Zamba, film in ricordo di Andrea Zambaldi

Articolo Andrea Simonini, regia Pietro Bagnara

25 novembre 2015

Con uno spettacolare film appena finito di montare, il fotografo e regista Pietro “Pepe” Bagnara (che non a caso avevamo intervistato per la rubrica “Persi nel Mirino”) ci porta a scoprire un angolo nascosto delle Dolomiti nella meravigliosa Val d’Ambiez. Qui Andrea Simonini e soci hanno aperto una nuova via dedicata all’amico Andrea Zambaldi scomparso in Nepal e l’esplorazione di una parete vergine diventa il sinonimo della vita da scoprire, passo dopo passo.

Pilastro Andrea Zambaldi
di Andrea Simonini

Chissà perché è ancora la selvaggia val d’Ambiez ad attirare la mia attenzione?!? Semplicemente perché è un posto spettacolare, unico e fuori dal mondo.

Questa torre ha subito creato grande interesse in me: forse per lo stupore d’avere scovato al giorno d’oggi una parete completamente vergine, forse emozionato per avere trovato vere avventure a due passi da casa, o forse semplicemente perché mi sono perso nella libertà di sognare.

Alla sua base il mio sguardo vaga verso l’alto per circa 400 metri e, di nuovo assieme al grande e fidato Gian (Gianluca Bellamoli), cerchiamo “La Linea” più logica da scalare. Non ci sono altre vie su questo muro di calcare spettacolare, l’emozione di essere i primi a scegliere la via di salita ci mette un certo disagio e la voglia di fare “un bel lavoro” ci fa perdere un po’ di tempo con il naso all’insù indicando con il dito fessure, placche e diedrini appena accennati.

L’unica idea chiara è una sola: spit solo alle soste!!! Il risultato sarà una salita impegnativa dal punto di vista sia psicologico che nel saper posizionare bene i friend, con difficoltà fino al 7a (VIII/VIII+), che ci faranno guadagnare la cima con grande soddisfazione.

Insomma 11 tiri spettacolari, ognuno con il suo perché, regaleranno ai ripetitori una gran giornata in parete. Un'avventura che mi ha dato tanto, soprattutto dal punto di vista della crescita personale ed emozionale dove ho raggiunto veramente una dimensione parallela in piena simbiosi con quello che può trasmettere la Montagna.

La via si chiama semplicemente “Simonini-Bellamoli”…un pò retrò come nome forse, ma così facendo tutta la sua importanza va al nome del pilastro vergine, che come primi salitori abbiamo chiamato “Pilastro Andrea Zambaldi” in onore di un nostro caro amico disperso in Nepal nel settembre 2014.

Un grande grazie al mitico Gian che ancora una volta si è dimostrato un grande socio, con il quale condividere questa salita e calpestare per primi la vetta è stato veramente unico.

Grazie anche al Duzz (Giacomo Duzzi) e Tommy (Tommaso Maechesini) per avermi aiutato logisticamente per realizzare il tutto, a Ulrich per avermi accompagnato nella RP, al Giorgio del servizio jeep (tel. 333.3198204) sempre disponibile e amichevole e ad Anna e Matteo del rifugio Cacciatore.

Ringrazio: Wild Climb, Patagonia, ProAction e CAI “Cesare Battisti Verona.

"Zamba"
note del regista Pietro Bagnara.

Sono stato contattato da Andrein (Andrea Simonini) nella primavera del 2015. Ci eravamo conosciuti l'autunno precedente alla falesia dei Falconi sopra Verona, una delle tante chiodate da lui e dai suoi amici. Andrein mi chiese se ero interessato a girare un film in Val d'Ambiez. Gli ingredienti erano pochi ma genuini: una nuova via alpinistica su un pilastro di roccia ancora vergine che volevano dedicare ad un amico scomparso l'anno precedente in Nepal. L'amico si chiamava Andrea Zambaldi. Io non lo conoscevo. Eppure, girando questo film credo di essermi avvicinato spiritualmente a lui e ai sentimenti che ha ispirato ai suoi amici, con i quali ho lavorato per realizzare questo racconto di sei minuti e mezzo.

Il video è stato realizzato grazie a Wild Climb e al CAI “Cesare Battisti Verona”.

Info sulla via:
https://andreasimonini85.wordpress.com

"Zamba"
Film colore, durata 6'30"
girato nell'Estate-Autunno 2015, location in Val d'Ambiez, Dolomiti.
Scritto e filmato da Pietro Bagnara / OpenCircle, editing by OpenCircle.

Andrea Zambaldi morì poco più di un anno fa insieme al tedesco Sebastian Haag mentre erano impegnati sulle Shisha Pagma ed erano a soli 100 metri dalla cima. Il terzo componente della spedizione, Martin Maier, riuscì invece a salvarsi e a ridiscendere al campo base (news).    

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