Quai Pride, il raduno di drytooling al Bus del Quai

Il report di Gabriele “Lele” Bagnoli

26 marzo 2019
Sabato 16 marzo 2019 si è svolto Quai Pride, il raduno di drytooling al Bus del Quai (Iseo, BS).

Di seguito il report di Gabriele “Lele” Bagnoli, che racconta l’evento e la storia di una falesia che ospita alcuni tra i tiri dry più duri al mondo. Con un pensiero ad Andrea Arici, a cui è stato dedicato il raduno.

“Drytooling
Un gioco di acrobazia, tecnica, resistenza e una buona dose di fortuna
Un’espressione di libertà
Il futuro per una nuova espressione di alpinismo o per un pomeriggio con gli amici
L’opportunità di vivere nuove emozioni in tutte le stagioni”
Cit.
 

La prima cosa a cui penso è che se Andrea ci fosse stato si sarebbe divertito e avrebbe dato spettacolo con una sua salita, come faceva nelle finali dell’Alpin Cup, condividendo con le numerose persone accorse per l’evento la passione per il dry! Andrea Arici è stato uno tra i primi italiani ad aver dato un valore aggiunto al movimento Dry. Aveva chiodato falesie di dry nel nord Italia e, prendendo parte alla ormai compianta Alpin Cup, aveva più volte lottato per la vittoria, confrontandosi nelle finali anche con il forte Mauro Rizzi, facendo nascere delle amicizie e trasmettendo ricordi ed emozioni che avevano riempito ed entusiasmato questo circuito di gare, alimentando ancor di più la passione per questa disciplina. Il Bus del Quai da oggi sarà un po’ casa sua, perché per l’occasione è stata posata una pietra decorata con il logo di super-man e il suo nome, al centro dell’imponente grotta che ha attirato un centinaio di climbers e non provenienti da tutt’Italia e dall’estero.

Quai Pride è stata una riunione internazionale nella stupenda location sul Lago D’Iseo, con vie di Total-Dry attrezzate dal padre creativo di questa falesia, il forte alpinista e speleologo di fama internazionale Matteo Rivadossi, opportunamente ripulite e riattrezzate per permettere a tutti di trascorrere una giornata di divertimento ed emozioni sportive.

Con un ingente lavoro di sistemazione quasi giornaliero, lo stesso Matteo e i bresciani Marco Verzeletti, Daniele Frialdi e Vincenzo Valtulini hanno dato vita a un evento eccezionale. L’organizzazione impeccabile ha permesso sia ai climbers neofiti, sia a quelli più esperti di scalare tutte le vie in totale sicurezza. Il divertimento e l’entusiasmo hanno reso questo raduno un vero successo. Inoltre è stato possibile assistere alle performance di alcuni fortissimi come gli stessi “locals” Rivadossi e Verzeletti, ma anche Mauro Rizzi e infine Daniele Frialdi. Quest’ultimo ha dato spettacolo cimentandosi sul tetto orizzontale della via Low G Man, D14, in Dry Tooling Style (DTS) ovvero senza Yaniro (figura 4), pendolando nel vuoto su una sola mano sul passo chiave e infiammando il pubblico presente.

Come a tutti i migliori raduni, non sono mancati buona musica motivante, barbecue e birra, omaggi ai partecipanti, test materiali Cassin, test delle nuove scarpe Kayland e dei materiali offerti da Alp-Station e BP climbers (a cui vanno i ringraziamenti).

Una festa all’insegna della condivisione, che ha riunito gli appassionati di una disciplina ancora poco conosciuta ma sicuramente capace di stupire e accendere nuove emozioni.

Una di quelle feste che tutti vorrebbero ripetere!

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