Guy Lacelle muore travolto da una valanga

Ieri mattina a Hyalite Canyon, in Montana

11 dicembre 2009   L’incidente si è verificato ieri mattina 10 dicembre, a Hyalite Canyonin Montana, nel corso del Bozeman Ice Festival. Lacelle stava arrampicando in una piccola goulotte vicino a Grotto Fall con un compagno, quando entrambi sono stati travolti da una valanga.   Purtroppo per il fuoriclasse canadese non c’è stato nulla da fare, mentre il suo amico se l’è cavata con un po’ di ammaccature. La notizia è stata confermata da John Irvine, manager di Arc'teryx, la società che sponsorizza Lacelle e il Bozeman Ice Festival.   Con Lacelle scompare uno dei più forti e audaci scalatori di puro ghiaccio del pianeta. Considerato e rispettato nel mondo alpinistico per le sue straordinarie performance, Guy era un arrampicatore di gran classe che nel ghiaccio aveva trovato il suo elemento. Memorabili sono alcuni filmati in cui risale slegato vertiginose colonne staccate da capogiro. (Vedi Ice Up di François Damilano)   Il free-solo era una delle sue specialità e in questo stile aveva portato a termine dei veri capolavori, vie che scalate singolarmente e in cordata sono degli obiettivi di una carriera per ogni ice-climber, come la combinazione di Terminator/Sea of vapors e Replicant in sole 5 ore, Weeping Wall+Weeping Pillar/Polar circus in un solo giorno. French Maid, Curtain Call, Fearful Symmetry, La Pomme D’or (Quebec) e Hydnefossen (Norvegia).   Era nato a Hawksbury, Ontario nel 1955 e viveva in British Columbia dove lavorava come capo squadra nelle foreste in primavera ed estate per poi dedicarsi totalmente al ghiaccio per il resto dell’anno.Nel 2004 gli è stato assegnato il prestigioso Summit of Exellence Award. Ha vinto il Festiglace competition (Quebec) nel 2004 e la gara su puro ghiaccio all’Ouray festival nel 2000 e 2001.   Nel corso di un’intervista gli era stato chiesto se accettasse la morte come possibile conseguenza dello scalare free solo. Aveva risposto: “direi che la morte è una possibile conseguenza dello scalare in free solo, ma anche di scalare con la corda e - se è per questo - anche di guidare la macchina. Per me la morte significa perdere nel gioco, e non mi piace perdere. Non vivo più al limite come una volta e mi prendo un miglior margine di sicurezza rispetto a una volta, ma mi sento più vivo quando affronto da solo scalate impegnative.”   Intervista apparsa su Alpinist nel luglio 2008
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