I Ragni di Lecco festeggiano 70 anni

Serata di celebrazione a Lecco

17 maggio 2016

70 anni e non sentirli. Il gruppo alpinistico dei Ragni di Lecco ha festeggiato al Cenacolo Francescano di Lecco sette decadi di vita che invece che progredire sembrano tornare indietro. Sebbene ben ancorati alle prestigiose origini, il gruppo pare ben proiettato verso il futuro e lo fa con una serata incentrata principalmente sulla proiezione di video di qualità molto alta, sia dal punto di vista puramente tecnico che di contenuti.

A condurre la serata, a sorpresa, Matteo De Zaiacomo, alpinista del Gruppo Ragni ma per l’evento anche conduttore spiritoso e spontaneo. Il Gruppo ha presentato alcuni suoi video con avventure tra Etiopia, Grecia, India ed Italia, tanta Italia naturalmente. Oltre alle imprese in Sardegna sul Monte Ginnircu di Palma, Soldarini e Della Bordella, grande interesse ha suscitato il film di Richard Felderer con Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo e Paolo Marazzi girata il Val di Mello, o per meglio dire in Val Qualido, al cospetto dell’omonima parete, dove i tre hanno salito King of the Bongo. Ancora Italia ed ancora Della Bordella questa volta con Eugenio Pesci per una via che seppur nuova diventerà sicuramente una classica, IF, un lavoro come ha dichiarato Matteo “frutto delle esperienze fatte in Wenden e condotto con la stessa etica”.

Spazio alle avventure extra-europee con la spedizione di Della Bordella, Schiera e De Zaiacomo in India, accompagnati da Arianna Colliard in qualità di regista, con meta l'inviolata parete ovest del Bhagirathi IV, un colosso di 6193 metri sull’Himalaya indiano, ma anche alla pura difficoltà in falesia con il giovane Stefano Carnati ed il suo film sul fantastico secondo posto ai Mondiali di Arco lo scorso anno e soprattutto con la seconda ripetizione di Coup de Grace in Val Bavona, tiro di 9a liberato da Dave Graham e salito fino a quel momento solo da Gabriele Moroni.

“Dare spazio alla qualità e alla fantasia” ci spiega Fabio Palma, Presidente del Gruppo Ragni, “soprattutto quando è giovane, sia per l'attività alpinistica e falesistica, sia per tutto ciò che è raccontare. Questo significa anche azzerare modi di fare e di pensiero conservatori e guardare con occhio aperto a quelli che hanno spirito, entusiasmo e talento. Favresse e Villanueva, per esempio, con la loro antiretorica, il loro livello stratosferico e il loro primo film (Asgard jam), furono per me grande ispirazione. E poi... Arrivare con semplicità al cuore della gente e, come ha detto Giga ieri sera,  '' riportare l'alpinismo con i piedi per terra ''. A Trento venne a me una buona frase: l'alpinismo arriva nei teatri perché è stato riconosciuto forma d'arte. Ecco, l' arte è cuore e talento, antiretorica ed entusiasmo.”

Ed è proprio a Trento che i Ragni hanno chiuso il Festival pochi giorni fa con un serata che incrociava il pensiero e le storie di generazioni differenti nella storia dei Ragni. De Zaiacomo ha infatti presentato Cassin e il McKinley, Luca Schiera Mauri e il Gasherbrum IV e Della Bordella Casimiro Ferrari e la Est del Fitz Roy.

Ad arricchire il tutto nella serata lecchese, la musica dal vivo eseguita da Simone Morandotti.

Stefano Michelin

 

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