Tre morti sul Gran Sasso tra Natale e Santo Stefano

Condizioni insidiose e forse poco considerate non hanno lasciato scampo

26 dicembre 2019
Sono tre i morti che in soli due giorni, tra Natale e Santo Stefano, si contano sul Gran Sasso a distanza di poche ore.

Ieri, una donna pare sia scivolata su una lastra di ghiaccio e sia precipitata senza più essere individuata per diverse ore. I familiari, non vedendola rientrare, nel tardo pomeriggio del 25 hanno dato l’allarme e così sono scattate le operazioni di ricerca, durate tutta la notte col supporto anche dell’elicottero, che ha portato gli uomini del soccorso in quota dove è stato ispezionato il ghiacciaio del Calderone e la zona sottostante al rifugio Franchetti.

Il corpo di Franca Di Donato, 49 anni di Isola del Gran Sasso, è stato ritrovato presso il canalone dei Ginepri, a circa 2500 metri di quota, dove è stato recuperato.

Facevano parte di un gruppo di tre persone invece i due escursionisti morti stamattina mentre si dirigevano verso la ferrata Ricci. A quanto risulta, il gruppo avrebbe pernottato presso il Rifugio Franchetti per poi partire verso le prime luci di oggi. Si dovrebbe trattare di due appassionati di montagna di Sulmona che pare ancora per una scivolata, sono caduti senza possibilità di scampo.
Marco Iovenitti, guida alpina e responsabile piano valanghe sul Gran Sasso, ha lanciato un all'allarme soprattutto per le condizioni di alcuni versanti che, malgrado la scarsità di neve, risultano molto pericolosi.

"Neve un po' ce n'è poi però ha piovuto e ha fatto vento fortissimo, raffiche fino a 180 all'ora, quindi è diventato tutto una lastra di ghiaccio ovunque, anche dove non c'è neve. Perfino sull'erba è tutto ghiacciato, tutto vetrificato.

La montagna è molto insidiosa in questo periodo, da 1000 a 1600/1700 metri circa, pendii esposti a sud sono praticamente senza neve ed in veste estiva. Da 1800 a 2900 metri circa, c’è presenza di manto nevoso, anche di piccolo spessore e non continuo, e di ghiaccio vetrato su tutti i versanti.

Quelli al di sotto dei 1800 metri esposti a Nord, Nord-Est, Nord-Ovest (che prendono poco sole) presentano la medesima situazione. I forti venti di garbino dei giorni scorsi, uniti alla pioggia caduta violenta anche a quote di 2100/2200 metri, hanno letteralmente vetrificato tutti i pendii, anche quelli dove non c’è manto nevoso.

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