Ennesimo morto in montagna. Cade sul Terminillo Davide Pizzolato del CAI Vicenza

Uno tra i mesi più drammatici mai visti su Alpi e Appennini

28 dicembre 2019
Prosegue senza sosta la strage di appassionati di montagna che, tra sciatori, escursionisti ed alpinisti, sta funestando con terrificante continuità le cronache da ormai oltre un mese. E risale infatti a ieri l’ultimo incidente mortale che ha nuovamente coinvolto una persona esperta e capace di muoversi in certi ambienti, anche nella stagione fredda.


Si tratta di Davide Pizzolato, 47enne di Dueville, provincia di Vicenza, che ieri, a causa presumibilmente di una scivolata, ha perso la vita sul Terminillo, la “montagna di Roma”, che dista dalla Capitale un centinaio di kilometri.

Salito al Rifugio Sebastiani nel giorno di Santo Stefano, Pizzolato era partito l’indomani con altre tre persone alla volta della parete est, dove verso le 10 si è consumata la tragedia. Alla caduta, avvenuta sotto gli occhi dei compagni, sono subito scattati i soccorsi che verso le 11.45 hanno individuato e recuperato l’uomo e, alle condizioni apparse subito gravissime, è seguita la morte nel giro di poco tempo.

Davide era vicepresidente della sezione CAI di Vicenza che ha emanato un messaggio di cordoglio sui social: “Oggi a causa di un incidente avvenuto sul Terminillo ci ha lasciato un Grande Uomo. Mite, gentile, colto, dotato di una intelligenza superiore, riflessivo, uno su cui puoi sempre fare affidamento. Un fratello per tutti. Davide Pizzolato vola alto nel cielo e veglia su di noi”.

Questa è la quarta vittima in poche ore negli Appennini ma la lista di morti nell’ultimo mese è impressionante e quasi sempre si è trattato di persone esperte, capaci e preparate.

Il 20 novembre, due alpinisti del calibro di Maximilien Bonniot e Pierre Labbre sono rimasti vittime sulla via Bonington, Aiguilles de Chamonix, sul Monte Bianco, cadendo per circa 300 metri. Il 30 novembre una slavina ha causato l’uccisione di Edoardo Camardella e Luca Martini, sempre sul Bianco, mentre i due stavano scendendo un canalone mentre fatale è stata una scivolata per l’avvocato Domenico Proscia, morto sul Piccolo Cervino ad inizio mese, durante una escursione.

E sempre una scivolata negli stessi giorni, è stata letale anche per Gianpiero Brasile e Antonio Muscedere, precipitati sul Gran Sasso, e per il carabiniere caduto sulla Majella.

Pochi giorni dopo, verso metà mese, il finanziere e guida alpina Roberto Ferraris è stato colpito e sepolto da una valanga in Valtournenche, sorte capitata anche ad una donna 62enne, investita sull’Alpe di Siusi, e ad uno scialpinista sopra Alagna.

Risalgono invece solo a pochi giorni fa gli incidenti accaduti tutti sul Gran Sasso a Franca Di Donato, caduta e ritrovata priva di vita presso il canalone dei Ginepri, e ai due cugini Ryszard Barone e Andrea Antonucci, precipitati senza scampo presso la ferrata Ricci.

In molti di questi ultimi casi, cosi come per Pizzolato, la causa pare sia da attribuire alla forte presenza di ghiaccio, formatosi, come ricordano le Guide Alpine, a seguito della poca neve, delle abbondanti piogge e del vento forte che ha colpito il centro Italia in questi ultimi giorni.

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