Dolomiti - Chimera Verticale - Nuova via trad in Civetta

Alessandro Baù firma anche due ripetizioni al cardiopalma

08 ottobre 2009       Alessandro Baù è un ventottenne padovano attivissimo sulle pareti dolomitiche, con un legame particolare con la Civetta e la sua grande parete nord ovest. Ripetute le classiche che hanno segnato la storia della montagna si cimenta con alcuni dei moderni capolavori disegnati sul paretone.   Nel 2005 si aggiudica, con Enrico Marini, la prima ripetizione di Viva Mexico Cabrones, un vione aperto qualche anno prima dallo specialista locale Venturino De Bona. Nel 2007 è la volta di un’altra opera d’arte dello stesso artista, Nuvole Barocche, superiore alla precedente per impegno complessivo e difficoltà pura. Il compagno in quest’occasione è la giovane guida Alessandro Beber, un altro nome di punta della scalata dolomitica.   Non paghi del bellissimo risultato, i due (assieme a Daniele Geremia) salgono sulla Cima Su Alto Terapia d'urto al Guanaco. Baù con Matteo Della Bordella e Fabrizio Fratagnoli ripete per la prima volta la via Eliana. Dopo salite di prestigio e il confronto con l’alta difficoltà, protetta in modo tradizionale, per Baù ed i suoi compagni è tempo di cercare una strada tutta loro.   Anche se lo spazio per esplorare non è vasto, i nostri riescono ad individuare una porzione di muraglia ancora vergine, tra la Aste e la Andrich sulla punta Civetta. In 8 intense giornate, nel corso di due stagioni , vengono a capo di Chimera Verticale, un itinerario di 15 lunghezze, protetto con soli 25 chiodi normali (lasciati in posto) e da materiale amovibile. La via risolve in modo logico un settore di parete assai repulsivo e presenta difficoltà di IX grado con obbligatorio di VIII. Il team degli autori: Alessandro Baù, Alessandro Beber, Luca Matteraglia e Daniele Geremia.   La redpoint di Chimera Verticale, così è stato battezzato l’itinerario, è arrivata nel 2009, ad opera di Alessandro Baù nei giorni 12 e 16 agosto, assicurato da suo fratello Matteo e da Michele Chinello. Ma per lo scatenato Baù l’estate 2009 non è finita qui. Il padovano infatti si è ingaggiato in un’altra grande avventura, questa volta in solitaria sulla difficile via dei lecchesi Paolo Crippa e Dario Spreafico (1987) Capitan Sky-hook VII+/A2 (redpoint di Roland Mittersteiner 7b+ (IX).   Ha portato a termine la scalata In due tempi perché nel primo tentativo, quando, al secondo giorno di arrampicata ormai era fuori dalle grandi difficoltà e gli mancavano solo 4 tiri di corda, è stato colto da un’ondata di maltempo ed ha dovuto ricorrere all’elicottero del soccorso. Nella seconda puntata, quella decisiva, pochi giorni dopo la prima, Baù ha ripercorso l’itinerario senza intoppi e in due giorni ha messo a segno questo splendido risultato. ms
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