Tibet, Nepal, Pakistan-aggiornamenti dalle spedizioni

01 ottobre 2020
Piccolo aggiornamento sulle poche spedizioni attive in Tibet, Nepal e Pakistan.

È di ieri la notizia della prima salita di stagione su un Ottomila: una spedizione cinese, l’unica autorizzata dopo quella che ha scalato l’Everest a maggio, si è conclusa con successo sul Cho Oyu: dodici alpinisti e undici guide hanno raggiunto la cima lungo la via normale, in territorio tibetano.

Un’altra grossa spedizione si sta muovendo in Nepal: si tratta di un gruppo proveniente dal Bahrein, guidato dall’agenzia Seven Summit Treks, che ha come obiettivo il Manaslu. Il gruppo si sta acclimatando sul Lobuche.

Quella del Bahrein potrebbe essere una delle poche spedizioni straniere in Nepal per la presente stagione, forse l’unica. Il governo nepalese infatti ha definito un protocollo di sicurezza anti-COVID molto restrittivo che impone ai visitatori stranieri un doppio test per dimostrare la propria salute e una settimana di quarantena all’ingresso del Paese.

Situazione leggermente diversa in Pakistan dove ci sono già alcuni alpinisti stranieri in azione. Il Muchu Chhish, già tentato senza successo da una squadra ceca, ha respinto anche Phillipp Brugger e Jordi Tosas (quest’ultimo ha raggiunto in solitaria la quota 7000 m). Colin Haley si trova sul K6 dove ha raggiunto quota 6300 m prima di essere costretto a scendere a causa del maltempo. Symon Welfringer e Pierrick Fine stanno tentando la scalata del Sani Pakush.

Sempre in Pakistan, da segnalare un progetto ambizioso: l’agenzia Seven Summit Treks ha organizzato una spedizione invernale al K2. Capo spedizione dovrebbe essere Dawa Sherpa, tra i componenti della squadra John Snorri e Muhammad Ali Sadpara.

Fonte: explorersweb.com.

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