La Lunga Cavalcata di Luca Schiera e Paolo Marazzi lungo tre Vie Must della Val Masino

I due Ragni salgono in 34 ore Elettroshock, La Spada Nella Roccia e Delta Minox

23 luglio 2019
Galoppata sul granito della Val Masino per i due Ragni di Lecco Luca Schiera e Paolo Marazzi che sfruttando la lunga finestra di bel tempo (e all’epoca non torrida), hanno salito Elettroshock sul Picco Luigi Amedeo, La Spada Nella Roccia in Qualido e Delta Minox alla Cima Scingino, spendendo circa 34 ore consecutive e partendo e tornando all’abitato di San Martino.

Emulando le gesta di Tarcisio e Ottavio Fazzini, Sabina Gianola e Norberto Riva, i due esponenti del gruppo Ragni Luca Schiera e Paolo Marazzi hanno salito in 34 ore tirate, tre vie simbolo dell’alta Val Masino, Elettroshock sul Picco Luigi Amedeo, La Spada Nella Roccia in Qualido e Delta Minox alla Cima Scingino. Per la serie, non si deve per forza andare dall’altra parte del mondo per vivere ricche (e faticose) avventure. Ecco il racconto di Luca:

"È un’idea nata nove anni fa poi rimasta per molto tempo in testa come una cosa troppo lontana dalla realtà per essere concretizzata. Ai tempi non sapevo se sarebbe stato possibile passare da una parete all’altra e non conoscevo sistemi per arrampicare in velocità, fra l’altro non avevo nemmeno ripetuto tutte e tre le vie. Il motivo della scelta è semplice, e chi conosce la zona non ha dubbi: sono tre vie che salgono sulle pareti più simboliche per l’arrampicata in alta val Masino e sono diventate le tre classiche difficili per eccellenza. Sono state aperte da Tarcisio e Ottavio Fazzini, Sabina Gianola e Norberto Riva, fra il 1988 e 1989, poco prima della nascita sia mia che di Paolino. Elettroshock è stata l’ultima, poco prima della morte di Tarcisio; è una via fisica e diretta che collega lunghe lame e fessure fino alla cuspide del Picco Luigi Amedeo, in val Torrone, una fra le prime aperte usando il trapano in Masino.

La Spada è stata la prima a raggiungere la Foglia del Qualido, una lastra di roccia alta sessanta metri appoggiata alla parete verticale ben visibile anche dal fondovalle, la parte alta sale su placche ripide con difficoltà crescenti ed è sicuramente la più ripetuta delle tre, forse solo per l’avvicinamento più breve, perché non ha nulla di più facile rispetto alle altre. Delta Minox si trova sul pilastro dello Scingino, mille metri sopra i Bagni di Masino, in una zona più isolata. Gli unici frequentatori della zona dopo l’abbandono degli alpeggi sono le rare cordate che salgono per ripeterla. La roccia è la migliore che si può trovare nel Masino, ripida ma lavorata, un capolavoro di bellezza e di coraggio nell’apertura.

Tutte e tre le vie sono conosciute per la linea diretta ma logica su pareti compatte e per alcuni difficili runout con probabile infortunio, fino al 7a in aderenza, per questo ancora oggi a distanza di trenta anni sono ancora un po’ temute. Sono circa una trentina di chilometri a piedi, 12 ore di cui sette senza sentiero, su roccette e prati pieni di buche spaccaginocchia, con 3500 metri di dislivello positivo e 1200 metri di scalata costantemente impegnativa sotto l’aspetto psicologico."

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