Simon Chatelan, l’apritore

L’alpinista svizzero che colleziona nuove vie prepara anche un “topo” per chi vorrà provare a ripeterle

18 maggio 2021
L’alpinista svizzero Simon Chatelan fa parlare di sé soprattutto in quanto apritore.

Perfino sui social è così che si presenta: “Route setter, Trad, Dry Tooling, Ice and mixed climber”. “Route setter” innanzitutto.

Originario di Vaulruz (Friburgo, CH), di professione meccanico, Simon Chatelan si è appassionato soprattutto al misto d’alta difficoltà e al drytooling. Con le picche, proprio come veri e propri attrezzi del mestiere, è perfettamente a suo agio.

Simon ha fatto la sua prima esperienza di misto solo pochi anni fa sulle rive del Glacier d’Argentière (FR), dove si trovano numerose vie di difficoltà media e alta. La sua particolare vocazione di apritore si è espressa quasi immediatamente. La ricerca di nuove linee, all’inizio, era finalizzata soprattutto a trovare il terreno adatto ad allenarsi anche sulle Prealpi Svizzere, senza allontanarsi troppo da casa. Falesie umide, con roccia marcia ed erba gelata… l’ideale per sperimentare quello stile un po’ “scozzese” che Simon ama definire “alpinismo estremo a bassa quota”.

Questo tipo di allenamento ha permesso a Simon di perfezionare non solo la tecnica ma anche la curiosità e il sesto senso che gli hanno permesso di aprire un gran numero di itinerari su dry e su misto, lunghi e corti, in media e in alta quota.

Tra questi uno dei più interessanti è sicuramente "Full dry for love" (260 m, M7+. Simon Chatelan e David Pache, 2016) alla Tête Biselx, la cima principale dell’incantevole microcatena delle Aiguilles Dorées, sul versante svizzero del Monte Bianco. Ma anche "L’accidentelle et l'accidenté" (850 m, M7. Simon Chatelan e Silvan Schüpbach, 2019) all'Aiguille de l’Amône, ancora nel gruppo del Bianco, oppure "Fury Road" (600 m, M6, WI6. Simon Chatelan, Nicolas Jaquet, 2020) sui Rochers des Gagnèries e "La perte des uns, c'est l'éthique des autres" sull’imponente Mont Collon (Vallese, CH). Di quest'ultima pubblicheremo a breve la relazione.

Il prossimo progetto di Simon Chatelan, in quanto apritore, è quello di relazionare queste e altre vie per i possibili ripetitori. Tra pochi mesi – probabilmente il prossimo autunno, prima che la stagione abbia inizio – uscirà il suo “topo”, una guida di itinerari su misto e drytooling della Svizzera occidentale.

Non si tratterà di una semplice selezione di vie: Simon cercherà di presentare il massimo numero di itinerari d’alta montagna e di media quota che si trovano nelle Alpi e Prealpi dell’ovest della Svizzera. Ci saranno principalmente linee di misto su difficoltà da media a estrema. Non mancherà qualche via facile, adatta ai principianti. Anche se, come afferma lo stesso Simon «A differenza di quanto avviene in arrampicata sportiva su roccia, su misto anche le vie più facili richiedono alcune conoscenze di base d’alpinismo».

MR

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