Federica Mingolla e Matteo Della Bordella festeggiano Addio al Celibato

Al Frasassi Climbing Festival salgono interamente in libera la via di Samuele Mazzolini

27 settembre 2018

In occasione del Frasassi Climbing Festival, Federica Mingolla si è legata in cordata con Matteo Della Bordella e insieme hanno salito Addio al Celibato, via di Samuele Mazzolini che aveva ancora i primi due tiri da liberare. La coppia d’eccezione non si è fatta pregare e, anzi, non ha perso tempo e dopo un veloce lavorato, Federica ha salito le due lunghezze che attendevano libera e poi hanno concluso la via. Ecco il racconto di Federica Mingolla e di Samuele Mazzolini su questa bella esperienza ad uno dei raduni più importanti (il più importante?) del centro Italia.

Federica Mingolla: "Rieccomi a Frasassi, nelle Marche, per la quarta edizione del Frasassi Climbing Festival. Quest'anno scendo con il dolce pensiero di rivedere quel calcare bellissimo e levigato dall'acqua, immaginando gia' grandi scalate! E poi quest'anno ci sarebbe stata una sorpresa!  Infatti, come ospite speciale dell'evento, è venuto Matteo Della Bordella, un forte alpinista e ottimo climber facente parte del gruppo Ragni di Lecco.

Ero emozionata all'idea di scalare con lui (che tutt'ora é per me un personaggio che stimo e ammiro) e devo dire che ero anche in soggezione per questo motivo. Il "gioco" in ogni caso ci è stato lanciato da Samuele, e noi come due bambini impazienti di scoprire di cosa si trattasse, abbiamo aspettato con pazienza la mattina del ritrovo.

Ho conosciuto così Samuele, anzi l'ho “ri-conosciuto”, perché già ci eravamo visti e parlati gli anni prima ma mai avevamo condiviso il piacere di scalare insieme. Ci ha portati così alla base di "Addio al celibato", la sua nuova via, che aveva ancora due lunghezze (le prime due) con un punto interrogativo da cancellare. Sulla prima lunghezza ho capito che la roccia non mentiva: era di una compattezza incredibile, a differenza di altre vie presenti li in zona, e presentava un lungo traverso su piccole canne svase veramente “impestato”.

Dopo averlo lavorato per 6 giri riesco a scalare quei 20 metri di traverso non distogliendo mai la concentrazione nemmeno un secondo, compresi i riposi; una via corta e intensa che richiede grande memoria nel dove spostare i piedi (essenziali per la buona riuscita) e il baricentro. Decidiamo di dargli una gradazione di 8a+. La seconda lunghezza ignota si è rivelata invece quasi subito congeniale al mio stile di arrampicata: un piede in bocca e un bilanciamento e sono su in sosta in un baleno (7c+).

Con questo tiro si concludono i gradi duri e inizia una scalata verso la cima che regala ancora grandi emozioni: una lunghezza di 7a+ in diedro e una placca verdoniana di 7b+/c portano quasi in cima alla via. Un vero gioiello incastonato nelle Gole di Frasassi, che unisce alle difficoltà il piacere di scalare in un posto veramente bello. Immagino che per Samuele sia stata una grande soddisfazione scovare questa linea, e sono davvero felice che l'abbia condivisa con me e Matteo."

Samuele Mazzolini: “Addio al celibato”, 10 anni per pochi metri di colorato calcare. Aprire vie nuove è sempre stata la mia passione e, nelle Marche, ho trovato un luogo ideale non troppo lontano casa. Ho sempre considerato queste pareti come il mio “territorio di caccia”, da mostrare solo ad occhi discreti ed attenti, che sapessero apprezzare e rispettare questi luoghi: e gli occhi di Federica e Matteo mi sono proprio sembrati così!

Mi ha perciò riempito di orgoglio e piacere fargli scoprire la mia ultima via aperta e vederli scalare e apprezzare ciò in cui metto sempre tutto me stesso. Perché per me scalare una montagna per una via nuova è una cosa assoluta e definitiva, qualcosa che mi porta a combattere duramente, per dar vita a quello che solo pochi giorni prima era pura immaginazione. Per qualche ora, tutta la forza che spreco in preoccupazioni e quotidianità, la metto per salire, impedendo ai timori di trasformarsi in “mostri” invincibili, trovandomi così in perfetta sintonia con la natura e con me stesso: perché in fondo uno scalatore è solo un uomo timoroso che ha imparato dai monti ad ingannare le proprie paure.

“Addio al celibato” è una via che ho cominciato nel 2004 con Valerio Lorenzetti: con quella fessura strapiombante dai mille colori ci facevamo l'amore col binocolo e sognavamo di salirla nello stile più puro. Poi il lavoro ha portato Valerio lontano da Frasassi e la via è rimasta lì, col primo tiro aperto ma tutto il resto da fare.

Nel 2015, Andrea Berardi, arrampicatore ed amico, si è offerto con entusiasmo di aiutarmi a terminare la via, e credo per questo di avergli offerto subito una birra media per la gioia! Così, per un paio di autunni, si sono susseguite sgangherate e alcoliche trasferte marchigiane (alle quali si è unito poi anche Francesco Piacenza), nelle quali ci siamo divertiti come bambini.

“Addio al celibato” (qualcuno si è sposato e qualcuno ancora deve farlo) è un lavoro di squadra, nel quale ognuno di noi ha sicuramente dato il massimo per quelle che sono le sue capacità. Dare il massimo in ciò che si decide di intraprendere è il mio mantra, sempre ed ovunque, perché credo che impegnarsi a fondo sia la chiave per fare buone cose.

Appennino Fabrianese, via Addio al Celibato
(8a+ max, 7a/b obb, 8L)
8a+, 7c+, 7a+, 6a+, 7b+, 7b, 6a+, 6b+
Aperta da S. Mazzolini, A. Berardi, F. Piacenza, V. Lorenzetti

Arrampicata libera molto bella, obbligata ma mai pericolosa, che sale il pilastro di calcare sul lato destro sfruttando nella parte bassa una logica fessura e vincendo in quella alta compatte placche grigie. Chiodatura completa a fix da 10. E’ richiesta per la salita il 7b a vista. Catene ad ogni sosta.

 

 

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