Transiberiana Express, 600 m, M5, V, 80°

Relazione di una nuova via in Piccole Dolomiti

18 febbraio 2020
Matthias Stefani presenta “Transiberiana Express”, un itinerario di ghiaccio e misto che vince i punti più vulnerabili della parete NNO di cima Mosca seguendo, con linea logica, una serie di solchi nevosi, camini e goulotte ghiacciate.

Alcuni tratti della prima parte della nuova via sono in comune con il percorso seguito da O. Menato e N. Savi nell’estate 1932 (in parte franato). La prima lunghezza è in comune con la via “Bettega-Maslowski” (A. Peruffo, I. Ferrari 2005) mentre l’uscita in vetta è in comune con “Magic Couloir” (T. Bellò, M. Vielmo 1998). L’itinerario è stato salito il 7 febbraio 2020 dopo un precedente tentativo del 7 dicembre 2019. La valutazione delle difficoltà si riferisce alle condizioni incontrate in apertura (scarso innevamento).

 

Piccole Dolomiti, Prealpi Venete (Veneto)
Cima Mosca 2141 m, parete nord/nord-ovest
Transiberiana Express
M. Stefani, N. Bertolani, 7 febbraio 2020. Prima ripetizione: Serafino Ripamonti (Ragni di Lecco), Marcello Sanguineti (CAAI), 15 febbraio 2020
600 m ca., M5, V, 80°

 

Materiale: classico da ghiaccio e misto, una serie di friends (fino al n. 2 BD, utile doppiare le misure n. 1 e 2 BD), 3/4 viti da ghiaccio corte, qualche chiodo. Tutti i chiodi usati dagli apritori sono stati lasciati.

Accesso: raggiungere il Passo di Campogrosso e parcheggiare nei pressi del rifugio omonimo. Prendere il sentiero n. 157 che, in falsopiano e con un lungo giro, traversa prima il Giaron della Scala, poi il Pra’ degli Angeli e infine il Boale dei Fondi. Oltrepassare quest’ultimo e raggiungere la vicina Sella dei Cotorni. Proseguire, ora in discesa, per il sv. 158 fino a immettersi nel bacino dei Colori. Risalire l’omonimo vajo pervenendo, dopo circa 50 m di dislivello, a un bivio: tenere l’impluvio di sinistra (a destra si va verso il “Vajo Camosci”). Portarsi a ridosso dell’evidente parete nord di Cima Mosca e quindi a un secondo grande bivio: a destra si prosegue per il “Vajo dei Colori” mentre l’ampio canalone di sinistra porta al “Vajo Valdagno”. Nei pressi del primo stretto intaglio obliquo, poco a sinistra del punto più basso della parete, si trova l’attacco (in comune con la via “Bettega-Maslowsky”). 1,15 h.

Relazione:

L1: risalire il solco obliquo tra brevi colate ghiacciate fino a una nicchia gialla dove si trova la sosta su 2 chiodi con cordone e maillon di calata. 50°, 60°, 70°, brevi passi di misto, 45 m;
L2: spostarsi a destra della sosta e vincere un tratto verticale su misto sfruttando sottilissime rigole ghiacciate che conduce a una goulotte appoggiata; proseguire facilmente fino a un anfratto con sosta su 2 chiodi con cordone e maillon di calata. M4, 50°, 2 chiodi. 50 m;
L3: uscire dalla nicchia sulla destra superando un breve tratto di ghiaccio verticale, quindi seguire il solco innevato progressivamente più ampio e appoggiato fino alla sosta (2 ch. e 1 nut incastrato con cordone e maillon di calata), attrezzata a sinistra nei pressi di un anfiteatro roccioso. Passaggio su ghiaccio a 75° poi 40°-45°, 50 m;
L4: risalire un canalino che si trova a destra di un grande camino strapiombante e conduce a un muro di neve verticale, superarlo e proseguire fino ad una cengia sottostante un enorme ed evidente tetto. Seguire la cengia per pochi metri verso sinistra fino alla sosta (2 ch. e una clessidra con cordone e maillon di calata) alla base di un angusto camino strapiombante. 70°, breve tratto a 80°, pass. di M3, 50 m;
L5: attraversare il camino abbassandosi di pochi metri e iniziare un traverso ascendente su roccia delicata sfruttando sottili tacche orizzontali fino a una cengia esposta che porta alla base del successivo lungo camino. Sosta su 2 ch. a sinistra di quest’ultimo. V, 60°, 2 clessidre con cordino e 1 chiodo. 25 m;
L6: scalare il camino sfruttando una sottile rigola ghiacciata fino a un breve strapiombo. Superarlo (passo chiave, utili friend medi) e immettersi in un solco nevoso appoggiato che, dopo pochi metri, diventa goulotte di ghiaccio. Sostare pochi metri prima della fine dal canale sulla sinistra (2 ch.). M3, M4, M5, ghiaccio a 80°, poi 60° e ghiaccio a 70°. 2 ch. e un cordone su masso incastrato. 55 m;
L7: percorrere gli ultimi metri del canale fino allo spallone N/O e, con un lungo traverso ascendente verso destra, passare in versante nord-ovest. Sostare alla base di un canalino ghiacciato. Sosta da attrezzare su ghiaccio. 50°/60° e ghiaccio a 70°. 55 m;
L8: salire lungo il canalino e le successive colate ghiacciate, spostarsi verso destra e fare ingresso in un ampio canale nevoso. Sostare sulle rocce di destra all’inizio del canale. Sosta su 1 chiodo con cordone da rinforzare con friend medio-piccoli. M3, tratti di ghiaccio a 70°, 55 m;
L9, L10, L11: proseguire per il canale nevoso che conduce, su pendenze medie, al pendio finale di cima Mosca. 50°/60°, tratti a 70°, possibilità di sostare su fittoni o protezioni veloci, 220 m circa.

 

Discesa: procedere verso sud per facile cresta. Dopo poche decine di metri abbandonarla e abbassarsi a sinistra sul Boale Mosca (inizialmente ripido, possibilità di calarsi dai vari mughi) fino a ricongiungersi con il Boale dei Fondi. Scendere lungo questo fino a intercettare il sentiero 157 che riporta comodamente a Campogrosso. 1,15-1,30 h.

Nota: è possibile percorrere solamente le prime 4 lunghezze denominate “Goulotte Mosquito”, tornando all‘attacco con 4 doppie (soste attrezzate per la calata).

Informazioni e immagini fornite da Matthias Stefani.

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