MAMMUT: The Classics stagione 2

Seconda stagione della serie The Classics, questa volta su multiptch

20 maggio 2016

Alcuni lo chiamano irrispettosamente "il campo di patate più strapiombante del mondo", mentre per altri è "la migliore via del mondo nel suo genere" (Alex Huber).
Per chiunque si trovi al di sotto di quella parete, la seconda opinione è quella che conta: un enorme deserto strapiombante di grandi sassi conglomerati, che chiede soltanto di essere salito. La Fiesta de los Biceps, un nome che la dice lunga e una via che si è ormai stabilita tra le più belle al mondo.

MALLOS DE RIGLOS
Riglos è un piccolo villaggio rurale ai piedi dei Pirenei, un villaggio come tanti altri, se non fosse per i “mallos”, la parola che nel dialetto locale descrive le “colline”. Ma queste torri che raggiungono anche i 250 metri di altezza sono tutt'altro che colline!
La parete che veramente emerge tra tutte le altre è quella del Mallo La Visera: comincia verticale, poi strapiomba leggermente e poi sempre di più fino ai tiri finali, in cui l'inclinazione diventa veramente severa. Una dozzina di vie solca questa parete, ma tutte impallidiscono in confronto a La Fiesta de los Biceps, che toglie veramente il fiato.
Dopo un diedro iniziale di 6a, la parete si inclina fino a raggiungere il passo chiave nel terzo tiro, una lunga sequenza di tacche consumate dal passaggio di infiniti scalatori, che certamente si merita il grado di 7a. Poi, fino alla cima, c'è il paradiso dell'arrampicata: tiro dopo tiro di strapiombo su buone prese, con nessun movimento particolarmente duro. Una vera festa per chi è dotato di buona resistenza, e un vero inferno per i tipi da boulder, che si perdono in quel conglomerato. Più di una cordata è rimasta bloccata sul settimo tiro di 6c+...
La Fiesta è stata salita nel 1985 da F. Caballé, S. Arnaudas, F. Gutiérrez, J.L. Lombardo e M. Carasol, ma ha raggiunto la notorietà soltanto molto tempo dopo, il 13 aprile 1989, quando Carlos Garcia, uno dei migliori arrampicatori spagnoli di sempre, ha salito la via in solitaria integrale.

Scrive Carlos sul numero 48 di Desnivel di quell'anno:
“Le feste ci sono per festeggiare! Parlo alla mia amica, la roccia. La conquisto, la salgo. Un avvoltoio galleggia nella brezza, si avvicina e mi guarda curioso. Mi chiedo che cosa mai possa pensare di me. Salgo sempre più in alto, cresco dentro di me e mi appoggio a quella roccia immutabile, segnata dal tempo. Con la mia solitaria sto realizzando qualcosa che si ribella contro le regole stabilite dalla società, questa società distruttiva di giudici e boia che fa ammalare le persone e poi le distrugge. Madre Natura sta morendo ed è l'uomo che la sta uccidendo. La gente mi guarda con aria stupita. E io continuo a seguire il mio sogno di libertà.”

Anna, Edu e Carlos
Quando due membri del team Mammut, Anna Stohr ed Edu Marin, si sono trovati ai piedi di La Viscera nel febbraio 2016, sono rimasti senza parole nell'osservare quel mare di roccia inclinarsi sopra di loro e culminare in un'onda rossa proprio sotto la cima.
Nessuno dei due si sarebbe dovuto preoccupare molto dell'arrampicata in sé, in fin dei conti Anna è stata più volte campionessa del mondo ed Edu ha salito a vista fino all'8c. Eppure, racconda Edu, “l'arrampicata è assurda! Ti spaventi su quei grandi sassi, e non sai mai se resteranno al loro posto o se l'intero campo di patate ti crollerà addosso.”
“È uno stile molto simile all'arrampicata in palestra.” dice Anna. “Sei sempre su prese buone, vere zanche, e non c'è mai una presa brutta. Ma l'esposizione è enorme, e intorno a te ci sono gli avvoltoi che ondeggiano nell'aria. Sono così vicini che puoi sentire il frusciare delle loro ali, e questo rende il tutto un'esperienza indimenticabile.”
A dispetto delle paure di Edu, la parete non è crollata, anzi non un singolo sassetto si è staccato, e i due hanno potuto arrampicare serenamente e raggiungere la vetta nel tardo pomeriggio. Entrambi sono rimasti senza parole al pensiero della solitaria di Carlos. Carlos spiega che ci sono pochi momenti in cui è “sicuro” arrampicare slegati sui Mallos, il tempo deve essere fresco e naturalmente deve non aver piovuto per un bel po'. “C'è un senso di infinito lassù sullo strapiombo. Senza corda, né rinvii, ti senti realmente leggero. È come fare bouldering, ma in un'altra dimensione!”

“Profondamente assorto nei pensieri, la roccia scorre sotto di me, e con ogni metro il vero me si espande, cresce e si riempie di infinita soddisfazione. Mi sento sicuro nel passare da presa a presa. Sto sognando il mio sogno di libertà. Nel sesto tiro, sporge dalla roccia un sasso tanto grande che posso mettermici a sedere sopra e rilassarmi. Guardo tutto ciò che mi circonda: il cielo, le nuvole, gli uccelli, il fiume, i raggi del sole dietro ai mallos, e dei piccoli puntini, il pubblico di un nuovo episodio nel mondo dell'arrampicata.” (Desnivel 48/1989).

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