Terremoto in Nepal

Il perchè della tragedia e video testimonianze

26 aprile 2015 Nella giornata di ieri, due immani scosse sismiche hanno colpito il Nepal causando un numero ancora tutto da accertare di vittime. Secondo gli ultimi bilanci, potrebbero essere saliti a 2000 i morti causati dalle due scosse, una di magnitudo 7.9 e l’altra di 6.4 che hanno colpito una vasta area con alcuni importanti città. L’epicentro sarebbe stato individuato tra Kathmandu e Pokhara ma il sisma è stato avvertito fino a New Delhi e si contano anche 40 vittime in India e 4 in Bangladesh. I giganti bianchi degli 8000 non sono rimasti immuni a questo evento, tanto che si contano morti anche al campo base dell’Everest per valanghe e varie slavine si sono staccate da molti versanti di diverse montagne. Cosa ha causato questa spaventosa tragedia? Alberto Michelini, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spiega che era un evento che prima o poi doveva accadere. La placca indiana scivola sotto quella eurasiatica alla velocità di 5 centimetri all’anno. Questo movimento ha causato in milioni di anni la formazione dalle catena dell’Himalaya ma da moto tempo era immobile, accumulando energia, e scattando poi come una molla. La faglia interessata, lungo 140 km, si è lacerata ed in ottanta secondi ha sprigionato tutta la sua forza accumulata in anni di immobilità. Per capire meglio l’importanza dell’evento, Michelini spiega che in proporzione è un fenomeno che accade anche in Italia lungo la linea degli Appennini e delle Alpi, con un movimento di due millimetri all’anno. L’intensità che ne consegue è fortunatamente per noi di gran lunga inferiore ma basta rivedere la storia sismica del nostro paese degli ultimi anni per capire cosa possono fare quei due miseri millimetri. La scossa che ha colpito il Nepal in aggiunta, è vicina alla più forte mai registrata finora (in Cile, nel 1960, magnitiduo 9.8) e purtroppo non sono da escludere altri fenomeni causati dallo sciame sismico che interesserà l’area nei prossimi mesi. Nei due video, Agostino Da Polenza racconta la testimonianza dal centro del CNR e l'italiano Gianantonio Candiani che lavorava nella regione di Patan parla dell'accaduto - fonte corriere.it. Un gallery del campo base dell'Everest durante e dopo le valanghe, è visibile su indianexpress.com. fonte corriere.it    
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