Viaggio nel tempo, 950 m, M4+, IV, 80°

Nuova via in Piccole Dolomiti

24 febbraio 2020
Matthias Stefani e Matteo Rini hanno aperto “Viaggio nel tempo”, un itinerario alpinistico invernale in Piccole Dolomiti.

“Viaggio nel tempo” è un percorso dal lungo sviluppo che, dalla base della Guglia del Rifugio, conduce direttamente alla Cima Tre Croci seguendo i punti deboli della parete.

Alcuni tratti delle prime lunghezze sono in comune con la via tracciata da N. Ceron, L. Pitassi e L. Garbin nell’ agosto 1956 (LAV ’56 p. 164). L’uscita in vetta avviene invece seguendo la cresta finale dei Vaji Fornasa e Paradiso (“Percorsi Alpinistici Invernali Zevola-Tre Croci-Plische-Carega”, T. Bellò, p. 89). Nonostante le di difficoltà non siano tecnicamente elevate, l’itinerario non va sottovalutato: lo sviluppo e l’impegno complessivo impongono una buona preparazione alpinistica. Lungo il percorso si trovano alcuni chiodi e cordoni nei punti di sosta. Le difficoltà attribuite ai passaggi si riferiscono alle condizioni di scarso innevamento trovate durante la salita. Con migliore innevamento alcuni tratti sono sicuramente meno impegnativi.

 

Piccole Dolomiti, Prealpi Venete (Veneto)
Cima Tre Croci, 1939 m, parete NNE
Viaggio nel tempo
M. Stefani, M. Rini, 6 gennaio 2020
950 m ca., M4+, IV su roccia, 80°

 

Materiale: classico da ghiaccio e misto, una serie completa di friend, chiodi da roccia assortiti, 2 corde da 60 m.

Accesso: dal Rifugio Cesare Battisti (Località Gazza, VI) portarsi alla base del pendio sottostante l’evidente grande colatoio che caratterizza la parete est della Guglia del Rifugio e della Cima Tre Croci (20-30’).

Relazione:

L1: risalire il facile pendio nevoso fino alla base della parete. Sosta su 1 chiodo. 50°, 60 m;
L2: superare la prima fascia rocciosa con un traverso ascendente verso destra fino a un’esile cengia. Continuare in verticale puntando a un evidente caminetto che si supera direttamente fino al primo nevaio. Sosta (1 ch.) alla base della seconda grande fascia rocciosa. 60 m di cui 35 su misto, poi pendio a 40°/50°, 1 chiodo con cordone;
L3: risalire una serie di balze ghiacciate verso destra portandosi alla base di un pilastro roccioso dove sostare su mughi. brevi passi su misto e 60°, 30 m;
L4: vincere direttamente il pilastro raggiungendo una cengia sottostante alcuni grandi strapiombi gialli. Sosta su grosso mugo con cordone. Tratto su misto poi IV su roccia, buone fessure per friends medio-piccoli, 30 m;
L5: traversare a sinistra (esposto) fino alla sosta (1 chiodo). Lungo il tiro 1 clessidra con cordone e ottime fessure per friend medio-grandi. 25 m;
L6: continuare in traverso sotto una breve fascia strapiombante, in massima esposizione, fino a individuare la sosta (1 chiodo zincato). 25 m;
L7: spostarsi poco a destra della sosta e scalare una placca esposta nel punto più facile fino a entrare in un evidente colatoio (rigole ghiacciate). Proseguire per alcuni metri fino alla sosta sulla sinistra (1 chiodo+cordone+mugo). Tratto iniziale su misto verticale, difficile da proteggere. Tiro chiave per esposizione e difficoltà, 30 m;
L8: proseguire lungo il bel colatoio ghiacciato fino a un caminetto. Superarlo direttamente e uscire in un ampio canale. Continuare su pendenze inferiori fino all’evidente sosta sulla destra (2 chiodi+cordone). 60°, passaggio su misto seguito da facile canale a 40°-50°, 40 m;
L9: continuare lungo il canale, ora più verticale, superando alcuni brevi risalti ghiacciati e puntando a un caminetto che si trova a destra di alcuni grandi strapiombi gialli fino a individuare la sosta (chiodo+cordone). 50°, 60°, 70°, brevi passaggi su misto, 60 m;
L10: salire verticalmente sopra la sosta lungo il caminetto, traversare leggermente a sinistra e proseguire su una lingua di neve ascendente che porta alcune decine di metri sotto la cresta. Qui sostare (mugo). roccia delicata, 30 m;
L11: individuare un caminetto che solca una placca rocciosa, superarlo per raggiungere la cresta e sostare su grosso mugo. passi di misto, qualche mugo scoperto 30 m;
L12: proseguire lungo l’esile cresta aggirando sulla destra due grandi pinnacoli (facile ma esposto) fino alla base di uno sperone verticale solcato da una fessura lineare. Qui sostare su spuntone. 30 m;
L13: scalare lo sperone servendosi della bella fessura e proseguire in cresta fino a un altro grande sperone roccioso che sbarra la via. Aggirarlo sulla sinistra con un delicato traverso e immettersi in un canale verticale (nascosto) che porta a un’esposta terrazza affacciata sul Vajo Paradiso, ai piedi di una parete gialla. Qui sostare (clessidra+cordone+mugo). 15 m di IV (ottima fessura per friend medio-grandi), tratto di cresta, poi 70°e 80°. 60 m;
L14: aggirare la parete gialla a sinistra per una decina di metri e guadagnarne la sommità tramite una breve placca fessurata. Da qui, seguendo la cornice nevosa verso destra, fare ingresso in un ampio canale che si trova nei pressi dell’uscita del Vajo Paradiso (possibilità di interrompere la salita calandosi lungo il Vajo Paradiso). Sostare su mugo con cordoni. Breve tratto di III/IV e 60°, 45 m;
L15: proseguire lungo il pendio nevoso fino alla base del caratteristico pinnacolo che si trova al suo termine (Guglia Matteo). Un canalino roccioso conduce a pochi metri dalla cima di quest’ultimo. Sostare (spuntone+cordone) su un terrazzino con grossi massi. 50°/60° e brevi passaggi su misto, 60 m;
L16: scendere pochi metri fino a una forcellina affacciata sul Vajo Nord; traversare a sinistra e salire lungo il pendio fino a uscire a destra sulla cresta rocciosa. Superare un altro pinnacolo roccioso fino a un’altra forcellina con dei grossi massi caratterizzata da un particolare “ponte di roccia” sospeso. Qui si sosta (clessidra+cordone+maillon). 70°/75°, passaggi su misto e su roccia (III/IV), 60 m;
L17: aggirare l’ultimo pinnacolo scendendo per circa 15 m lungo il verticale canalino sotto la sosta, quindi traversare a sinistra ed entrare in un canale che esce sul pendio finale. Possibile sosta su mugo. 70°/80° e diedrino di III/IV da superare in discesa (oppure calata di 20 m circa in traverso da S16), 20 m;
L18: proseguire lungo il canale che conduce al pendio finale. Possibile sosta su grosso mugo. 60°, 70°, 50°, 60 m;
L19: uscire facilmente in vetta su pendio nevoso. 40°, 50°, 60°, 200 m circa.
 

Discesa: dalla cima scendere su pendio nevoso prima verso ovest, poi verso nord fino a raggiungere il Passo delle Tre Croci o della Lora. Su comodo sentiero tornare al Rifugio Cesare Battisti (50-60’ ca.).

Informazioni e immagini fornite da Matthias Stefani.

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