Maleficent, nuova via al Cimone della Bagozza

Di Fulvio Zanetti e Francesco Beni (320mt, 8L 7c+, 7a+ obbl. rs4)

07 settembre 2015 Riceviamo e pubblichiamo volentieri, il bel racconto ed i dati tecnici di una nuova via aperta nelle belle Alpi Orobiche a firma Fulvio Zanetti che con Francesco Beni ha aperto Maleficent, al Cimone della Bagozza. Il Cimone della Bagozza (Alpi Orobie), è la montagna simbolo della Val di Scalve, si presenta come una vetta piuttosto appariscente costituita da rocce calcaree disposte a strati inclinati. Il versante meridionale, che scende verso la val Bione, è scosceso con pendii ripidi prevalentemente coperti di vegetazione. Quello settentrionale invece precipita verso la val di Scalve con una parete verticale alta 350mt. Su questa parete, nel corso degli anni, sono state salite diverse linee. La prima in ordine cronologico è la via Bramani, salita nel 1930. Segue la via Cassin nel 1934. Per una terza linea, dobbiamo aspettare gli anni 80 quando viene tracciata la via Val di Scalve ’81, conosciuta anche come Pukajirka. Poco più avanti viene salita la Mary Poppins. Nel 2000 la parete viene visitata in ottica moderna e sul Bagozza appaiono i primi fix lungo la via 100 anni di solitudine.  Non so perché, ma ho sempre avuto un legame con questa montagna, forse perché è una delle prime cime che ho salito da ragazzo, forse per la sua forma slanciata verso il cielo, forse perché figura come una montagna dolomitica o semplicemente per la divertente discesa dal suo ghiaione. Sul Bagozza ci sono stato parecchie volte e ho salito anche le varie linee di arrampicata. Un ricordo particolare riguarda la via Cassin salita una quindicina di anni fa dove sugli ultimi tiri ero finito fuori via e sbagliando avevo salito quello che oggi è l’ultimo tiro di Maleficent. Allora questa lunghezza mi aveva impegnato parecchio, mi sono rimaste bene in mente le stesse due grosse clessidre che oggi abbiamo lasciato cordonate. Lo ricordo come un tiro bellissimo, il più bello di quella giornata e mi aveva regalato molta soddisfazione. Con questi ricordi, propongo a Francesco l’apertura di una linea che salga nel centro della parete sfruttando le placche più compatte, uscendo nella parte alta per quella lunghezza salita 15 anni prima.  Francesco accetta subito, anche lui si sente in qualche modo legato a questa montagna perché, è una delle prime cime salite. Inoltre suo zio è uno degli apritori della via Mary Poppins e Francesco è stato più volte partecipe ai suoi racconti di quell’avventura datata 1986.   Cominciamo nel 2014 salendo rigorosamente dal basso usando i fix solo quando ci si appendeva al Cliff. In 4 giornate distribuite tra agosto e ottobre concludiamo la nostra via. Arriviamo in cima intersecando una sola volta la via Cassin a 2/3 di parete, dove questa attraversa decisamente a destra. Lasciamo trascorrere l’inverno e a giugno 2015 torniamo per liberarla. Il nostro è un gioco di squadra, abbiamo due lunghezze impegnative da liberare, Francesco si impegnerà sul terzo tiro e io sul quarto. Obbiettivo raggiunto!!!. A fine giornata saremo entrambi molto soddisfatti!!!  Per noi, aver trovato una linea come Maleficent su di una parete come la nord-ovest del Bagozza, ha un valore aggiunto. Questa parete è spesso dimenticata, l’unica via che a volte viene ripetuta è lo spigolo Cassin. Il Bagozza è una montagna che non si lascia addomesticare facilmente. Sulle sue vie i gradi contano poco perché superati dall’impegno complessivo richiesto per affrontarle. Zanetti Fulvio e Beni Francesco ringraziano: Zamberlan, Grande Grimpe, Gabel, silverskin e DM Sport Bergamo e NRC occhiali per il supporto tecnico e l’amico Gambarini Gianandrea per foto e video. Cimone della Bagozza (alpi Orobie) Via Maleficent (320mt, 8L 7c+, 7a+ obbl. rs4) Apritori Zanetti Fulvio e Beni Francesco Accesso Generale: Da Clusone attraverso il passo della Presolana oppure da Boario, risalendo la via Mala, entrare in Val di Scalve e raggiungere Schilpario. Proseguire per il passo del Vivione e dopo circa 4 Km parcheggiare nei pressi della Baracca Rossa.  Accesso: Seguire la strada sterrata per il Passo dei Campelli per circa 15 minuti fino ad una Madonnina. Da qui  imboccare  il sentiero n. 417 che dapprima passa dal laghetto dei Campelli e poi punta verso il ghiaione della Bagozza. Giunti sul ghiaione seguire la traccia che, verso dx  porta sotto la parete. Risalire il canale Bramani per circa 60mt fino ad una grossa clessidra (S0) Itinerario: L1: 6a +, 30mt. Dalla clessidra della s0 salire verticalmente per una decina di mt fino ad una  clessidra cordonata. Da quest’ultima salire a destra. Verticalmente per placcha a buchi con uscita delicata a sx per raggiungere la sosta.    L2: 6a, 30mt. Superare un tettino sulla sinistra, verticalmente fino alla clessidra cordonata,  poi sempre in obbliquo verso dx L3: 7b +, 50mt. Partenza facile poi dalla seconda clessidra comincia il viaggio. Placca tecnica con due sezioni difficili e obbligate. (Tiro lungo, sfalsare bene le corde) L4: 7c +, 35mt. Il tiro più bello della via. Si  segue una teoria di piccoli buchetti e fessurine  su 30 mt di  placca verticale con due bombè. L5: 6a, 35mt. In obbliquo a sx fino alla cengia dove passa la Cassin. Spostarsi qualche metro a dx poi sulla verticale si vede la sosta. L6: 5c, 55mt. Salire dapprima in obbliquo verso dx, poi verso sx mirando un terrazzino alla base della fessura obbliqua visibile dalla sosta. L7: 6b, 35mt. Salire la fessura, verticalmente sul bombè, poi verso sinistra su roccia super, buchi e clessidre fino in sosta.  L8: III, 50mt. Dalla sosta alzarsi e traversare a dx. Si entra nel diedro-canale d’uscita della via Cassin e per questo in vetta. Discesa: Dalla vetta scendere per la via normale (sentiero n. 417). Dalla S7, è possibile il rientro a corda doppia. (prestare attenzione alla cengia tra S6 e S5 per via di qualche sasso instabile).  Materiale: 10 coppie, due mezze corde da 60mt, serie di friends dal micro al n°2 BD, cordini. Note: Maleficent sale in centro alla parete nord-ovest con un’ottica più moderna rispetto alle altre linee esistenti, sale prevalentemente le placche più compatte. E’ stata aperta salendo dal basso e la chiodatura è mista. I pochi Fix li abbiamo posizionati solo dove siamo stati costretti ad appenderci ai Cliff. Su Maleficent la roccia è quasi sempre di buona qualità tranne in due brevi tratti appoggiati prima e dopo S5.    
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