Novità dall'isola di Baffin by Favresse team

Monte Asgard e satelliti

09 settembre 2009   E’ appena rientrata dai territori canadesi la piccola spedizione belga composta dai fratelli Nico e Olivier Favresse, Sean Villanueva e  Stéphane Hanssens che ha operato nei mesi scorsi sul Monte Asgard nella Baffin Island.   Nico Favresse ha fatto sapere che questa è stata una avventura fantastica e che arrampicare in libera sul granito dell’Asgard è strabiliante, perché la roccia è meravigliosa e il posto magico.   Se lo dice lui, che solo pochi mesi fa ha liberato, sempre con i suoi validissimi compagni, la difficile via dei sudafricani sulla Torre Centrale del Paine nella Patagonia cilena, c’è da credergli. I l team ha salito 5 vie di cui 3 nuove.    - Sperone Nord-Ovest del Tirokwa "Chocolate boomerang", 700 m di 5.11 per Stephane Hanssens e Sean Villanueva. La prima via della parete, aperta in single push, 24 ore A/R dal campo base.   - "Le bic rouge d'Odin" 800 m per 20 lunghezze  difficoltà: 5.10 percorre una parete vergine di una torre staccata dal Monte Odin autori i fratelli Favresse.   - "Whisky gonzales" 1200 m di fessure sulla Nord/Est della Torre Nord del Mont Asgard per Olivier e Nicolas Favresse. Difficoltà: 5.11. Aperta in stile onsight. Probabilmente ha qualche tratto in comune con la via scalata dai canadesi Chris Brazeau e Jon Walsh dell’estate  2009.   - Ripetizione onsight (tranne L3 di A4) di Porter Route difficoltà:5.12/A4  aperta nel 1975 da Charlie Porter  sulla Torre Nord dell’Asgard.   - Hanno tentato anche la libera della via dei bavaresi, 850 metri sulla Torre sud dell’Asgard che presenta tanti tiri molto sostenuti. In effetti ha resistito al tentativo di redpoint un solo metro (su 850) .   Nico Favresse che ha fatto tutti i movimenti, ma senza soluzione di continuità, parla di 5.13+ , una difficoltà che mal si abbina ad una camminata durata circa 1 mese per raggiungere l’Asgard e in cui i climber hanno speso molto delle loro energie.   Sul posto anche la spagnola Silvia Vidal che ha aiutato i belgi salendo il tratto iniziale della via dei Bavaresi, o meglio, ciò che è emerso dall’abbassamento di circa 15 metri del ghiacciaio: un muro liscissimo di A4+, risolto dalla spagnola con ganci e copperhead.   Nel corso di questa ripetizione, alla ricerca continua di sezioni arrampicabili in libera,  è stata aperta una variante la "Belgarian route" che si sviluppa per circa metà parete indipendente dalla via originale.    "Per arrampicare in libera abbiamo dovuto trovare varianti alla linea originale e quasi metà della via esplora terreno ignoto. Per questo abbiamo deciso di chiamare la linea salita da noi "The Belgarian", per non dimenticare i primi salitori che sono Bavaresi. Abbiamo camminato per un mese intero, più di 600km, per poter scalare due settimane. Sembra ridicolo ma per noi ne è valsa la pena."       ms
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