Via Zanetti-Gibellini

17 agosto 2019
Mauro Gibellini e Fulvio Zanetti hanno completato l’apertura della Via Zanetti-Gibellini sulla parete nord della Presolana (Prealpi Bergamasche).

Racconta Mauro Gibellini:

Estate 2014: L’inizio. Era una bella giornata di fine estate, insieme agli amici Fulvio e Oscar salii verso la base della nord con idee ben chiare: Fulvio, che “da grande farà l’indovino”, individuò una linea sulla parete dove secondo lui sarebbe stato possibile passare su difficoltà contenute e con buone protezioni; l’idea era di aprire una via in due giorni con protezioni veloci e fix alle soste… ebbene, il risultato di quella giornata fu leggermente diverso dal nostro programma di percorrere circa metà parete. Due tiri della via "12 anni di Albani" per arrivare sotto gli strapiombi e poi… 25 metri! Fulvio, assicurato da Oscar, aprì con non poche difficoltà quella che poi diventerà L3, un bellissimo tiro di 7c+ in forte strapiombo, altro che friends e arrampicata facile! Qualche settimana più tardi, i miei due soci tornarono sulla parete e in una fredda giornata. Fulvio, in 5 ore di fatica, aprì L4, uno splendido tratto tutto in traverso che risulterà poi essere il tiro chiave della via.

2015-2018: Il sogno si concretizza. Oscar, dopo le due giornate dell’anno precedente, per impegni familiari e lavorativi, abbandonò l’idea e non salì più. Io e Fulvio, però, eravamo carichi: questo progetto ci stimolava parecchio. Sapevamo che ci sarebbe voluto tempo, che non sarebbe bastato posizionare qualche friends per procedere, ma che avremmo dovuto usare il trapano più del previsto e spingere la libera finché fossimo riusciti, ma eravamo super motivati e nonostante il tempo non sempre clemente e qualche problema fisico suo e di mia moglie, in questi tre anni, impegnammo altre 10 giornate e riuscimmo a chiudere il progetto in una bellissima giornata del 2018… Finalmente sul cengione, ce l’avevamo fatta! Ma… c’era un pensiero che non ci faceva dormire la notte: il traverso di L4 sembrava davvero troppo duro; dopo qualche tentativo speso solo per liberare quel tiro, il risultato non era granché: due resting sia per me che per Fulvio, tutto rimandato all’anno seguente.

2019, 6 luglio: il cerchio si chiude. Oggi c’è un’aria strana sulla nord, tutto sembra più bello, più chiaro, più solare… Siamo carichi e motivati, risaliamo i primi tre tiri ed eccoci ancora qua, L4… Entrambi facciamo un giro, le condizioni sono perfette e i singoli movimenti ci riescono subito, vediamo quanti riusciamo a metterne insieme… Parte Fulvio, scala leggero, urla, strizza e arriva in sosta: L4 è liberato! Torna da me e mi dà carica, ora è il mio turno: sono teso ma motivatissimo, scalo veloce e senza quasi rendermene conto moschettono la sosta, il nostro incubo si è trasformato in occhi lucidi e urla di gioia! Due settimane più tardi torniamo sulla via e la percorriamo interamente in due giorni, bivaccando nella grande grotta a metà parete, e liberiamo qualche tiro che ancora ci mancava. Ora possiamo brindare: il cerchio si è chiuso e il nostro sogno è finalmente realtà!

 

Alpi e Prealpi Bergamasche
Presolana 2521 m, parete nord
Via Zanetti-Gibellini
Mauro Gibellini, Fulvio Zanetti, 2015-2019
475 m, 15 L, 8a max, 7b obbl.

 

Materiale: classico da roccia con due mezze corde da 60 m, 12 rinvii, friends fino al n°2 BD e cordini per clessidre.

Accesso: da Colere (Val di Scalve), in località Carbonera (presso la partenza della seggiovia), salire in direzione del rifugio Albani. Prima del rifugio, presso le baracche delle miniere, svoltare a sinistra e seguire il sentiero per il Passo della Guaita fino alla conca del laghetto del Polzone. Dalla conca del laghetto risalire i ghiaioni verso il punto più basso della parete fino ai piedi dell’avancorpo, sulla verticale di una caratteristica grande macchia rossastra. Al centro dello zoccolo si trova l’attacco. Spit evidente a 15 m da terra.

Relazione:

L1: i primi 10 metri sono in comune con la via 12 anni di Albani, poi dritti sulla placca. 6b+, 25 m;
L2: salire a sinistra su una rampa, poi verticalmente su roccia a tratti rotta fino alla base della parete rossa strapiombante. 5c, 30 m;
L3: in diagonale a destra su parete rossa strapiombante con passaggi fisici su piccoli buchi. 7c+, 25 m;
L4: in traverso verso destra su forte strapiombo, 8a, 25 m;
L5: ancora in leggero traverso verso destra, 7a+, 15 m;
L6: aggirare a destra un pilastrino, poi salire verticalmente su placca con passaggi obbligati e chiodatura distanziata. 7a+, 25 m;
L7: leggero strapiombo iniziale, poi in diagonale a sinistra fino a una cengia. 7b, 30 m;
L8: verticalmente su ottima roccia grigia. Tiro lunghissimo! 7a+, 55 m;
L9: in traverso a sinistra superando poi a sinistra una grossa nicchia spesso bagnata. 6b, 20 m;
L10: piccolo diedro fessurato seguito da una placca di roccia super. 7c, 30 m;
L11: placca verticale a buchi, 7a, 30 m;
L12: salire prima dritti, poi a sinistra raggiungendo una comoda cengia. 6a+, 15 m;
L13: ultima placca verticale, poi entrare nel camino finale. 6b+, 40 m;
L14: salire verticalmente nel camino. V, 50 m;
L15: salire ancora nel canale-camino fino al cengione d’uscita. V, 60 m.
 

Discesa: per tornare alla base della parete seguire il cengione verso sinistra (faccia a monte) lungo un’evidente traccia con bolli rossi. Il percorso, attrezzato con chiodi, anelli e un cavo nella parte terminale, conduce a una linea di doppie che depositano sul ghiaione basale. È sconsigliata la discesa in doppia lungo la via a causa dei numerosi traversi in forte strapiombo.

Relazione e immagini fornite da Mauro Gibellini e Fulvio Zanetti. Gli apritori ringraziano Oscar (che ha partecipato alle prime due uscite), Marco (che ha liberato L10), le rispettive famiglie e tutto lo staff del Rifugio Albani.

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