Patagonia: continua l'inarrestabile attività dei Ragni di Lecco

Paolo Marazzi e Luca Schiera in partenza per la Valle del Rio Turbio

23 febbraio 2017
La Patagonia sembra essere il centro focale dell'interesse dei Ragni di Lecco, che dopo la recente apertura di "El Valor del Miedo" sulla parete Est del Murallon, continuano la loro attività espolrativa, questa volta con Paolo Marazzi e Luca Schiera.

I Ragni di Lecco hanno fatto recentemente parlare di loro con l'incredibile apertura del "Valor del Miedo" ad opera di Matteo della Bordella, Matteo Bernasconi e David Bacci, dimostrando quanta immaginazione, preparazione e determinazione abbiano questi alpinisti.

Adesso è il turno di Paolo Marazzi e Luca Schiera, partiti per la Patagonia una settimana fa. I due hanno trascorso qualche giorno nel Frey, per abituarsi alla scalata e per preparasi ai loro progetti nella Valle del Rio Turbio, nella regione del Bariloche, dove sono diretti in questo momento.

Dopo un giro veloce per arrampicare nella zona di Frey durante l’attesa per il bel tempo a Bariloche -scrivono Luca e Paolo– stiamo per partire verso la valle del Rio Turbio. I torrenti che si erano ingrossati con le piogge e la neve della scorsa settimana dovrebbero scendere di livello e ora sarà possibile attraversali per iniziare l’avvicinamento. Come dice Sebastian, che ci ha ospitato e ci accompagnerà nella valle, andare al Turbio è come aspettare un bambino: non sai mai quando arriva il momento giusto“.

Prima di partire Paolo e Luca avevano svelato parte dei loro progetti:

"Da Bariloche ci sposteremo con i mezzi pubblici fino all’ultimo paese abitato, El Bolsón, dove poi ci accorderemo con dei locali per farci guidare all’interno della valle, situata oltre un grande lago - racconta Luca – Con dei cavalli trasporteremo tutto il nostro materiale e cibo in modo da essere autonomi per tutto il tempo in cui saremo solo noi due ad arrampicare. Dopo alcuni giorni a piedi nella giungla arriveremo ad una tirolese per attraversare un torrente, da qui rimarremo soli e inizieremo a cercare le pareti nelle valli che lì si congiungono. Avremo con noi anche dei kayak gonfiabili che useremo per attraversare i laghi che ci sono alla base di alcune pareti”.

La nostra prima opzione è quella di tentare il cerro Mariposa, una parete ancora mai salita, composta prima da placche ripide e poi da fessure strapiombanti, alta probabilmente 1100 metri - spiega ancora Luca – Non abbiamo visto foto frontali della parete quindi è difficile capire le reali difficoltà, sappiamo però che questa, come altre pareti, sono ricoperte da ghiaccio in cima e tendono ad essere bagnate o formare delle grandi cascate. Questa è solo una delle opzioni che abbiamo e verificheremo sul posto cosa è realmente fattibile, tenendo conto delle condizioni climatiche, di quelle delle montagne e del nostro stile di salita: stile alpino per uno o più giorni in parete”.

Aspettiamo news da questi giovani alpinisti, che non smettono mai di ispirarci e stupirci!

fonte Ragni di Lecco

 

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