Ticino: cascate mai viste

No more diesel 150m WI6 e Anche per oggi... 250m WI5

15 febbraio 2012     Il 12 febbraio gli svizzeri Floriano Martinaglia di Lugano e Luca Godenzi di Poschiavo sono riusciti a salire una splendida e difficilissima cascata in canton Ticino. Si tratta di No more diesel 150 metri, III+/6/M6+/ S/X.   L’effimera colata si trova poco distante da Diomede, che lo stesso Martinaglia ha aperto pochi giorni fa con Nikita Uboldi.  Il giorno successivo Floriano si è legato ancora con Nikita per la prima ascensione di Anche per oggi non si lavora, un’altra lunga e attraente colata nei pressi di Biasca.    Sembra che Martinaglia abbia sotto controllo il suo territorio come nessun altro e che nulla gli sfugga; quando è il momento, con i suoi bravissimi compagni, coglie i frutti del gelo, scalando senza sosta, in preda ad una sorta di ossessione da ghiaccio. Questa è infatti la terza linea nuova in 4 giorni e la quinta in una settimana.   Il nostro  se la cava bene non solo con le piccozze, ma è anche un abile narratore e  ci ha regalato questo racconto:      NO MORE DIESEL   “No more diesel”, poiché rimanere senza gasolio per strada è un impiccio non indifferente.   Luca è partito presto stamane dalla sua Poschiavo. Ha varcato 3 passi alpini per venire ad infilarsi con cautela sulle croste e i piccoli e infidi cavolfiori di ghiaccio che segnano la prima lunghezza di questa nuova cascata. L’ho scovata un mattino passando in autostrada dopo il turno notturno. Malgrado le palpebre cadenti, quella spada di ghiaccio incollata alla parete non poteva passare inosservata.   È una splendida giornata e all’attacco c’è pure il sole. Dall’altro lato della valle alcuni ice-climber ripetono DIOMEDE+THE KING, “inventata due giorni prima con Nikita, amico aspirante-guida. La prima lunghezza di oggi mette paura: entrata in placca ripida in dry e poi vetrato buono per appoggiarvi il monopunta.   Un po’ di zolle d’erba gelata dopo 10 metri rilassano i nervi. Niente fessure, niente tacche…aleatorietà assicurata, protezioni nulle. Poi il ghiaccio fa la sua comparsa e allora ci si assicura, ma solo con viti da 10 centimetri. Il free-standing a 30 metri da terra è un sipario improteggibile, appoggiato a petali e cavolfiori. Un buon friend e si aggancia sopra il tetto…   Poi dalla sosta meduse fin dentro un tetro strapiombo, con un sigaro cariato e scolpito in pochi giorni di freddo. Ma la musica quassù è più rilassante. Dopo l’unico tratto “gobbo” parte la “spada” di 50 metri verticali, ed è la lunghezza più facile, con un ghiaccio da sogno, morbido al punto giusto, scolpito al punto giusto.   Siamo di nuovo agli zaini. Temevo di aver costretto Luca, con la sua modestia e silenziosità, ad una trasferta per una cascata troppo facile, ed invece ci rendiamo conto che questa volta siamo andati oltre…Su questa parete di granito, a piombo sull’autostrada del Gottardo, abbiamo trovato 150 metri di roccia, ghiaccio sottile, free-standing, meduse, sigaro e muro fisico, tutto ciò che un ghiacciatore cerca su di una cascata. Una linea effimera, formatasi in una settimana e destinata a sciogliersi con il primo rialzo termico.   Avevo promesso a Luca, goloso come me, una buona pasticceria, ma il girovagare per le strade della valle con gli occhi strabuzzati alla ricerca di linee fantasma mi ha fatto scordare il rifornimento di gasolio. Povero Luca, 3 ore per tornare a casa, e per di più senza torta…    ANCHE PER OGGI NON SI LAVORA Il giorno dopo Nikita mi convince a ritornare per la terza volta in Leventina. Ho la macchina ferma a lato della strada senza gasolio, e una cascata di 200 al di là della valle che ci guarda.   Risolto il problema del mezzo di trasporto, alle 9 siamo all’attacco di questa colata, lungo serpente che si inerpica fra pareti di granito tappezzate di frange fatiscenti. In’ alto un dedalo di meduse sostiene un enorme sipario da dove zampilla una cascata d’acqua. Penso fra me e me: “ oggi non potevo andare al lavoro?”.   Ma ormai il dado è tratto. Partiamo per una sequenza di 4 lunghezze su ghiaccio morbido e non troppo difficile, fino ai 70 metri finali, dove l’arrampicata si fa tecnica e aerea.   L’acqua cola e le corde sono ormai di acciaio, ma l’uscita è vicina. E’ la terza cascata nuova in Leventina in soli 4 giorni, più altre due in valle di Blenio, accompagnato dalla mia fidanzata Marina. “Domani andrò al lavoro”, mi dico, e grazie al cielo “riuscirò a riposarmi” …   NO MORE DIESEL prima salita: F. Martinaglia e Luca Godenzi il 12.02.2012 150 metri, III+/6/M6+/ S/X, nessun materiale lasciato.   Accesso:  si raggiunge percorrendo l’autostrada Chiasso-Airolo uscendo a Faido-Chiggiogna. Svoltare in direzione Faido e dopo un centinaio di metri imboccare la strada a sinistra che con un sotto-passo autostradale permette di portarsi dal lato opposto della valle. Ancora svolta a sinistra e dopo 500 metri si è in vista della cascata. Risalire in 15 minuti il bosco. NOTA: colata effimera formatasi solo quest’anno, in circa 8 giorni di freddo. Per ora riceve il sole fino alle 11.00.   ANCHE PER OGGI NON SI LAVORA Prima salita: F. Martinaglia e Nikita Uboldi il 13.02.2012. 250 metri, III/5, lasciati due cordoni per le calate. NOTA: pure questa è una colata effimera, mai formatasi prima. Tuttavia rimane all’ombra, ma ha una notevole portata d’acqua. Accesso:si raggiunge percorrendo l’autostrada Chiasso-Airolo e uscendo a Biasca.  Si prosegue circa 2 Km. dopo il paese di Bodio, e svoltando a sinistra all’indicazione “zona industriale” si percorre una strada che permette tramite sotto-passo di portarsi al di là dell’autostrada. Si segue per 1 km. la sterrata che fiancheggia l’autostrada stessa in direzione sud, fino a giungere in vista della cascata. Risalire la pietraia fra faticosi rovi. 30 min. dall’auto.  
Banner c upclimbing 6

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875