I Ragni: rinunce e nuovi progetti in Patagonia

Della Bordella e Pasquetto tentano di aprire una nuova via al Mocho, la Est del Torre è rimandata alla prossima stagione

21 febbraio 2019
La spedizione in Patagonia dei Ragni Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto si avvicina alla conclusione con un bilancio tutto sommato positivo, tra rinunce e nuovi progetti.

Dopo la finestra di alta pressione di inizio febbraio, la meteo di queste ultime settimane ha rispettato la proverbiale inclemenza patagonica. Niente da fare, dunque, per il presidente dei Maglioni Rossi Matteo Della Bordella e per il giovane Matteo Pasquetto, che hanno dovuto desistere dal completamento del loro ambizioso progetto di salire la parete Est del Cerro Torre in stile alpino, lungo la via che percorre il grande diedro camino di destra, affrontato nel 1979/80 dagli inglesi Burke e Proctor con un assedio durato mesi e con l’abbondante utilizzo di corde fisse.

I due alpinisti hanno deciso di sfruttare il breve intervallo di bel tempo che si è aperto all’inizio della scorsa settimana tentando l’apertura di una via più breve, e logisticamente meno impegnativa, sul Cerro Mocho. Con loro la fortissima arrampicatrice canadese Brette Harrington, già protagonista di salite incredibili come la free solo di "Chiaro di luna" all'Aguja Saint-Exupery e la via "El corazon" sul Capitan in libera.

“Abbiamo scelto una linea che ci sembrava offrisse alte difficoltà, senza le complicazioni e i pericoli oggettivi del Cerro Torre, e abbiamo salito 6 tiri nuovi, sempre verticali o strapiombanti e su fessure svasate, prima di renderci conto che purtroppo avevamo ancora davanti un centinaio di metri molto impegnativi e non saremmo riusciti a finire la nostra via in tempo prima della notte. Così, dopo 13 ore di scalata fino al 7b e con un tiro in artificiale magistralmente condotto da Brette, abbiamo deciso di scendere e fare ritorno alla nostra tenda. I tiri fatti comunque sono stati tutti assolutamente fantastici come scalata e come impegno globale e psicologico per la roccia delicata e la difficile proteggibilità”.

L’esito della spedizione, però, è tutt’altro che negativo, come spiega lo stesso Matteo Della Bordella:

Sono super soddisfatto di avere trovato un progetto così ambizioso e difficile che mi motivi ad allenarmi e a ritornare più preparato il prossimo anno! La cordata con Matteo Pasquetto quest'anno ha funzionato alla grande e in lui ho scoperto un socio che alla sua prima esperienza su queste montagne non si è mai tirato indietro e si è dimostrato all'altezza di tutte le situazioni più critiche, sia a livello mentale che fisico. Non vediamo l'ora di tornare in Patagonia con lo stesso obiettivo tra una decina di mesi e speriamo con un'arma in più, ovvero Matteo Bernasconi. Sono fermamente convinto che essere in una cordata composta da tre persone e con un terzo alpinista affidabile e forte come Berna possa aumentare di molto le nostre possibilità di successo”.

Della Bordella e Pasquetto resteranno in Patagonia ancora per due settimane, durante le quali saranno impegnati nelle riprese per un film dedicato a Casimiro Ferrari.

Foto pubblicate sopra: M. Della Bordella e M. Pasquetto / Archivio Ragni della Grignetta.

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