Al Cuor non si Comanda, VI+

Nuova via in Carega (Piccole Dolomiti)

25 ottobre 2021
Matthias Stefani e Matteo Rini hanno aperto "Al Cuor non si Comanda", un itinerario alpinistico che supera con logica classica l’imponente parete nord del Campanile del Sengio Bianco.

Il toponimo di questa struttura fu assegnato da Eugenio Cipriani e Gianni Rodighiero che per primi ne salirono la sommità̀ l’8 giugno del 1983 lungo l’intaglio orientale (via “Calendigiugno”). Il frastagliato spigolo est invece fu percorso da Roberto Castagna e Donato Zini il 20 agosto 1987, i quali dedicarono la salita al forte alpinista valdagnese Ruggero dal Cengio.

"Al Cuor non si Comanda" si sviluppa su roccia generalmente buona per la zona, in alcuni tratti molto lavorata, compatta e difficile da chiodare. Prestare attenzione nei brevi tratti appoggiati con detriti e sulla cuspide sommitale, dove la roccia è delicata. L’itinerario, aperto utilizzando soprattutto protezioni veloci, è stato successivamente attrezzato con chiodi e cordoni nei punti più delicati allo scopo di agevolarne la ripetizione.

 
Gruppo della Carega, Piccole Dolomiti, Prealpi Venete (Veneto/Trentino-Alto Adige)
Campanile del Sengio Bianco 1605 m, parete nord
Al Cuor non si Comanda
Matthias Stefani, Matteo Rini, 04 settembre 2021
200 m, VI+
 

Materiale. Classico da roccia con 2 corde da 60 m, serie di friends (dal n. 0,75 al 3 BD). Martello e chiodi per ogni evenienza.

Accesso. Raggiungere l’abitato di Ometto (Vallarsa, TN) e proseguire fino alla fine della strada asfaltata. Lasciare l’auto all’entrata di una galleria. Attraversarla e proseguire per la comoda carrareccia che, dopo una decina di minuti, transita alla base dell’impluvio delle Giare Larghe. Continuare lungo la sterrata, superando un tratto cementato, fino a raggiungere l’attacco del Vajo delle Bisse Bianche (segni azzurri con numeri neri scritti su un masso, 25’-30’ dal parcheggio). Abbandonare la sterrata e risalire il vajo, inizialmente nella vegetazione, aggirando alcuni facili risalti (ometti). Passare sotto un’evidente e strapiombante parete gialla e, poche decine di metri dopo, raggiungere la base di un gigantesco e caratteristico masso che ostruisce il vajo. Superarlo sulla destra attraverso un pertugio, invisibile fino all’ultimo momento, che conduce all’interno di un caratteristico catino dalle pareti slavate, alla base di un risalto verticale di 15 metri. Superarlo grazie a una corda fissa e proseguire fino a un successivo breve risalto superabile sulla destra (pochi metri di III grado). Continuare nel vajo fino all’ultimo risalto sbarrato da un grosso masso strapiombante che dà accesso al magnifico e ampio Vallon delle Bisse Bianche. L’imponente torrione è già ben visibile e svetta sulla destra del vallone. Aggirare il risalto sulla destra per facili gradoni rocciosi e risalire i ghiaioni del vallone portandosi alla base dell’evidente parete nord (vari ometti). L’attacco si trova sul limite destro (faccia a monte) della parete, chiodo con cordone (1 h 30’ circa dall’auto).

Relazione. Vedere lo schema pubblicato tra le immagini qui sopra.

Discesa. Con tre calate lungo il versante di salita si ritorna alla base della parete. Dalla vetta con una prima calata di 60 metri (mugo e 1 chiodo con cordone e maglia rapida) si arriva alla cengia mediana della parete e alla successiva sosta di calata (fuori via). Con una seconda calata di 40 metri (2 mughi e 2 chiodi collegati con cordoni e maglia rapida) si arriva alla S3. Una terza calata nel vuoto, molto esposta, di 60 m dalla S3 (4 chiodi con cordone e maglia rapida) conduce al canalone detritico che separa il campanile dal Cavallone di Gerlano, a poche decine di metri dall’attacco.

 

MR. Informazioni e immagini fornite dagli apritori.

Kubo 740x195.gif

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875