Aconcagua '53: "Qui c’è pane per i tuoi denti"

Da Kelly Cordes tutta un'alta storia

03 giugno 2019
Rapicavoli intreccia il giallo del salvataggio di Cesarino Fava sull'Aconcagua con le vicende di Orlando Modia

Diversi sono i personaggi coinvolti nelle vicende del Cerro Torre, che hanno inizio ancor prima della ben nota spedizione di Cesare Maestri e Toni Egger del 1959, ce lo racconta Kelly Cordes nel suo ultimo libro, approfondita ricerca sulla storia alpinistica del Grido di Pietra.

“Qui c’è pane per i tuoi denti” scrisse Cesarino Fava a Cesare Maestri, e fu questa la frase che segnò l’avvio dei tentativi per la conquista del Cerro Torre. Lo stesso Fava, un alpinista originario di Malè e trasferito in Argentina per lavoro, collaborerà sin dalla prima spedizione, quella del 1958 capitanata da Bruno Detassis, offrendo un appoggio logistico dapprima a Buenos Aires e poi a El Chaltén.

Fava è infermo, ha perso tutte le dita dei piedi nel 1953 durante la scalata alla vetta dell’Aconcagua, la cima più alta del sud America, con Leonardo Rapicavoli nel vano tentativo di salvare un americano abbandonato in vetta dalla sua guida.
Le amputazioni stravolgeranno totalmente la sua vita da alpinista ma, come racconta nel suo libro  non rinuncerà a frequentare la montagna.

Nel libro però Kelly Cordes analizza i fatti accaduti nel ’53 e fa emergere una versione differente:
Fava e Rapicavoli sarebbero stati a loro volta salvati da due alpinisti, Orlando Modia di Buenos Aires e Gino Corinaldesi, un italiano originario di Ancona anche lui trasferito in Argentina per lavoro.
Modia per questo salvataggio ricevette in dono dal Presidente dell’Argentina Peròn, un appartamento mentre Fava un chiosco nei pressi della stazione della metropolitana di Primera Junta/Plaza De Mayo. Dopo il colpo di stato a Peròn, Modia è costretto a scappare e chiede aiuto all’unica persona che gli doveva la vita, ovvero Cesarino Fava, ma riceve una porta in faccia. I due si perdono di vista finché si incontrano casualmente una sera, a Ivrea, nel 2012.

Il capitolo “Fact-checking” del libro di Cordes, dedicato alla vicenda, cattura l’attenzione di Matteo Bertolotti(*) che avvia a sua volta una serie di ricerche più approfondite che lo portano a rintracciare e incontrare Claudio Rapicavoli, figlio del compagno di Fava nelle due spedizioni all’Aconcagua (ci fu un tentativo nel 1952 interrotto a pochi metri dalla vetta per portare in salvo un alpinista argentino di nome Rodriguez) strappandone una versione dei fatti ancora più dettagliata e ricca di retroscena.
Un lavoro dettagliato, con citazioni, cartine, fotografie e spezzoni video che può essere consultato a questo link e che aiuta ulteriormente a definire la figura di Cesarino Fava nel più ampio panorama del Cerro Torre.


(*) Matteo Bertolotti è un appassionato alpinista bergamasco e co-autore insieme a Diego Filippi della guida “Pietra di Bismantova”, ed. Versante Sud, nonché uno dei fondatori di www.sassbaloss.com

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