Murelle Monamour (250 m D+), Exploranda (350 m TD-)

Nuove vie su Majella e Gran Sasso per Iurisci e compagni

18 settembre 2016
Cristiano Iurisci e compagni presentano due nuove vie aperte quest'estate una in Majella (Murelle) e l'altra al Gran Sasso (Paretone): Murelle Monamour (250 m D+) e Exploranda (350 m TD-).

Entrambe le linee corrono su settori “marginali” delle grandi pareti. Murelle Monamour si sviluppa su roccia discreta/buona, in un ambiente grandioso e isolato; Exploranda ha un carattere ancora più selvaggio con tratti su roccia mediocre e un avvicinamento davvero complesso, tanto da fare parte integrante delle via.
Due ascensioni (soprattutto la seconda) complessivamente impegnative, con accesso e discesa complicati, riservate ai più esperti.

 

Majella, Parete NNW delle Murelle, 2596 m
Murelle Monamour
Cristiano Iurisci, Massimo Zulli, 21 giugno 2016
250 m D+ IV, V, 1 passo VI+

Materiale: dadi e friend medi, 5-7 chiodi

Avvicinamento: dal rif. Pomilio proseguire in direzione WSW su sentiero che taglia il primo tornante della strada chiusa al traffico che sale al Block House. Ripreso l’asfalto, in altri 15' si arriva al termine della strada. Sempre su sentiero oltrepassare il Monte Cavallo e raggiunge una fontana, 2080 m, 1h 15’. Prendere ora a sx, in leggera discesa (sent. 5), oltrepassare un valloncello e una mugheta fino ad affacciarsi su un piccolo anfiteatro sormontato da una paretina. Ancora in traverso raggiungere e superare un crinale (ferratina) per affacciasi sul profondo vallone di Vallevona, ai piedi dalle parete N delle Murelle. Seguire la traccia che entra dell’anfiteatro fino quasi sotto al gradino roccioso a monte, piegare a sx per traversare l’intero anfiteatro e proseguire su traccia sotto la parete opposta (W). Girare l’angolo e proseguire per trace sul versante N, in piano per circa 100 m (visibile la parete dove corre la via). Presso il centro dell’anfiteatro risalire in diagonale per il sentiero “dell’aeroplano” fino alla base dello speroncino che costituisce l’attacco della via. 3h 15’ dal rifugio.

Relazione:
L1: attaccare appena a sx dello spigolo, puntando ad un diedrino che sale a sinistra del filo del pilastrino. Superare lo strapiombetto a destra della clessidra con cordone lasciato (4 m da terra) ed entrare nel diedrino (2 m VI+, oppure V+/A0). Proseguire nel diedro (12 m, V-, roccia a tratti mediocre) e, giunti ad un ripiano, piegare a sinistra (ch.) a prendere una rampetta (4 m, V) che permette di traversare decisamente a sinistra. Giunti quasi allo spigolo (4 m, IV), risalire la placca di destra (passo V+). Sostare nei pressi dello spigolo, sotto la verticale della vetta del pilastrino (ch. con cordone). 40 m;
L2: oltrepassare lo spigolo verso sx (IV+) e proseguire su terreno più facile fino a una forcella. Superare un secondo pilastro (15 m di arrampicata atletica ma non difficile, IV). Scesi ad una selletta superare un altro piccolo gendarme (III), quindi per roccette puntare alla base di una più grande parete. Salire qualche metro e sostare, 40 m;
L3: belle fessure e placche verticali per 20 m, roccia buona, V-/V; continuare per diedri e fessurine piegando un po’ sulla destra a rimontare uno stropiombetto (10 m, passo V). Sostare su ripiano poco prima della fine della parete, 45 m;
L4: scalare sulla dx, ottima roccia, la paretina sopra la sosta (10 m III+), uscire su esile crestina e spuntoni, continuare in cresta per 25 m (I, II) fino a un groppone erboso. Proseguire 10 m su erba e sostare ai piedi della parete successiva. 55 m;
L5: scalare le belle fessure e fenditure della parete verticale (25 m, IV, passo V su strapiombetto) fino in cima, quindi attaccare la paretina a monte (10 m III). Raggiungere una selletta (2 m in discesa), quindi una più facile paretina e altri 10 m di II su sfasciumi e piastrini sostando dove comodo (cordone su spuntone). 55 m;
L6: proseguire su terreno facile per altri 50m (II, III, roccia buona, solo a tratti rotta) fino a uscire su roccette più facili in vista di una selletta e della cima delle Murelle.
Altri 150 m di sfasciumi ed erba ripida portano in vetta.

Discesa: per prati a sx della parete (osservandola dal basso) appena salita. Dopo circa 150 m reperire una piccola selletta sulla cresta rocciosa a sx che permette di scendere (II) su un ripido ghiaione, in vista dello spigolo iniziale della via salita, che conduce sui prati già percorsi in avvicinamento. Dalla cima all'auto 3h 40’ ca.


Gran Sasso d’Italia, Vetta Orientale
Picco Jannilli (toponimo proposto), 2343 m
Exploranda
Cristiano Iurisci, Emanuele d’Amico, Luca Gasperini, 17 agosto 2016
350 m, TD- IV, V

Materiale: dadi e friend medi, almeno 7-8 chiodi. Soste da attrezzare.

Avvicinamento: dal piccolo borgo di Casale San Nicola (850 m, frazione di Fano a Corno, a pochi km dall’uscita casello Colledara -autostrada A25-) seguire il percorso di avvicinamento della via Jannetta al Paretone (vedere guida TCI Gran Sasso d’Italia). Salire per la via Jannetta fino all’altezza dello sperone dal quale si traversa verso l’M1. Salire lo sperone per 80 m, fino ad affacciarsi sulla sx a un profondo colatoio proveniente dalla sella che collega il Picco Jannilli al Paretone vero e proprio (zona ‘Farfalla’) e dove corre la via Cantalamessa-Tosti. Scendere per qualche metro fino a trovare un cordino su spuntone per una doppia di 30 m che permette di accedere al canalone suddetto. Risalirlo per 80 m su sfasciumi (I, II), superando una strozzatura (passo di III); poco oltre traversare sulla sinistra per 80 m lungo una cengetta erbosa sotto una paretina. Giunti allo spigolo scendere in un colatoio parallelo, proveniente dalla base della parete NE del Picco Jannilli. Risalire il colatoio fino ad un primo zoccolo della parete, 70 m di II, III- su roccia ora buona ora rotta. Raggiungere una cengia concava ghiaiosa oltre la quale inizia la parete vera e propria, sotto la verticale della guglia d’Andrea. 4 h 15’.

Relazione:
L1: attaccare la parete sulla destra lungo una vaga rampa ascendente; proseguire per risalti, brevi caminetti e muretti (IV+, passo V) su roccia di qualità variabile ma poco proteggibile e cosparsa di detriti. Uscire su larga cengia ghiaiosa e terrosa ai piedi di una larga parete verticale e repulsiva. 50 m;
L2: traversare 80 m a sx (I, II) fino all’unico punto debole della parete sovrastante: una rampa diagonale a dx;
L3: superare uno strapiombetto (V-) che permette di accedere alla rampa, quindi proseguire per questa su roccia ancora poco chiodabile e a tratti detritica. Salire in diagonale superando placche (III, IV, IV+) e sostare dopo 50 m sotto un diedro più verticale, erboso nei primi due metri;
L4: scalare il diedro (roccia a tratti mediocre, 10 m, IV, passo V-) e salire per via logica leggermente verso dx (40 m, II, III) avvicinandosi alla base della guglia D’Andrea. Sostare dopo 55 m prima di un anfiteatro che si apre a destra della guglia;
L5: entrare nell’anfiteatro e puntare al diedro/rampa che si apre sulla parete verticale appena a dx della guglia (30 m, II, tratti con erba e ghiaia). Risalire un primo zoccolo della rampa (III) e sostare appena prima che questa si faccia più verticale, 40 m;
L6: seguire la rampa/diedro per 35 m (IV-/IV, passo di V, roccia discreta ma a tratti rotta e erbosa), uscire al suo limite dx a un ripiano, continuare dritti (10 m, erba, ghiaia) e sostare sotto una parete più verticale, pochi metri a sx dello spigolo dx della parete;
L7: uscire dalla parete su cengia (I) a dx, puntare allo spigolo, oltrepassarlo e, sempre su cengia esposta (II), tralasciare il profondo camino/colatoio che proviene da dx e salire qualche metro sul lato sx (passo III), all’inizio di una rampa/camino che sale parallela al fondo del più grande e profondo camino sottosante;
L8: salire lungo la cengia/diedro ascendente (10 m, III) fino a che è possibile scendere (2 m, III) sul fondo del camino che viene da dx. Continuare 40 m in camino/colatoio (III, passi IV-) e sostare sotto una nicchia;
L9: tralasciare un invitante camino e traversare a dx, per rampe e placche (II), fino ad uscire su terreno più facile. Salire poi leggermente a sx fino a fine corda per erba e roccette (II);
L10: 80 m su erba e roccette (I) in diagonale sulla sx fino in vetta al Picco Jannilli (2380 m circa - toponimo proposto in ricordo del grande alpinista Roberto Jannilli).

Discesa: tornare all’ultima sosta, quindi proseguire su erba e roccette per altri 80 - 100 m di dislivello puntando a sx, in direzione dell’evidente imbuto (da dove esce la Cantalamessa-Tosti) che separa il Picco Jannilli dallo spigolo ESE della Vetta Orientale. Giunti sul bordo effettuare due doppie di 55 m. Scendere pochi metri arrampicando verso destra, quindi andare a sx fino a un’altra sosta attrezzata. Tirare una doppia da 35 m e raggiungere un ripiano ghiaioso. Scendere arrampicando per altri 50 – 70 m fino a un’ultima doppia (55 m). Ci si trova su ghiaia, a dx inizia un colatoio ghiaioso mentre a sx una crestina separa da un altro colatoio più verticale e profondo. Scendere per quello di dx (più facile) per 100 m (II), quindi piegare a sx sulla linea massima pendenza appena questo finisce in aperta parete. Su erba, roccette e terreno delicato scendere per altri 80 - 100 m, quindi piegare a destra ad una spalla. Una rampetta (II, ghiaia) permette di tornare a sinistra fino ad immettersi sul più grosso e profondo colatoio proveniente da sinistra e abbandonato sull’ultima doppia. A seguire altri 100 m di colatoio e si finisce sotto la crestina (in alto a sx) dove si era scesi in doppia durante l'avvicinamento. Abbandonare il fondo e, su terreno delicato, salire (II, erba, passi di III in uscita) in diagonale a dx tra spuntoni di roccia. Uscire su cresta erbosa affacciandosi sul canale Jannetta. Seguire la cresta in discesa fino a quando diventa verticale. Una doppia di 50 m permette di raggiungere il canale Jannetta. Su terreno mai banale (150 m) tornare al Forcellino, quindi al sentiero di avvicinamento. 5 h per la sola discesa.

Relazioni e foto a cura di Cristiano Iurisci

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