Il regalo di Berna (400 m, 6b), invernale sulle Grandes Jorasses

Nuova via sulle per Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Giacomo Mauri

26 febbraio 2021
Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Giacomo Mauri hanno aperto una nuova via in invernale sulle Grandes Jorasses: “Il regalo di Berna”.

Non estrema ma elegante e decisamente impegnativa per il contesto in cui si trova, questa linea ha conquistato fin da subito l’entusiasmo del presidente dei Ragni di Lecco e i suoi compagni di cordata. Di seguito il racconto di Matteo Della Bordella.

Dopo la salita al Badile dello scorso dicembre sarebbe stato meglio cercare qualcos'altro piuttosto che ritornare sulle tracce del Berna. Purtroppo però la montagna non segue questo genere di regole, e così eccoci qui su un tracciato che lui aveva adocchiato per primo. Un po’ mi vergogno a raccontare di questa via, mi sembra di violare il ricordo di un amico. Se fosse qui con noi probabilmente mi avrebbe mandato a quel paese e ci saremmo fatti una birra brindando a una nuova via logica che ancora aspettava di essere salita.
Quelli su questo progetto sono tra gli ultimi messaggi che ci siamo scambiati io e Berna. L’ultimo regalo che ci ha lasciato: una linea così bella, logica ed evidente. Mentre la salita sul Badile è stata una cosa totalmente estemporanea e nata quasi per caso, non posso dire altrettanto di questa via che avrei voluto aprire già durante la scorsa estate. L’ho immaginata per tempo, poi l’ho accantonata e adesso, dopo mesi di letargo, l’attuale finestra di alta pressione ha portato le condizioni giuste per effettuare un tentativo.
Con me per questa salita Luca Schiera, il compagno di mille avventure, e Giacomo Mauri, giovane e forte ragazzo lecchese. Dopo essere saliti con gli sci al Rifugio Boccalatte, il 23 febbraio, alle 4 del giorno successivo abbiamo proseguito raggiungendo, in poco meno di 4 ore, i contrafforti sotto il pilastro principale, immediatamente a destra della via di ghiaccio aperta da Enrico Bonino e Jon Bracey nel 2019. Da qui abbiamo iniziato a risalire i muri di roccia fino alla parte più compatta del pilastro. L'idea era quella di tracciare una linea logica ed elegante al centro della parete pensando, viste le giornate corte di febbraio, che la via ci avrebbe richiesto due giorni. Questa volta la natura ci ha fatto un regalo: roccia molto solida e, soprattutto, estremamente lavorata con concrezioni di ogni genere. Le difficoltà tecniche sono sempre state moderate, d'altronde mica tutte le vie possono essere dei "bastoni"? Esisteranno anche vie più facili ancora da aprire, o no?
Abbiamo diviso il pilastro principale in 5 lunghezze di corda, delle quali l'ultima sicuramente degna di nota perché perfettamente verticale ma su appigli sempre generosi.
Dalla cima del pilastro, con una traversata in cresta, siamo sbucati sul plateau glaciale sotto la punta Walker delle Grandes Jorasses, dove passa la via normale. L’abbiamo seguita in discesa fino a fare rientro al rifugio Boccalatte alle 19, quindici ore dopo averlo lasciato.
Un'avventura davvero completa, vissuta in un ambiente profondamente diverso da quello conosciuto in estate. Le temperature erano giuste per scalare su roccia (con una bella giacca a vento addosso), ma soprattutto l'abbondante quantità di neve presente ci ha fatto stare con le antenne dritte per tutte le quindici ore di questa lunga giornata.

 

Monte Bianco, Alpi Graie (Valle d’Aosta)
Grandes Jorasses, Pilastro senza nome, versante sud
Il regalo di Berna
Matteo Della Bordella, Luca Schiera, Giacomo Mauri, 24 febbraio 2021
400 m, 6b max

 

Materiale. Classico da ghiaccio e misto (avvicinamento e discesa) e da roccia. La via è priva di attrezzature, prevedere materiale adeguato.

Accesso. Da Plampincieux in Val Ferret (Courmayeur, AO) prendere il sentiero per il Rifugio Boccalatte. Salire lungo il ramo orientale del Glacier des Grandes Jorasses, compreso tra la Tour des Jorasses e il crinale di Praz Sec. Superare la terminale e risalire il successivo pendio tenendosi contro lo sperone di destra per rimanere per quanto possibile al riparo dai seracchi che sovrastano il pendio. Continuare fino a raggiungere la base di una parete ripida e compatta.

Relazione. L0: rampa d’accesso ripida su ghiaccio e misto. All’inizio della rampa, sulla sinistra, si trova uno stretto e ripido camino ghiacciato, attacco della Bonino-Bracey (Enrico Bonino, Jon Bracey, 14-15 maggio 2019); L1: 6a, 60 m; L2: 5+, 60 m; L3: 5, 60 m; L4: 6b, 40 m; L5: 5, 50 m; L6: 4+, 60 m; L7: 6a, 60 m; L8: 6b, 50 m; L9: 4, cresta d’uscita, 60 m.

Discesa. La via esce sul plateau glaciale sottostante la Punta Walker delle Grandes Jorasses. Qui si incrocia il percorso classico della via normale. Seguirla in discesa (delicato, più o meno impegnativo in funzione delle condizioni) fino al Rifugio Boccalatte.

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