Via delle quaranta galee, 210 m, 6b

Relazione di una nuova via sui Monti Lessini

11 novembre 2018
Christian Confente, Simone Gianesini e Manuel Leorato hanno aperto la Via delle quaranta galee, un nuovo itinerario sui Monti Lessini.

La Via delle quaranta galee affronta la parete ovest del Monte Pastello lungo un’evidente linea di grigi, che si insinua tra gli strapiombi fino a collegarsi al solido e verticale spigolo destro di un grande camino, costituito da roccia ottimamente lavorata.

Il nome della via si riferisce a un evento storico: 580 anni prima dell’apertura della via stessa ebbe luogo un’impresa militare davvero insolita, della quale il Monte Pastello fu silenzioso testimone. Per combattere il Ducato di Milano, asserragliato a sud del Lago di Garda, la Repubblica di Venezia trasportò un indefinito numero di navi da guerra (simboleggiate dal numero 40) fino a Torbole passando per il fiume Adige, il lago di Loppio e il Passo di S. Giovanni. Questa impresa è chiamata “Galeas per montes”.

 

Monti Lessini, Prealpi Venete (Veneto)
Monte Pastello 1128 m, parete ovest
Via delle quaranta galee
Christian Confente, Simone Gianesini, Manuel Leorato, in più riprese dal basso, 2018
210 m, 6b (6a obbl.)

 

Materiale: classico da roccia, friends medio-piccoli, nuts.

Accesso: da Cavalo (frazione di Fumane, VR) raggiungere la località Molane (880 m), che si trova 700 m prima di Forte Masua. Prendere una strada sterrata sulla sinistra (cartello CAI del sentiero Molane-Dolcè). Parcheggiare al bivio o seguire brevemente la sterrata fino a una sbarra con slargo. Seguire il sentiero CAI in discesa prima per pascoli, poi per faggeto. Superare un tratto ripido in discesa attrezzato con fune metallica. Arrivati al cospetto dell’imponente spigolo del Pastello, quando la traccia si fa più larga e pianeggiante, nei pressi dei resti di una vecchia cava, lasciare il sentiero e seguire i bolli azzurri e gli ometti che puntano allo spigolo. Fiancheggiare la base del grande zoccolo verso sud arrivando così, dopo un’ultima salita terrosa, presso la sezione centrale della parete. Nome della via e cordone all’attacco (45’).

Relazione: vedere tracciato e schema pubblicati sopra.

Discesa: dall’ultima sosta seguire i numerosi ometti nel bosco verso sinistra (direzione di marcia), poi con lunga traversata verso destra. Costeggiare in salita una prima piccola radura. Sbucare su una seconda radura più ampia e continuare sulla traccia, aggirando un albero isolato sulla sinistra e attraversando un gruppo di cardi, fino a un sentiero. Lungo questo si raggiunge una mulattiera che conduce in discesa all’auto (30’).

Relazione e immagini di Manuel Leorato.

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