Montecristo n. 4, 300 m, ED, M7, WI5

Nuova via di ghiaccio e misto nella Vallée du Ribon (Savoie, F)

12 febbraio 2021
All’inizio di dicembre 2020 Sylvain Thiabaud e Matthieu Brignon hanno aperto “Montecristo n. 4” una linea di ghiaccio e misto nella Vallée du Ribon (Savoie, F).

«La Maurienne, “mordor” per molti, paradiso per altri, nasconde alcuni gioielli, alcuni addirittura ancora inesplorati» afferma Sylvain Thiabaud. «La Vallée du Ribon, poco prima di Bessans, è uno dei luoghi dove è possibile approfittare di buone condizioni del ghiaccio già a inizio stagione, con numerosi itinerari su ghiaccio di tutte le difficoltà sulla sinistra orografica, orientata ENE».

Gli avvicinamenti lunghi ed esposti al pericolo di valanghe contribuiscono a tenere le folle alla larga dalla Vallée du Ribon. Gli appassionati invece la conoscono bene e ne sorvegliano con interesse le formazioni ghiacciate. Come questa candela sospesa al centro di un immenso anfiteatro roccioso che diventerà, dopo due giornate d’arrampicata, la nuova via “Montecristo n. 4”.

Sylvain Thiabaud e Matthieu Brignon partono mercoledì 2 dicembre e, dopo quattro ore d’avvicinamento, si trovano ai piedi del primo risalto.

«Primo risalto e prima discussione sull’itinerario da seguire. Dopo una corta frangia di ghiaccio chiaramente scollato, possiamo scegliere tra cercare di raggiungere alcune formazioni ghiacciate disseminate qua e là, oppure seguire una fessura a sinistra su misto che sembra migliore date le condizioni. Quest’anno passiamo a sinistra, ma forse qualche fortunato in futuro potrà salire una versione diretta su ghiaccio!».

I due proseguono cercando di lasciare poco materiale sul posto ma nello stesso tempo di gestire al meglio la sicurezza propria e dei ripetitori. Quindi «Se non si incastra nulla, allora chiodiamo, se non ci sono fessure trapaniamo».

Dopo due tiri iniziali, un pendio di neve profonda da tracciare e un ulteriore tiro “200% dry” sul risalto superiore, Thiabaud e Brignon sono costretti a scendere. Tornano pochi giorni dopo, malgrado una leggera nevicata che complica ulteriormente l’avvicinamento e il pendio mediano. Non è possibile aspettare ulteriormente: una nevicata più importante potrebbe rendere la via inaccessibile per settimane o mesi.

Matthieu riprende a salire dal punto più alto raggiunto il 2 dicembre. Supera una lunghezza di dry su roccia fratturata, sulla verticale della grande candela sospesa più in alto. Sylvain lo assicura.

«Mi rannicchio nel mio cappuccio, ho freddo, mi chiedo cosa ci faccio qui e perché Matthieu ci sta mettendo così tanto. Chi non ha mai avuto questo genere di pensieri stando appeso tremando alla sua sosta gelata?!? Ma non vorrei nemmeno essere al suo posto, soprattutto quando il blocco a cui è agganciata la sua piccozza comincia a muoversi mentre cerca di mettere uno spit. Rapido com’è, riuscirà a finire appena prima di far cadere un bel televisore - non i nuovi schermi piatti, uno dei vecchi cubi da 60 per 60 - che rimbalza sui pendii sottostanti».

«È già ora di mettere la frontale sul casco, abbiamo scelto proprio i giorni più corti dell'anno per divertirci. Affronto la lunghezza successiva e attrezzo una sosta comoda a pochi metri dalla tanto agognata candela. Arriva Matt e mi chiede se me la sento di continuare, ha dato molto nel tiro più in basso, ha troppo caldo, ha mangiato troppo e bevuto troppo, insomma è in gran forma, come me! Mi avvicino alla lingua ghiacciata che pende nel cerchio luminoso della frontale. La candela somiglia sempre di più a un missile che vorrebbe partire, è fessurata e in buona parte ancora scollata. Salgo un po’ sul ghiaccio, un po’ sulla roccia proteggendomi su quest’ultima e alla fine passo completamente su ghiaccio. Sosta fuori asse, piazzola pianeggiante per i piedi, 5 stelle. Matthieu mi raggiunge e si lancia nell'ultima lunghezza 100% ghiaccio, finalmente. Pazzesco come ci sentiamo leggeri, leggeri ma comunque stanchi. Cima alle 23, cotti, felici di essere contenti, di aver condiviso questi momenti intensi e dato vita ad una bella linea, di aver concretizzato un'idea concepita qualche anno prima. Non ci resta che scendere; cominciamo bene con la prima doppia che si incastra per bene. Dopo una rapida risalita, giusto per goderci ancora questa lunghezza di ghiaccio, la discesa prosegue senza intoppi fino a Bessans».

 

Vallée du Ribon, Alpi Graie (Savoie, F)
Avancorpi nord-orientali della Pointe de Ronce, versante est
Montecristo n. 4
Sylvain Thiabaud, Matthieu Brignon, 2 e 7 dicembre 2020
300 m, ED, M7, WI5

 

Materiale. Classico da ghiaccio e misto con corde 2x60 m, una serie di friends (dallo 0.1 al 2), nuts, 8 viti alcune delle quali corte, qualche chiodo (lame e universali), 10 rinvii, materiale per abalakov. Lungo la via ci sono spit e chiodi.

Accesso. Salire nella Vallée de la Maurienne fino a Bessans (parcheggio presso il centro del fondo). Risalire la Vallée du Ribon seguendo la strada sulla destra orografica fino alla località Pierre Grosse, dalla quale sono visibili la parete e la cascata. Poco dopo attraversare il Ribon e salire al meglio per i pendii delle Combettes de Marie-Jeanne raggiungengo il Plan des Têtes e la base della via. Coordinate GPS dell’attacco: 32T 342058 5015095 // 45.27160N 6.98651E. Attenzione: questo settore è molto soggetto alle valanghe. Andare solo a inizio stagione o con neve ben assestata.

Relazione.

L1: M6, 2 spit e 1 ch., sosta su friends medi. 50 m;
L2: M3+, sosta su viti, 20 m;
L3: pendio nevoso, 90 m;
L4: M6+, 5 spit e 1 ch., sosta a spit, 55 m;
L5: M6+, 4 spit e 1 ch., sosta a spit, 30 m;
L6: M6+, 4 spit, sosta a spit, 20 m;
L7: M6, WI5, 4 spit e 2 ch., sosta a spit, 20 m;
L8: WI5, sosta a spit, 40 m.

 

Discesa. In doppia lungo la via. Da S8 a S7 (attenzione rischio di incastro), S7-S4 (60 m), S4-S3, discesa a piedi per il pendio di neve di L3, S2 (abalakov)-attacco.

 

Informazioni e immagini fornite da Sylvain Thiabaud.
Gli apritori ringraziano RAB et TotemCam.
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