno costretto tutti quanti a scendere fino alla base. La Chibitok e Kondrashkin sono tornati in patria, mentre gli altri tre hanno proseguito il loro percorso lasciando però la linea diretta sul gran pilastro per il futuro, in quanto la verticalità della parete e l'assenza di cenge avrebbe richiesto per i bivacchi le portalege come su El Capitan. Si è imposta quindi una deviazione a sinistra su terreno misto, comunque molto impegnativo,  fino in vetta alla montagna, raggiunta il 20 marzo.   Per la discesa ci sono voluti ancora due giorni di battaglia. La via aperta in stile alpino nel corso di sette giorni supera una muraglia di 1400 metri congiungendosi nella parte finale (rampa nevosa superiore)  con la via dei francesi del 1995 - che piega verso la cresta ovest - e dovrebbe essere tra le più difficili del Cholatse, anche se i dati tecnici non sono stati resi ancora noti. ms   Piolet d'Or russo 2009    Fonte: Climbing e Mountain.ru      
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