Hidden Beauty nuova goulotte in Albigna

Elli, Panizza e Castellani il 16 aprile

24 aprile 2010         Il 16 aprile 2010, Fabio Elli, Emanuel Panizza e Daniele Castellani hanno aperto nella Valle dell’Albigna, (Alpi Centrali – Svizzera) una nuova ed attraente goulotte che si insinua tra le selvagge pareti granitiche del Pizzo Balzetto.  Battezzata Hidden Beauty,  la  via è lunga 220 metri ed è stata valutata V/4+ dai primi salitori.   Fabio Elli, trentenne alpinista milanese, grande appassionato del ghiaccio verticale e scopritore di questo inedito couloir racconta in modo  avvincente l’avventura glaciale tra le muraglie della splendida valle della Bregaglia. ms   Hidden Beauty di Fabio Elli   Come una giornata all’apparenza storta, con ritardi, disguidi e dimenticanze può rivelarsi essenziale per una nuova salita e grandi soddisfazioni.   Gli sci lasciati in macchina dai soci e un metro di neve non portante mi fanno ritrovare solo con le mie ciaspole a risalire il vallone dell’Albigna, prima sotto le immense cascate della diga, e poi lungo il canale che porta alla Goulotte del Comandante, la nostra meta di oggi. Dietro di me nessun segno di vita, aspettarli fermo non sembra il massimo viste le temperature, e quindi perché non salire più in alto?   Non si vede niente di attraente là sopra, solo un canale di neve che muore contro la roccia, ma qualcosa mi fa andare avanti... dopo più di mezz’ora ecco che mi ritrovo faccia a faccia con la materializzazione del mio presentimento… ancora tanto lontana quanto stupenda, una lingua di ghiaccio verticale scende azzurra tra il granito del Pizzo Balzetto.   Non riesco a capire quanto possa essere alta o difficile, sono stato ingannato molte volte da strane prospettive. Spero davvero nessuno si sia mai inoltrato fin qua, che nessuna piccozza l’abbia mai accarezzata.. Le scatto qualche foto e scendo a ritrovare i soci, per oggi la nostra meta ha perso attrattiva, torno a casa ad aspettare che passi un’altra settimana, solo per poterci ritornare.   Passano i giorni, ha nevicato poco, il freddo è rimasto e il sole non può averla rovinata, non la bacia mai… sveglia in piena notte ed alle prime luci siamo già in cammino. Con me ci sono Emanuel Panizza, giovane guida alpina valtellinese con un particolare feeling per la materia azzurra e Daniele Castellani, fotografo professionista che nello zaino non ha corde ma macchine fotografiche ed obiettivi che sembrano telescopi.. finalmente avrò 2 foto come si deve!!   Risaliamo il fiume e poi il canale, io so cosa ci sarà là davanti, loro sono qui solo sulla fiducia delle mie parole entusiaste. Dopo poco meno di 3 ore di vera fatica so di non averli delusi, ci togliamo gli zaini, imbracciamo l’artiglieria e diamo inizio ad un’avventura dal sapore che solo l’alta montagna sa regalare.   Scendendo verso le macchine penso al nome con cui battezzarla. Ma volte non bisogna pensare, ascoltare è sufficiente. Hidden Beauty, era davvero una bellezza nascosta…   Avvicinamento: si parcheggia a Pranzaira (1190 m slm), alla stazione della funivia che serve la diga dell’Albigna. Si segue il sentiero estivo che parte 200 m dopo il posteggio fino al ponte sul fiume, del quale si risale il greto per un’ora circa. Arrivati ad avere sulla destra l’orrido che passa sotto la funivia, si punta e risale il canale che gli sta di fronte. Si oltrepassa la Goulotte del Comandante e la Goulotte Luce Nera fino a vedere sulla destra l’inconfondibile primo salto di Hidden Beauty, la cui base è a 2350m. 1200m di dislivello circa per 2h30’ / 3h di marcia.   Relazione Tecnica:   Hidden Beauty, 220 m, V/4+   16.04.2010 Fabio Elli, Emanuel Panizza e Daniele Castellani   L1: il primo grande salto si risale al centro lungo un diedrino, 60 m, 80° con tratti a 90°. L2: andare a sostare il più in alto possibile, sull’ultimo ghiaccio disponibile, 30 m, 50°. L3: risalire il couloir di neve dura sostando su ghiaccio fine a sx dopo 60 m, 50°. Potrebbe essere necessario un corpo morto per sostare nella neve. L4: si continua su neve puntando un evidente canalino sulla destra, 30 m, 60°. L5: si risale la stretta goulotte su ghiaccio colato, oltrepassando un camino verticale intasato ghiaccio, 40-50m, 70° e 90°. Da qui la goulotte continua a perdita d’occhio, molto adagiata (sui 40°), fin contro una spalla rocciosa. Forse in un paio di giorni si arriva in cima al Balzetto…   Discesa: 4 doppie da 60 m su Abalakov.   Materiale: 2 corde da 60m, 12 viti da ghiaccio di cui un paio corte. Un friend medio ed uno piccolo utili. Sci o ciaspole assolutamente necessari per la prima metà dell’avvicinamento.   Note: il canale di accesso deve essere approcciato solo con pericolo valanghe tendente allo zero e le pareti laterali esenti da accumuli o placche sospese. Nel pomeriggio il sole raggiunge le creste sovrastanti il canale che iniziano a scaricare. Salita per chi mette l’ambiente al primo posto e non si rassegna a metter via le picche a fine stagione. Il grado d’ambiente è stato dato tenendo presente la necessità di saper valutare bene i grossi rischi oggettivi della salita e in paragone ai gradi delle altre goulotte nei dintorni. Il primo salto può essere salito sostando dopo 20 m su un terrazzino sulla sx, come abbiamo fatto noi per piazzare strategico il fotografo. Così facendo forse il grado scende un po’.   Ringraziamenti: Climbubu e Stefano Azzali per le picche di F. Elli e www.danielecastellani.com per le foto.   Bibliografia: Cascate - Lombardia e Svizzera Blu Edizioni Torino 2004                    Alpine Ice Versante sud Milano 2009    
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