Hans Florine riguardo il nuovo record, il rischio e scendere sotto le due ore

Alcune riflessioni di uno dei più profondi conoscitori di Yosemite

12 giugno 2018

Provvisoriamente bloccato per un brutto incidente lo scorso mese, lo specialista delle salite in velocità di Yosemite Hans Florine ha seguito l’impresa di Alex Honnold e Tommy Caldwell degli scorsi giorni, che prima con 2:01:15 e quindi con 1:58:07 (scendendo per la prima volta sotto le due ore, una impresa tutt’altro che scontata e certa tantomeno ovvia) hanno sgretolato i precedenti record di salita del mitico Nose. Assistere a questa corsa pazza verso il cielo con un tempo “assurdo”, è stato motivo per Hans per qualche riflessione sul concetto di rischio e sicurezza in questo genere di imprese.

“Quando nell’ottobre dello scorso anno ricevetti il messaggio del nuovo record di Reynolds e Gobright, ero onorato di essere tra i primi a saperlo ma anche triste per non essere lì a vederli salire. Ci sono molte specialità in arrampicata e salire decine di tiri in questi stile, non solo è incredibilmente divertente per me ma credo anche qualcosa che tutti vorrebbero fare. Quando 15 anni fa salii il Nose con Tommy Caldwell in 4 ore e 31 minuti, non mi disse che non era qualcosa di “divertente” e che avrebbe focalizzato la sua attenzione su altro. Nel 2013 dissi anche ad Alex che sarei stato contento se si fosse legato con Tommy per provare a battere il record ma penso che non voleva intromettersi in questo discorso tra me e Caldwell. Anche lui aveva in mente altro in quel momento.

Quando qualche mese fa hanno iniziato a fare le prime prove. Ho detto ad Alex di farmi sapere quando sarebbe partiti per i tentativi seri, non volevo perdermi lo spettacolo. Sono partito alle 2.10 del mattino giusto per arrivare a Yosemite alle 5.15 mentre stavano andando verso la base della parete. Solo per arrivare al Grey Bands, ci è voluto loro 62 minuti contro i 72 del mio tentativo con Alex. Ho pensato quindi che potevano avere ottime possibilità. Tuttavia, salire in velocità richiede un lavoro aerobico per qualcosa che normalmente è anaerobico ed in questo caso per quasi un kilometro. Era la prima volta che i loro corpi subivano una sollecitazione simile. Durante una salita del genere, ci sono mille cose che vanno storte, una corda che si incastra, un friend che rimane bloccato. Quindi hanno dovuto salire in 1 ore e 57 minuti per ammortizzare questi imprevisti e uscirne in 1 ore e 59 minuti.

Quando qualcosa non va come previsto, o abbandoni e torni un altro giorno, o vai avanti comunque ma in ogni caso la tua attenzione è massima sul presente e su quello che hai davanti. Mi sono infortunato durante una salita di 12 ore e non è detto che sarebbe successo durante un tentativo di record perché hai un livello di attenzione assoluto e altamente concentrato.
Erano ben sotto le loro capacità e anche se qualcosa oggettivamente poteva andare male ma altamente improbabile che il loro modo calcolatore di precedere, li portasse a commettere degli sbagli. Prendi una competizione di Speed di Coppa del Mondo, Alex e Tommy sembrerebbero delle tartarughe a confronto. Ma sappiano che non è la lepre che vince una gara.”

Quella che quindi potrebbe apparire come una cieca corsa contro il tempo, è in realtà un mix sapiente ed estremamente calcolato di ogni possibile aspetto, cui si aggiunge la capacità di assorbire gli imprevisti e di proseguire in maniera se necessari anche differente rispetto al previsto.

articolo completo rocka and ice

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