Mosquito Vagabundo

Nuova via nel Vallone di Forzo

25 settembre 2020
Luca Spanò e Pietro Gatti hanno aperto Mosquito Vagabundo, una nuova via nel Vallone di Forzo.

Gli apritori raccontano:

Tutto nasce nel 2019 quando, durante un’escursione primaverile al Lago di Lazin, abbiamo "scoperto" queste bastionate rocciose di gneiss granitoide del gruppo del Monte Colombo.
Probabilmente il lungo avvicinamento, l'assenza di un bivacco e il divieto di utilizzare tende nel Parco del Gran Paradiso hanno scoraggiato nuove aperture in quest’area.
Nel mese di agosto dello stesso anno, con il giovane Pietro Gatti, ci lanciamo in questa incognita.
La via, su gradi medio facili, segue una linea logica di fessure e placche aggirando alcuni piccoli tetti, ed è stata aperta in due diverse giornate per l'arrivo di una perturbazione. A eccezione di un tiro di raccordo la roccia, tipica del gruppo del Gran Paradiso, è solida e la presenza di molte fessure favorisce l'utilizzo di protezioni mobili in via e di chiodi a espansione solo per le soste; è in sostanza una via trad e impone l’uso di dadi e friends.
Inoltre il bellissimo Lago di Lazin, oltre a essere una fonte di acqua potabile, nasconde una sorpresa che è nel nome stesso della via!

 

Gran Paradiso, Alpi Graie (Piemonte)
Punta Manda Occidentale 2640 m, parete nord-ovest
Mosquito Vagabundo
Luca Spanò, Pietro Gatti, 13 e 22 agosto 2019
340 m (9 L) più 250 metri ca. di cresta facile per l’uscita in vetta, 6b

 

Materiale: classico da roccia con nuts e doppia serie di friends (fino al 3 BD). Le soste sono attrezzate su due fix da 10 mm e maglia di calata.

Accesso: da Lasinetto (1024 m), nel Vallone di Forzo, prendere il sentiero per il Lago di Lazin (2113 m). Dopo 3 ore e 1200 m di dislivello si raggiunge l'omonimo circo glaciale con il bellissimo lago. Da qui, passando sulla sponda sinistra del lago (piccolo rudere), puntare all'evidente parete nord ovest della Punta Manda Occidentale, salendo tra dossi erbosi e una pietraia. L'attacco della via si trova a 2200 m, nella parte destra della parete, sotto un’evidente fessura a “V” (45’ dal rudere situato nei pressi del lago).

Relazione

L1: seguire l'evidente fessura a “V” (2 chiodi) con uscita finale in placca a destra. 6a, 50 m;
L2: placca a sinistra (chiodo) e traverso finale a sinistra sotto un tetto. 6b, 40 m;
L3: evitare un tetto a sinistra, scalare un facile diedro fessura e traversare sotto un tetto di colore arancio. 5c, 30 m;
L4: aggirare un tetto per una fessura leggermente strapiombante, proseguire dritti in placca. 6b, 30 m;
L5: traversare a sinistra su cengia e, seguendo un piccolo diedro e blocchi, raggiungere e superare una bella placca proteggibile solo con un dado. 5c, 40 m;
L6 scalare una placca e una fessura a destra, poi un diedro curvilineo e di nuovo una placca. 6b, 50 m;
L7: breve tiro di raccordo su facile crestina di blocchi che conduce a sosta su chiodi. 4b, 20 m;
L8: seguire una rampa ascendente destra con fessura (chiodo), poi un diedro e una placca a destra. 6a, 30 m;
L9: andare a destra verso un diedro fessura e continuare su facile placca. 6a+, 50 m.

 

Discesa: da S9 è possibile proseguire per facile crestina fino alla cima della Punta Manda Occidentale, per poi percorrere la cresta che conduce verso la Punta Sili e scendere ad alcuni alpeggi, dove si trova il sentiero che collega il Monte Colombo a Schiaroglio in Val Ribordone. Altrimenti calarsi in doppia lungo la via e tornare a Lasinetto su sentiero.

Relazione e immagini fornite dagli apritori.

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