Nepal: 4 alpinisti italiani tra i morti

Ancora 40 dispersi in Himalaya

27 aprile 2015 Le città da una parte, le montagne dall’altra. Vite e realtà differenti, unite solo dalla tragedia che sia sta vivendo in queste ore in Nepal. I soccorsi stanno facendo tremendamente fatica a fare anche il minimo lavoro. Troppe le persone da soccorrere. Il bilancio dei morti sale, inesorabilmente, ogni ora. Tra le vittime di questa apocalisse, che ha posato un velo grigio di morte nella storia di questo paese e delle montagne che lo circondano, ci sono anche quattro italiani. Renzo Benedetti e Marco Pojer sono stati colpiti da una valanga mentre stavano facendo trekking  nella Rolwaling Valley a circa 3500 metri di quota mentre Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli si trovavano presso il villaggio di Langtang quando una frana non ha lasciato a loro scampo. Renzo e Marco erano alpinisti, impegnati in quel momento in un trek. Si trovavano in Nepal insieme ad altre due persone, Iolanda Mattevi e Attilio Dantone, sopravvissuti all’accaduto. Oskar invece, noto alpinista e speleologo nonché membro del Soccorso Alpino, e Gigliola, medico di professione e grande appassionata di montagne e speleologia, erano con Giovanni Pizzorini e Giuseppe Antonini, anch’essi fortunatamente scampati alla forza distruttiva della natura ed alle sue leggi. Erano tutti trentini i tre uomini mentre Gigliola veniva dalle Marche. Dalle ultime informazioni, pare che siano ancora circa 40 gli alpinisti dispersi sull’Himalaya così come sono centinaia, forse migliaia le persone di cui non si hanno più notizia nelle città colpite dal terremoto. Si attendono gli sviluppi nelle prossime ore. fonte trentino corriere alpi      
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