Aleksandra Taistra in terra sarda.

Multipitch di 8b (FFA) per la fisioterapista polacca.

14 luglio 2020
Aleksandra Taistra riesce nella ripetizione di due celebri multipitch in Sardegna: Unchinos e Amico Fragile.

Le vie, con chiodatura spesso poco generosa, sono perle poco conosciute con tiri fino all’8b. Le storie di poesia, di amicizia, di amore e odio si susseguono su questi appigli. In un articolo di anni fa, Richard Felderer raccontava l’emozionante salita in libera di Marco Vago su Amico Fragile: leggerlo ora, a distanza di anni, fa ancora accapponare la pelle. Salire una via simile, ti porta indietro ad un’epoca di scalatori ricchi di ideali e personalità, poter conoscere la storia dietro ad una salita ti concede di entrare all’interno di una persona. 

Ecco cosa ci racconta Aleksandra della sua esperienza sarda.


Il mio viaggio in Sardegna è partito ad inizio marzo. Avevo tanti progetti in mente e la lista era piena di multipitch nelle zone di Baunei, Oliena e Gorropu. L’idea di base era di avanzare per gradi, in maniera da arrivare in forma per l’obiettivo principale a Gorropu. Il Corona Virus ha cambiato tutto. Sono rimasta bloccata in Sardegna per due mesi e mezzo. Da sola. All’inizio ero completamente sola e lo stress si faceva sentire. Non potevo lasciare l’isola, non potevo tornare a casa dove vivo con Read, non potevo raggiungere la mia famiglia in Polonia. 

Dopo un mese in Santa Maria Navarrese, grazie ai miei contatti sul web, ho conosciuto la comunità di climbers di Lotzorai. Mi hanno aiutata molto e sono diventati la mia famiglia sull’Isola. Mi sono allenata duramente con mezzi di fortuna, improvvisando giorno per giorno aspettando la fine del lockdown. Dopo un mese e mezzo, è finito il lockdown ed era il momento migliore per lasciare l’Isola, primo perché giugno è estremamente caldo e secondo perché non avevo il mio solito partner di scalata.

Nonostante ciò, ho deciso di stare ancora 4 settimane e provare ad alzare il mio livello partendo da zero. Non partivo proprio da zero, ma il mio livello era molto diverso da ciò che ricordavo e già il 7b mi bastava per essere esausta.


Unchinos era una delle vie-obiettivo della prima parte di viaggio prima del lockdown. Provarla è stato veramente scoraggiante. Ero spesso sola e godevo di ogni momento in cui riuscivo a provarla con qualcuno. Ho impiegato qualche giorno già solo per pulire la linea, che sembrava essere totalmente dimenticata. Tutto questo da sola. La via è ricca di tratti in traverso e ho capito subito che provarla da sola era impossibile. Proprio qui è dove inizia la storia.

Un giorno, il mio amico Giuseppe mi ha messa in contatto con un climber locale, Gianfranco Boi. Un’ora dopo la chiamata eravamo in parete. Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare la via, l’abbiamo fatto per 6 giorni. La sveglia suonava alle 5 in punto, per permetterci di non soffrire troppo il caldo estivo. L’intera via non è estremamente lunga, sono appena 6 tiri. Ogni tiro però ha dei passaggi boulderosi che sono decisamente più facili con il fresco del mattino, specialmente il tiro di 8b; per fortuna è il primo!

Un’ondata di buone condizioni poi è arrivata. Dopo aver scalato il tiro chiave di 8b, ero confusa. Forse finalmente era tutto perfetto? O forse era semplicemente 8a+? Comunque, eravamo in ritardo e non c’era tempo per star lì a pensarci troppo. Dovevamo arrivare al quarto tiro prima che arrivasse il sole, quel 7c+ estremamente tecnico richiedeva le giuste condizioni per essere salito. Ci dividevano dal quarto tiro, due lunghezze, entrambe di 7c. L’intera linea è molto interessante perchè ti da un po’ di tutto. Tipici tiri sportivi per partire, poi ambiente decisamente montano, con anche roccia instabile. L’ultimo tiro poi, 7b+, ha un lunghissimo runout dove è decisamente meglio non cadere. Ho avuto il miglior supporto possibile da Gianfranco e nelle ore passate in parete ci siamo divertiti tantissimo. Oliena è un posto spettacolare e non vedo l’ora di tornare a scalarci!


Il giorno dopo, il mio fidanzatino Read Macadam mi ha raggiunto ed insieme ci siamo spostati a Donneneittu, per Amico Fragile. L’intento era quello di mostrare il tiro di 8b a Read, che è una connessione di un 7c+/8a molto fisico con un altro 7c+ di resistenza. 50 metri di bellissime tufas, l’ideale per delle belle foto! Read non si è fermato a studiare qualche bello scatto, mi ha incoraggiato insieme a Gianfranco nel fare un tentativo dal basso. La situazione non era delle migliori, ma dopo aver scalato la prima parte mi son detta: “perchè no?”. Dopo un’ora e mezza, ero in catena al tiro chiave! 

In teoria, la via molla dopo il primo tiro. In pratica, per me era tutto nuovo, non avevo mai scalato oltre il primo tiro. Il 7b che costituisce il secondo tiro è famoso per essere molto alpino, difficile specialmente per via dello sporco sulle prese. Con grande spirito di sacrificio, Read è partito per un viaggio di pulizia e di sopralluogo. Dopo le sue spiegazioni, sono riuscita a salirlo flash, per fortuna. Era fatta! Qualche tiro di sesto e sarei stata in cima! Nulla di più sbagliato. La chiodatura lunga, il caldo, la fatica, il sole sulla schiena. Le condizioni mi hanno giocato un brutto scherzo ed ho dovuto dare fondo ad ogni mia energia per riuscire a salire. Per fortuna Read aveva un piccolo assortimento di protezioni mobili e, per chi non è avvezzo ai lunghi runout alpini come me, consiglio di portare qualche friend e qualche fettuccia. Mentre io soffrivo sulla parete, i ragazzi pativano in catena, assicurandomi. Soffrivo male ai piedi, il caldo li faceva gonfiare e quelle meravigliose placche grigie mi obbligavano a stare sugli appoggi. E’ stata una battaglia lenta e dolorosa, ma quasi inconsciamente mi son trovata in cima ad un altro dei miei progetti principali!


La zona di Donneneittu è stupenda e abbiamo trovato tantissime linee che attendono una salita. Sono molto sorpresa che Amico Fragile abbia visto così pochi climbers, la linea è davvero incredibile! Adesso il caldo è davvero arrivato e, con lui, è giunto il tempo di tornare sulla terraferma per allenarsi e preparare la nuova stagione. La cosa più importante di questa storia, sono le persone che ho incontrato in questo viaggio in Sardegna. Gli scalatori di Lotzorai e di Oliena, che hanno condiviso con me i mesi prima e dopo il lockdown. E poi Richard, Elena, Vincenzo, l’altro Vincenzo, Gianfranco e Giuseppe. E anche, un grande applauso agli apritori delle vie: Luca, Maurizio, Marco, Matteo, Fabrizio, Simone.

E’ stato un vero piacere!


UNCHINOS:


•6 tiri (8b,7c, 7c, 7c+,6c,7b+)


•Lunghezza: 185 m.


•Aperta da: Luca Giupponi, Maurizio Oviglia


•Oliena , Pentumas / Sardegna


AMICO FRAGILE:


Monte Donneittu, Codula de Luna, Sardinia


•Prima salita: Matteo Della Bordella, Fabrizio Fratagnoli, Simone Pedeferri, Marco Vago, 2006


•Lunghezza: 230m


•Grado: 8b max (6b, 6c, 8b, 7b, 6a, 6b+, 6a+)


•Personal feeling: una delle più belle multipitch su cui ho scalato .

 

Aleksandra

 

Sui canali social, Aleksandra ha annunciato che già nuovi progetti bollono in pentola, in collaborazione con Federica Mingolla: potere alle donne!

AP

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