Caro Lucio, 160 m, VII, TD-

Nuova via su una montagna complessa... anche se minuscola!

28 settembre 2021
Cristiani Iurisci, Rinaldo le Donne e Fabio Abbonizio presentano "Caro Lucio", una nuova via negli Appennini.

Apparentemente corta e marginale, "Caro Lucio" in realtà è una via logica, con tratti aerei e spettacolari. Il Monte Canale è una montagna complessa, anche se minuscola! Roccia da buona a ottima con qualche tratto erboso. Unico neo la presenza di alcuni tratti di collegamento che interrompono la continuità della scalata. Il periodo migliore per le ripetizioni va da maggio a novembre.

Dedicata a Lucio Spadaccini.

 

Monti Pizi, Appennini (Abruzzo)
Monte Canale 1567 m, parete nord-est
Caro Lucio
Rinaldo le Donne, Cristiano Iurisci (L1-L4), 12 maggio 2020. Conclusa in più riprese da Iurisci e Fabio Abbonizio (parzialmente dall’alto L6) il 14 agosto 2021
160 e 70 m di cresta, VII (6b+ max, 5c obbl.), TD-
 

Materiale. Classico da roccia. I tiri non superano i 30m per cui è sufficiente una mezza corda usata a doppio o una singola, serie di friend medi, 10 rinvii, cordini, dadi. Attrezzata con chiodi e spit.

Accesso. Salire agli impianti di Pizzoferrato-Valle del Sole (Chieti) e parcheggiare nei pressi del valico senza nome (q. 1450 m circa). Esattamente sul valico c’è una larga pista erbosa tra gli alberi con evidente sbarra di divieto d’accesso che parte in direzione sud-ovest, percorrerla per 1,5km praticamente in piano fino quasi alla base della parete del Monte Canale ben presto visibile. Poco prima di rientrare nel bosco piegare a sinistra in direzione del pilastro che sprofonda tra gli alberi. Per vaghe tracce traversare in discesa per 300 m alla base della montagna, poi dirigersi alle rocce e all’attacco della via riconoscibile grazie a un’evidente fessura che incide una parete verticale alta una ventina di metri.

Relazione.

L1: scalare l’evidente fessura che solca la parete verticale e strapiombante su roccia ottima ma un poco lichenosa. Dopo 6 m (V/V+) si raggiunge un primo ch. e a dado incastrato, poi la parete si fa più dura e le prese sfuggenti. Con fatica si raggiunge una cengia orizzontale (10 m, VI+/A0, 2ch., 1 spit e 1 cordone). Traversare a destra e affrontare il muretto finale (V, poi IV-, ch.) che porta in sosta su 2ch. con cordone, 5c obbl., 22 m;

L2: Salire un paio di metri a monte della sosta, poi scendere (3 m di discesa, III) in direzione di placche di roccia ottima e erba. Traversare 10 m orizzontalmente (III/III+) fino a 1 spit quasi sul filo dello spigolo. Seguire lo spigolo (IV+) fino a un cordino, quindi continuare 5 m (IV, ch.) fino alla sosta con anello di calata. 22 m;

L3: salire a sinistra della sosta e puntare a un cordino in clessidra; con una scomoda presa rinviare il primo spit, salire con difficoltà sulla placca (VII) e puntare subito verso lo spigolo a sx (spit). Ancora 1m a sinistra poi dritti ad un ch. (IV+) fino a un piccolo ripiano. Ora salire per qualche metro facile e appoggiato verso sinistra fino a individuare uno spit sulle rocce di destra. Scalare una bella placca (VI-) e la fessura appena a monte (friend) raggiungendo uno spit (VI-, roccia ottima). Proseguire logicamente per lo spigolo più largo e facile su roccia quasi sempre buona fino alla sosta (12m, 1ch e 1 cordino, V, poi IV). Allungare le protezioni! 30 m;

L4: salire facilmente verso l’aereo spigolone fin a 1 ch., scalare la parete e superare a destra il vicino secondo chiodo (V, passo V+/VI-) uscendo su un ripiano. Ora traversare nettamente a sinistra (8 m) sotto la cuspide dello sperone, girare l’angolo e proseguire per stretta cengia esposta per altri 6 m andando oltre la cuspide dello sperone fino alla base di un vago diedro giallastro che permette di raggiungere la vera cima del pilastro. Con passo non banale (V+, dado incastrato) uscire in cima dove si trova una sosta; non fermarsi ma proseguire e scendere alla selletta sottostante. Sostare su anello di calata sul pilastro di fronte, 32 m;

L5: traversare a destra (2 spit) quindi con passo atletico (VII) spaccare a destra, poi con un bloccaggio salire allo spit appena monte. Superare la bella placca sovrastante fino a 1 ch., quindi con passo delicato traversare a sinistra raggiungendo alcune prese nascoste che permettono di vincere la placchetta finale. Seguono 5 m di rocce facili fino a un cordone. Per prati erbosi portarsi sotto l’evidente fessura di L6 tiro dove si fa sosta su friend, 25 m;

L6: salire verticalmente (8 sm, VI+, passo VII, friend e 3 spit) e proseguire su vago diedro fino alla sosta (IV+) su 2 spit e cordone appena monte, 12 m;

Cresta finale: traversare 15 m verso la base delle rocce di fronte e risalire una sorta di spigolo per 10 m (II+, poi I) fino a un ripiano. Proseguire per larga cresta verso ovest, aggirare un piccolo sperone, poi scendere a una selletta a sinistra raggiungendo la base di un breve muretto verticale. Scalare il muretto (7 m, III-), proseguire sul filo di cresta con bella esposizione per altri 50 m (I, II e passo II+) su ottima roccia fino alla sommità, nel bosco.

Tempo sola via 4h; tempo totale 5h.

Discesa. Proseguire per 50 m nel bosco cercando il passaggio migliore per scendere a destra (nord-ovest) su terreno ripido e boscoso (attenzione! Pendenza notevole) per circa 80 m di dislivello fino a quando il pendio si fa meno ripido. Poco oltre si raggiunge la sterrata di andata (15’ dalla vetta). Altri 15’ sono necessari per tornare al parcheggio.

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