Repentance

By Matthias Scherer

18 gennaio 2012       Matthias Scherer è un ragazzo tedesco di Francoforte, che da alcuni anni vive con la compagna Tanja stabilmente a Cogne. E' un grande appassionato delle cascate di ghiaccio, ne ha salite  un pò ovunque, ma con quelle delle valli del Gran Paradiso ha un rapporto speciale, come si può comprendere leggendo  il racconto che ci ha regalato. Matthias descrive in modo originale la sua 19esima scalata a Repentance, una delle più affascinanti linee di ghiaccio delle Alpi.    Non si vive senza Repentance - 19 volte sulla celebre cascata di Cogne   Di Matthias Scherer   È il 4 gennaio 2012 e sto andando verso Repentance. Per la 19esima volta mi accingo oggi a scalare questa cascata e ovviamente i miei pensieri vanno indietro nel tempo; che cosa è cambiato? E cosa è rimasto uguale? Certamente scalare ghiaccio significa scoprire nuovi posti ed io ho viaggiato moltissimo insieme a Tanja, negli ultimi anni in giro per il mondo alla ricerca di affascinanti linee ghiacciate e di nuove possibilità di conquistare l’inutile e di ammirare la surreale bellezza dell’acqua gelata.   Ma qui a Cogne, o – meglio – davanti a Repentance noi siamo a casa nostra. Ho scalato questa colata quasi ogni inverno da quando vivo a Cogne. Ogni novembre, mentre mi addentro nella Valnontey, mi sento già nervoso. C’è acqua o si sta formando? E’ un po’ come incontrare un vecchio amico che non si è visto da parecchio tempo, ti senti molto curioso di vedere che aspetto ha.   Dapprima appare la candela del terzo tiro e poi la parete inferiore. Ogni inverno sono eccitato all’idea di vedere di nuovo la sua linea. Così nulla è cambiato da quando l’ho vista e scalata per la prima volta nel gennaio del 2004. Bene, ma la cascata? Cambia molto da inverno a inverno e anche durante la stessa stagione. In alcuni inverni ho avuto il privilegio di essere la prima persona a scalarla e probabilmente l’ultima e così ho potuto seguire l’evoluzione di questa mistica linea.   Ho incontrato tutti i tipi di ghiaccio, da quello marcio e bagnato del dicembre 2006 a quello fragile duro del dicembre 2009. Da quello molto esile del dicembre 2007 a quello gigantesco del febbraio del 2009. in alcuni inverni la cascata era stata salita così tante volte che appariva come un castello di carte dove tutto può cadere facilmente in testa. Così la colata cambiava continuamente ma il piacere nel salirla rimaneva immutato.   Non ho mai considerato e discusso il grado delle mie salite perché ho imparato che il ghiaccio non è la roccia e cambia da un istante all’altro e noi scaliamo perché ci piace tutto questo. Oggi 4 gennaio 2012, il ghiaccio è più fragile del solito, è secco, c’è un sacco di aria dentro e non tutte le meduse sono affidabili. E’ una vista stupefacente per l’occhio. Collego i primi due tiri in un’unica soluzione e raggiungo la sosta sul lato destro del pilastro.   E’ bello guardar giù mentre assicuro Tanja che sale. Che cosa è cambiato? Dopo tutte queste salita ci sono cresciute le ali? Adesso scaliamo questa linea volando? No, siamo seri. Ogni giorno che arrampico il ghiaccio mi insegna qualche cosa, ogni tanto in maniera severa, ma questo è quello che lo fa così speciale. Ci sarà sempre qualche cosa di nuovo da imparare, scoprire, da godere.   La lezione più grande che ho appreso è quando si può salire e quando invece si deve rinunciare, ma anche in questo campo sono ancora alla ricerca di nuove risposte. Anche dopo tutte queste salite noi non sappiamo cosa ci aspetta, perché il ghiaccio è senza riposo e cambia continuamente. Così la sfida e l’avventura rimangono le stesse.   Sto scalando la candela di uscita sul pianoro di Money: il ghiaccio è secco. La cornice in cima al pilastro è l’ultimo ostacolo prima di raggiungere la sosta sul plateau. Mi guardo intorno e la vista di Gran Paradiso, Herbetet e della Roccia Viva mi fa sentire a casa: un bel sentimento di pace interiore mi cresce dentro.   Tanja sta arrivando velocemente, abbiamo finito la nostra 19esima salita ma penso che non sarà l’ultima. Cominciamo a calarci; la pietra sta rotolando di nuovo e noi immaginiamo Sisifo come una persona felice. Oh sì una cosa non è cambiata ancora, il mio legame con Tanja. La ringrazio profondamente di condividere tutti questi momenti.   --- Matthias Scherer è nato nel 1974 vicino a Francoforte in Germania.Ha scoperto le Alpi con la sua famiglia durante l'infanzia e nel 1993 ha deciso di trasferirsi definitivamente ai piedi del Monte Bianco. Da allora non ha mai più lasciato le montagne che per brevi periodi Nel 1993 ha iniziato a scalare cascate di ghiaccio, attività che da subito è diventata la sua più grande passione. Fino ad oggi ha salito oltre 500 cascate in tutta Europa e in Canada. Quando non è la stagione per il ghiaccio, scala su pareti, pilastri e spigoli in giro su tutte le Alpi e affina le sue capacità di climber nelle falesie piùà famose d'Europa Vive insieme alla suacompagna di scalata e di vita Tanja a Cogne in Valle d'Aosta.       Il sito di Matthias Scherer  
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