Adesso bashta!

Nuova via per Matteo De Zaiacomo e David Hefti

16 luglio 2021
“Adesso bashta!” è il nome della nuova via aperta da Matteo de Zaiacomo e David Hefti il 15 giugno scorso nel gruppo del Bernina.

La via, salita dal basso con sole protezioni tradizionali e veloci, si trova sul Crap Pers, un avancorpo roccioso del Piz Palü “sperduto” nella vasta marea glaciale del Vadret Pers.

Matteo de Zaiacomo racconta:

È chiaro che per vivere un’avventura alpinistica autentica non è necessario raggiungere le pareti più remote del pianeta. Il più delle volte sono sufficienti la propria immaginazione e la capacità di saper guardare un posto familiare con occhi nuovi, ed è proprio il caso di questa via e della capacità di David di interpretare una linea più o meno ovvia su una parete che ha visto passare ai suoi piedi centinaia di alpinisti. Questa via nasce infatti da una sua intuizione e dalla voglia di vivere un’avventura e condividerla con qualcuno!

Quel qualcuno ero io. Forse un paio di giorni prima mi ha mandato qualche foto del pilastro Crap Pers, una struttura rocciosa che fa da avancorpo al Piz Palü. La linea che David voleva salire mi è apparsa ovvia. C’è una sezione alta della parete tagliata da tre fessure parallele e, delle tre, quella centrale sembrava la più accattivante. La logica della via è stata immaginata e poi scalata in funzione di raggiungere quella porzione di parete. Nell’insieme si è rivelata una scalata sempre abbastanza sostenuta e divertente.

Io e David abbiamo scalato qualche via insieme e non siamo certo super meticolosi nell’organizzazione, per esempio dimentichiamo quasi sempre di portare qualcosa da mangiare. Una volta, totalmente incoscienti e affamati, abbiamo trovato un pezzo di pane in fondo allo zaino ma, per ironia della sorte, ci è caduto dalla parete ancor prima di poterne mangiare un boccone. Questa volta invece era chiaro cosa portare ma ancor di più cosa non portare. Materiale per arrampicata trad ovviamente si! Ma non il trapano, neanche per le soste. Questo perché eravamo in parte coscienti che questa scelta avrebbe amplificato le incertezze e le emozioni della salita, ma anche perché volevamo vivere un’avventura e lasciarla tale per chi sarebbe passato dopo di noi.

L’arrampicata si è dimostrata ingaggiosa già dai primi metri, non è stato possibile mettere alcuna protezione fino a una buona fessura a una decina di metri da terra. Anche il tiro successivo si è dimostrato complicato nelle protezioni con sezioni di placca liscia, ma attrezzare la sosta è stata la parte più complicata. Ci sono due chiodi a lama ma consiglio caldamente ai ripetitori di portare anche un paio di pecker medi per rinforzare la sosta. Dal terzo tiro abbiamo iniziato davvero a divertirci: le fessure concedevano buone protezioni e un’arrampicata sostenuta e ripida. Infine ci siamo trovati ai piedi della fessura perfetta che avevamo sognato di salire e che non ha deluso le aspettative! Un muro ripido con soltanto questa fessura perfetta a dividerlo in due.

Giustamente è stato David a godersi la salita di questo tiro. Essendo stata sua l’intuizione, era giusto che arrampicasse lui! A ogni movimento in esultanza di gioia per la bellezza dell’arrampicata e del contesto in cui ci trovavamo.

L’ultimo tiro è invece di carattere molto più alpinistico, volto alla sopravvivenza: roccia instabile e movimenti leggeri.

È stata una grandiosa giornata di arrampicata e condivisione, passata la stanchezza è rimasta soltanto la soddisfazione di aver vissuto una piccola grande avventura dietro casa lasciando a chiunque altro lo stesso privilegio di salire una parete contando solo sulle proprie forze e forti delle proprie esperienze.

 

Massiccio del Bernina, Alpi Retiche occidentali
Crap Pers 3142 m, versante nord-est
Adesso bashta!
Matteo De Zaiacomo, David Hefti, 15 giugno 2021
6L, 6c trad expo

 

Accesso: dal Diavolezza (Passo del Bernina, CH) lungo il Vadret Pers, 1 h ca.

Relazione: vedere schema pubblicato sopra.

Discesa: per la via Jackdaw, 4 doppie da 50-55 m fino a una cengia. Seguirla verso destra (dir. della discesa) e calarsi dal primo tiro della via di salita per tornare al ghiacciaio.

 

Informazioni e immagini fornite da Matteo De Zaiacomo.

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