Il Marocco, le Nuove Vie e quel Momento Magico

Realizzazioni e riflessioni di Simone Pedeferri dopo l'apertura de La Rueda Sahira

31 marzo 2017

Rientrato da qualche settimana e subito preso con i lavori del Melloblocco, abbiamo contattato Simone Pedeferri per spiegare qualcosa della sua nuova via aperta e liberata in Marocco, La Rueda Sahira, sulle bellissime e lussureggianti montagne di Talambote. Qui si ha poco del Marocco come lo si immagina. La verde vegetazione sottostante e le rosse pareti di calcare talvolta a canne fanno pensare più alla Spagna, che comunque è vicino a questo paese. Qui infatti, conferma Simone, gli spagnoli sono i più presenti ma ci sono anche francesi che stanno chiodando. I primi spit sono stati piantati intorno al 2010 e le possibilità sono ancora molto elevate anche perché c’è già una struttura recettiva dove si trovano di solito gli scalatore, il Cafè Rueda, ed in giro non c’è troppa gente. Con Mattia, Lorenzo, Simone e Mirko, il Pedeferri ha chiodato e liberato questa via di 8 lunghezze e difficoltà fino all’8b. Era la terza volta che Simone si reca in questo paese ed ogni volta è una grande emozione, specialmente quando arriva quell’istante dove…lasciamo a Simone la parola:

"Marocco. È la terza volta che vengo qui e tutte le volte questo paese mi ha spinto a scalare al mio limite ma non solo per le difficoltà delle vie (il limite su una parete ha molte sfaccettature). Il meteo, i giorni che finiscono per fare la libera, le difficoltà tecniche e tante altre cose.

2005, primo viaggio. Quel “momento magico” non l'avevo vissuto sulla parete che avevamo salito ma su un monotiro magnifico a Amelago, in un posto scoperto per caso e inaspettatamente in un paesino dove la luce elettrica non era ancora arrivata. Una canna perfetta di 8b mi aspettava. Era il primo viaggio che facevo dopo un brutto infortunio ad un tendine rotto per il 90% e al secondo giro riesco a trovarmi in cima. Sull'ultimo passo una placca strana, sotto una folla di bambini incuriositi che facevano il tifo. Marco mi assicurava. Era un momento perfetto, dove ho dato tutto e ho raggiunto la sosta. Il dito aveva retto, era guarito. Il giorno dopo io e Marco abbiamo liberato la via che avevamo aperto nei giorni prima con Cece nelle gole di Todra.

Nel 2010 ero a Taghia con un bel gruppetto di amici. Gio, Andrea e Davide avevano aperto una via e poi mi chiesero di provarla in libera. Era l'ultimo giorno; il “momento magico” fu quando liberai il quinto tiro, uno strapiombo di 8a, e il tiro successivo di 7c anche se la placca del settimo mi respinse all'ultimo movimento e c'era più tempo per riprovarla né le forze necessarie. Questo è ciò che ho sempre cercato nella scalata, quell’istante al limite e riuscire su di una parete ...... o fallire.
2017. Su una Mercedes del ‘70 guidata da Abdul con la musica dei Pink Floyd sfrecciamo a tutta velocità su una strada tortuosa per le montagne di Talambote. Io e Mirko sprofondiamo nei suoi sedili in pelle ormai consumati mentre fisso la maniglia della porta rifatta in legno, la scena sembra tratta dalla macchina di Pulp Fiction guidata da Travolta nel film di Tarantino. La macchina fa il primo tornante e vedo tutta la fascia delle pareti di Talambote e il pilastro Baraka dove passa la nostra via.
Ripenso che qualche giorno prima ero su quello strapiombo a 150 metri da terra e per tre volte all'ultimo movimento il mio dito non si è infilato in quel maledetto mono. Così vicino al successo e respinto per tre volte dal quel momento magico.
Mi ero concentrato perfettamente alla sosta prima di partire, ero sicuro di prenderlo, ero in quel momento dove capisci che il tiro è fattibile e sei vicino a farlo, basta concentrarsi e dare tutto. Mi muovo preciso nei primi movimenti, non posso cadere, e invece…

Rabbia! Urlo! Così lontano dall'Italia, da casa, su quel passaggio…

Due giorni dopo mi ero ripresentato sotto un sole incredibile, ormai ero lì e valeva la pena provarci, almeno un giro prima di mollare!!! Faceva talmente caldo che avevo deciso di togliere la maglietta nella speranza che le mani mi sudassero meno e quel maledetto mono l’ho preso, incredulo, e poi ho proseguito fino alla sosta. La via era fatta con quel tiro anche se ne mancavano altri ma erano fattibili. Ecco “il momento perfetto”. Ora, finito tutto, mi godo le curve delle montagne di Talambote che mi cullano mentre la macchina di Adbul ci porta dai suoi amici al mare io ripenso a quella sottile linea che c'è tra riuscire e fallire, fra il momento che la scalata ti spinge a raggiungere e la magia che cerco su una parete lontano da casa." Simone Pedeferri



Per la via Rueda Sahira servono 11 rinvii e friend da 0.5 e 0.75 per il primo e ultimo tiro. La via è perfettamente pulita e disgaggiata ma naturalmente per chi intendesse provarla si raccomanda attenzione.

 

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