Nessuno vuole essere Robin

Nuova via in Val Daone

17 luglio 2019
Gianluca Forti, Sandro De Toni e Nicholas Ferrari hanno aperto Nessuno vuole essere Robin, una nuova via in Val Daone.

Gianluca Forti racconta:

"E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso [...]
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin"
Così canta Cesare Cremonini in una delle sue ultime canzoni. L'ho sentita per caso un pomeriggio, mentre mi stavo allenando. Quando ascolto una canzone presto sempre attenzione al testo per captare le frasi più belle, più significative… e questa mi ha colpito molto. Ora ci si chiederà: ma che cosa c'entra la canzone di Cremonini con una via in val Daone? Beh, è una metafora… Nel mondo della montagna ho sempre notato una gran competizione; io non mi sono mai tirato indietro. Anche da apritore, già dalla prima via, ho voluto imporre un mio stile ben preciso. In apertura mi sentivo un po’ come Batman: quello forte, che dimostra di essere un duro, di avere coraggio, intuizione e un'etica ferrea.… Poi ogni tanto mi voltavo e vedevo i miei amici Nicholas e Sandro, da secondi, con uno zaino che facevano una fatica dell'anima solo per aiutare me… come Robin. E in quel momento ho avuto l'idea del nome: “Nessuno vuole essere Robin”. Ma Nicholas e Sandro sì; e li ho stimati. Quanta gente sarebbe disposta di fare la parte del “portatore”? Loro però hanno accolto questo progetto come se fosse proprio; Nicholas ha investito anche parecchi soldi per il materiale e gli spostamenti e hanno sempre usato la parola NOI in ogni decisione presa.
Fossimo capaci tutti di essere Robin, il mondo sarebbe diverso. Invidia e gelosia non esisterebbero; potremmo essere sereni con noi stessi e avere la piena accettazione dei nostri limiti e del fatto che al mondo, purtroppo, c'è sempre qualcuno migliore di te.
“Nessuno vuole essere Robin” è una via alpinistica moderna: ha passaggi molto belli a volte lontani dalle protezioni. In più punti è vietato cadere, pena la possibilità di farsi male. Bisogna prestare attenzione in particolare su L2 (6b+ lontano dalla protezione) e su L5 dove è necessario integrare con nut piccoli e friend sulla fessura che congiunge secondo e terzo fix.
Dopo “Ci Rivediamo Paolino”, anch’essa con tratti expo, alcuni mi hanno chiesto se non mi sento in ansia per quelli che potrebbero ripeterla e trovarsi in difficoltà. Ho risposto: “No, l'arrampicata è uno sport pericoloso, in cui ognuno si assume le proprie responsabilità". La via è consigliabile solo a cordate in grado di proteggersi in modo adeguato e capaci di muoversi su granito con difficoltà obbligatorie di 6b+. L1 permette di valutare se proseguire o meno.

 

Val Daone (Trentino)
Nessuno vuole essere Robin
Gianluca Forti con l'aiuto di Nicholas Ferrari il 5 luglio 2019 e di Nicholas Ferrari e Sandro De Toni il 6 luglio 2019
Prima ripetizione: Sandro De Toni, seguito da Gianluca Forti e Nicholas Ferrari il 13 luglio 2019
260 m, 6b+(obbligatorio)

Materiale: classico da roccia, 2 corde da 60 metri, 8 rinvii, friends (BD dal n. 0.4 al n. 1), nuts piccoli.

Accesso: raggiunto il Lago di Boazzo, in Val Daone, continuare per la SP 27 superando il ponte sul Rio Danerba. Subito dopo il ponte, sulla destra, c’è una grande costruzione (colonia estiva con chiesetta). Ci sono discrete possibilità di parcheggio a sx o poco oltre, sempre a sx. Subito sopra la colonia parte una marcata traccia (scarse segnalazioni bianco-rosse); imboccarla e continuare fino a individuare in breve alcune segnalazioni gialle (punti e piccole frecce poco visibili) che, in diagonale a dx, portano su terreno boscoso ripido ma pulito. Seguire le segnalazioni fin sotto le evidenti placche situate sopra la Cascata di Danerba. Il primo itinerario che si incontra è "Un Tempo Furono Guerrieri". Superare un breve salto roccioso tramite corda fissa su albero, proseguire alla base della parete oltrepassando le targhette di attacco di "Cavalcando l’Orso", "Per Chi Mi Hai Preso" e "Le Fiabe di Danerba". Continuare a traversare prima su ampia cengia e poi su placca, insidiosa se umida (corda fissa); al suo termine salire a sx per canale vegetato (corde fisse - la parete si trova sulla sx nel senso di marcia) e proseguire diritti per il successivo, breve pendio boscoso. Un gigantesco abete caduto durante la tempesta di ottobre 2018 sbarra l’accesso alla base della parete. A dx attacca "In Viaggio per l’Anniversario", a sx "Ci Rivediamo Paolino". Ancora più a dx, nei pressi di un albero a più fusti, scendere verso il torrente contornando una placca; appena possibile risalire per vago canale (fisse) e, al suo termine, proseguire per placca erbosa fino a un pulpito con abeti sulla sx (fisse).

L’attacco si trova alla base di un vago pilastro, sulla dx di L2 di "In Viaggio per l’Anniversario".

Relazione:

L1: risalire il pilastro e la placca successiva, primo fix alto (12 m – attenzione!). Andare poi a dx puntando al secondo fix e, da questo ancora in diagonale per placche ed erba. Proseguire in traverso a dx su cengia erbosa e boscosa. Sosta su 2 fix, 45 m, 5b;

L2: dalla sosta andare a dx sulla cengia per 7-8 m. Appena possibile salire in lieve diagonale a sx ribaltandosi in placca e puntando alle protezioni; tra secondo e terzo fix c’è un passo obbligatorio tecnico su funghi svasi. Gli apritori sono saliti diritti dalla seconda protezione (si si può spostare anche più a sx, su funghi buoni che però non sono stati puliti; si consideri che, salendo a sx, un eventuale volo sarebbe lungo e diagonale). Dal terzo fix a dx per breve placca e cengia (friend n. 0.4 BD), quindi puntare a un albero con cordone e raggiungere la comoda sosta (2 fix) su boschetto sospeso. 25 m, 6b+;

L3: tiro stupendo che supera un muro a onde ricoperto di knobs. Dalla sosta puntare al primo fix e superare un bombè con passo atletico, proseguire quindi per placca scegliendo la traiettoria migliore. Sosta (2 fix) al termine del pilastro, a dx di una grande fessura non visibile dal basso. 3 protezioni sul tiro. 40 m, 6a;

L4: dalla sosta abbassarsi 4 m e iniziare un lungo traverso verso dx puntando alla stupenda placca visibile in lontananza. Il tiro non è difficile e, per i primi 10 m, è bello. Non è chiodato. La protezione è possibile con alcuni friend (BD n. 0.5 e probabilmente anche 0.3 e 1). Sosta su 2 fix, 25 m, 5b;

L5: dalla sosta puntare diritti al fix; quindi iniziare un delicato e tecnico traverso ascendente a dx per arrivare al secondo fix (non visibile da sotto). Da questo ancora a dx puntando alla fessura che si trova sul fondo di un bel diedro (proteggibile con nut piccolo e friend). Quando la parete si verticalizza, uscire a dx per placca e proseguire in direzione di una cengia erbosa sopra la quale si nota il terzo fix (VII- obbl. - protezioni fisse distanti). Dal fix continuare diritti per placca e risalti erbosi (fix con cordone aggiunto a via conclusa) fino alla sosta su faggio, rinforzabile con friend in fessura poco più sopra (soluzione adottata in apertura). 45 m, 6b;

L6: Collegamento. Da S5 traversare nel bosco per 10 m fino alla comoda sosta a fix.10 m, I;

L7: Doveva pur esserci un tiro brutto… Alzarsi in diagonale a dx su placca sporca e puntare a una fessura orizzontale dove è possibile proteggersi; proseguire ancora in diagonale, poi diritti per placca terrosa (1 fix); salire tra l’erba e, aggirando una macchia di alberi, puntare verso sx a un’ampia cengia erbosa e boscosa. Riportatisi sotto la parete a sx, risalire il primo tratto della placca terminale e arrivare alla comoda sosta (2 fix) su cengia erbosa. 40 m, 5b;

L8: dalla sosta andare a dx puntando al primo fix in placca; continuare sulla grande, bella placca inclinata a dx, prima dritti e poi verso dx. 5-6 m dopo il secondo fix la placca si abbatte, ma mancano ancora 15-20 m per arrivare alla sosta su albero (cordone con maglia rapida). 50 m, 5c).

Discesa: in doppia. Quando possibile usare i cordoni in loco; in particolare su S3 e S1 i maillon rapide aumentano gli attriti in fase di recupero. Da S8 a S7 (albero posto in corrispondenza di S7, 7 m più in basso, nel bosco. Cordoni e maglia in loco. Da S7 a S3 per bosco, disporre bene le corde. Da S3 a S2 (la calata diretta a S1 è possibile ma, da nostra prova provata, le corde tendono ad annodarsi sui knobs). Da S2 a S1 e da S1 a S0 (scomoda perché in traverso; in alternativa da S1 a larice ca. 30 m sotto e da questo alle fisse sulla placca di accesso – portare un cordone per attrezzare la sosta sull’albero).

Note: la via è più impegnativa delle sorelle vicine. Va evitata dopo le piogge: L1, L2 e L4 si bagnano molto. Il secondo, il terzo e il quinto tiro valgono la via.

Informazioni e immagini fornite dagli apritori.

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