La Santa Asinità, 140 m, 7a+

Nuova via al Torrione Magnaghi Centrale

15 ottobre 2018
Eugenio Pesci e Ivano Zanetti hanno aperto La Santa Asinità, una nuova via al Torrione Magnaghi Centrale (Grigna Meridionale).

Questa nuova apertura dimostra come la frequentatissima Grignetta possa ancora riservare qualche bella sorpresa.

Racconta Eugenio Pesci:

La parete est del Torrione Magnaghi Centrale, su cui salgono interessanti itinerari come la Via dei Ragni, la Ruchin di Ercole Esposito e la classica Via Gandin, presenta un settore destro alto circa 150 m e poco sfruttato. In realtà si tratta di una zona solitaria e panoramica, quasi a ridosso della parte finale della Cresta Sinigaglia. Nel luglio 2018 Eugenio Pesci e Ivano Zanetti hanno aperto un breve itinerario a carattere sportivo sull’evidente sperone centrale di questa zona di parete. Durante l’apertura sono sorti dei dubbi riguardanti le notizie, finora da tempo considerate valide, concernenti il tracciato originale della via aperta qui verso destra da Eugenio Fasana, solo e senza corda, nel lontano 1911. Dopo un non facile studio sulla documentazione sedimentata nel tempo, e facendo fede sulla relazione originale Fasana e sul disegno, perfetto, del tracciato di salita, fatto da Luigi Binaghi nella Guida dei Monti d’Italia Le Grigne del 1937, Ivano Zanetti e Stefano Tinti, nel mese di settembre hanno ripetuto, probabilmente per la prima volta dopo molti decenni, l’itinerario originale Fasana, confuso fino a oggi, con una poco nota via aperta nel 1969 da un allora diciottenne Daniele Chiappa con Mainetti e Invernizzi, via a sua volta confusa con la via Pepetto, aperta nel 1947 da Andrea Castelli e Giuseppe Spreafico.

Di seguito le relazioni della nuova via La Santa Asinità e della Via Fasana, ricordando che su questa stessa parete è stato aperto nel 2017, poco a destra della Via Gandin, un ulteriore itinerario di stile classico da Manuele Panzeri, Martino Panzeri e Stefano Tagliaferri (difficoltà fino al VII-, RS3).

 

Gruppo delle Grigne, Alpi e Prealpi Bergamasche (Lombardia, IT)
Torrione Magnaghi Centrale 2045 m, parete est
La Santa Asinità (in rosso nella foto sopra)
Eugenio Pesci, Ivano Zanetti, estate 2018. Prima ripetizione Stefano Vergani, Luca Gargantini, 23 settembre  2018
140 m, 4L, 7a+, S2, 6b obbl.

 

Arrampicata varia su ottima roccia.

 

Materiale: via protetta a fix non sempre vicini. Portare 16 rinvii e qualche fettuccia.

 

Accesso: dal rifugio Carlo Porta, 1426m, al Pian dei Resinelli, raggiungere in circa 45’, seguendo la Cresta Cermenati e il raccordo per i Magnaghi, la Bocchetta dei prati, a metà del Canalone Porta. Da qui passare sul versante est e per sentiero, oltrepassata la piazzola di atterraggio dell'elicottero, salire per circa 150 metri fin sotto la parete del Secondo Magnaghi, arrivando a una sorta di canalino fra la parete stessa e un roccione staccato, circa 30 m sotto un evidente pinnacolo a destra. Fix ben visibili su una placca. 1h 15’.

 

Relazione:

L1: lungo pilastro molto verticale, di resistenza, con due singoli. Rinviare alternato o allungare le protezioni. 7a, 40 m; L2: divertente spigolo grigio, non difficile ma non banale, uscita in cengia per facile crestina. 5c, 40 m; L3: muro verticale con sezione boulder di difficile impostazione, un po' morfologico, poi più facile, e piccolo strapiombo su buone prese. 7a+, 30 m; L4: diritti per facili rocce articolate (protezione su clessidre cordonate in azzurro) poi a destra a una nicchia, e dritti (fix) per un divertente muretto. S4 a sinistra sui resinati della sosta Gandin. 5b, 40 m. Da S4 è possibile proseguire a destra facilmente sulla via Gandin fino in cima, oppure per l'ultimo tiro della Panzin, superando il risalto sopra la sosta (5a, 40 m).

 

Discesa: per la normale del Secondo Magnaghi, dapprima con facile arrampicata verso nord, poi per cavo metallico e indi verso destra in parte camminando e con qualche passo in roccia fino a tornare all'attacco (30 minuti circa). L'accesso descritto è comune anche alle altre vie.

 

Gruppo delle Grigne, Alpi e Prealpi Bergamasche (Lombardia, IT)
Torrione Magnaghi Centrale 2045 m, parete estVia Fasana (in blu nella foto sopra)
Eugenio Fasana, 1911, da solo e slegato
170m, V+, 5L, R3

 

Via molto bella e, considerando il modo e l’epoca in cui è stata aperta, sorprendentemente difficile. Ma non deve sorprendere molto, vista la classe innata e la determinazione del primo salitore, che univa doti ginniche e coraggio. Dimenticata a torto per troppo tempo, anche per errori di trascrizione, riportati da errori di relazioni precedenti, la Fasana è una via da non sottovalutare, anche per la precaria chiodatura, ora da noi rivista, ma comunque sempre da integrare.

 

Materiale: classico da roccia con due mezze corde da 60 m, martello, alcuni chiodi, nuts, cordini corti e lunghi, anche sottili per clessidre, friends fino al 3 BD.

 

Accesso: 15 m a monte dell’attacco della Santa Asinità (medesimo attacco di una variante alla via Mariella, ma per la fessura adiacente a sx e non per la placca spittata. I due tratti sono molto vicini).

 

Relazione:

L1: salire diritti per la fessura, molto verticale, fino al suo vertice al di sotto di uno strapiombino (un vecchio cordino su clessidra molto piccola e due chiodi da noi lasciati). Salire in opposizione verso destra, continuare fin dove si appiana e si trova una sosta (S1 variante via Mariella). Noi abbiamo proseguito per un camino a destra fino a un comodo ballatoio (cordino lasciato su clessidra). Sosta poco sopra su spuntone. 5, 5+, 4+, 3. 40 m; L2: salire per rocce molto articolate al di sopra della sosta (cordone da noi lasciato su clessidra) ancora diritti e poi in leggera discesa verso destra fino alla base di una bellissima fessura verticale. Salire con tecnica sia da incastro che di opposizione (un ch.) e, quando la fessura si estingue, continuare in traverso leggermente a sinistra (un cordino da noi lasciato su clessidra), poi per placche diritti su roccia magnifica, passando a destra di una sosta a chiodi della via Mariella. Qui è possibile sostare, ma noi abbiamo fatto una sosta nuova a destra più in alto (due chiodi lasciati, da rinforzare con friends). 4, 5-, 5, 4+. 35 m; L3: salire ancora in placca verso un diedro, su roccia molto bella, fino a due chiodi (uno molto vecchio e uno poco sotto da noi lasciato, per sicurezza è meglio collegarli tra loro con un lungo cordino), superare un leggero strapiombo su roccia non troppo buona e proseguire diritti, delicatamente, fino a quando le difficoltà decrescono. Raggiungere un antro con vari terrazzini dove è possibile sostare su spuntoni e friends (molto consigliato, anche perché proseguendo le corde fanno attrito). 4, 5-, 4, 3. 25 m; L4: diritti per fessura sopra la sosta per alcuni metri, arrampicata molto estetica. Raggiunto un cordone azzurro (via La Santa Asinità) traversare a sinistra e, per facili roccette, uscire in sosta (resinata). 4, 4+, 3. 30 m; L5: scendere nel canale appena sotto e, prima per placche e poi per camini facili, come per la via Gandin, raggiungere la cima del Magnaghi Centrale. 3, 3+, 2. 40 m.

 

Discesa: come per le altre vie del Torrione Magnaghi Centrale.

 

Relazioni e immagini: Eugenio Pesci e Ivano Zanetti

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